SIAMO SEMPRE ALLE SOLITE…PAROLE

SIAMO SEMPRE ALLE SOLITE…PAROLE

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…ma perchè? E’ la storia? La storia che si ripete? Forse. 

A me solitamente piace essere, sempre, molto concreta e razionale. Difficilmente mi faccio travolgere totalmente dal cuore (e sono, anche, un disastro!). Insomma mi piace avere una visione chiara di tutto e, soprattutto, con tutti. 

Legge Zan? N**o, fr***o, etc etc…

C’è da aggiungere dell’altro, tanto altro. Così come grosso, grassa, magro, magra, brutto, brutta, c***o, sei enorme, non ti si può guardare….

Ma la gente, cosa ne sa? Cosa ne sa di cosa c’è dietro ad una determinata condizione fisica?

Quando leggo, ascolto e sento parlare a vanvera di qualsiasi argomento mi innervosisco. Figuriamoci se si tratta di un qualcosa che mi riguarda da vicino e di cui ne sono pienamente a conoscenza. 

Succede anche a voi? 

Ci sono stati giorni in cui i polpastrelli scorrevano velocemente sulla tastiera, forse troppo veloce. Ho scritto col cuore e nel mio viso infiniti cambiamenti: uno per ogni emozione che mi attraversava. Ho salvato e chiuso il file mille volte. Ho scelto di non pubblicare nulla, almeno adesso. 

Quando scrivo non mi risparmio mai. E quando qualcuno mi dice:

“cavolo Vero, ci vai dentro pesante, eh?”.

Sì, abbastanza. Sono abituata a fare così. Rispondo che fin quando la deontologia professionale viene rispettata va benissimo così. Vale così anche aldilà della professione, infatti, mi ripeto spesso:

“fin quando ti rispetti, fa’ ciò che ti pare. Quando capisci di non farlo più, fermati”.

Oggi mi capita ancora di sentire addosso il peso dei miei vecchi 105 kg. E, con tutta sincerità, oggi con lo stesso peso di allora mi sentirei leggerissima. 

Però le parole mi hanno fatto male. E sono convinta che chi, come me, è stato vittima (o lo è ancora) di bullismo e discriminazione capisce perfettamente cosa intendo dire. Conosce perfettamente il peso di ogni parola. Conosce perfettamente le pugnalate al cuore, così come il sapore di ogni lacrima. 

Mi sono costruita, anche, per queste motivazioni una corazza. Una corazza così strutturata e  forte da nascondere e riservare a pochissimi, l’altra parte di me. Quel lato estremamente sensibile, dolce e sorridente.

L’essere solare e carismatica mi contraddistingue e non voglio nasconderlo a nessuno (soprattutto in questi periodi di angosce e difficoltà). Impossibile.

Tornando alle parole:  sì, le parole parole fanno male. Tanto.

Le parole procurano ferite. Le parole generano rabbia e, spesso, reazioni (super positivi!). Le parole creano distanze. Le parole separano. 

Così come ci sono le parole che riempiono e scaldano il cuore. E parole in grado di regalare splendidi sorrisi. 

In entrambi i casi, i fatti fanno la differenza. Funziona così, vero? 

Ricordo un particolare di quando appena 18enne esordivo, con i tutti i miei kg, da addetto stampa della squadra di calcio della mia città: Siracusa. 

Alla vigilia i pregiudizi erano tanti (immaginate 12 anni fa’ circa, una donna, giovanissima, alla guida di un ufficio stampa….al Sud). Il  giorno della gara, attraversai l’intero stadio, curva locale annessa, per recarmi in tribuna stampa: quei pregiudizi, quella domenica pomeriggio, avevano una voce. 

Con la fermezza di un fuoriclasse, e l’esperienza di un capitano, mi sono voltata, ho sorriso e ho continuato a fare ciò che dovevo. 

Quel giorno per me ha rappresentato la svolta. Quel pomeriggio ho capito che nessuno mi avrebbe potuto più condizionare. 

Così è stato. Da lì in poi, qualcosa in me è scattato. Ho imparato a scegliere e selezionare (ancora di più). Ho imparato a considerare da chi, il mittente, di determinate parole e/o espressioni.

Poi sì, a distanza di qualche anno ho iniziato il mio percorso di body trasformazione. E l’ho fatto solo ed esclusivamente per mia volontà. Per mia scelta. L’ho fatto perchè ero io a non stare bene con me stessa, non perchè non andavo bene al sistema o al contesto. 

Ah, sono bastate pochissime partite affinché i pregiudizi si sono annullati. Ed oggi, tutti fenomeni social da tastiera. Chissà perchè! 

Essere e stare in BenEssere non conosce colore di pelle, tipologia di amore, standard fisici (piuttosto solo questione di salute). 

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