Lentini, Ricordato il quarantaquattresimo anniversario della morte del vice brigadiere delle guardie di Pubblica sicurezza Filadelfo Aparo.

Lentini, Ricordato il quarantaquattresimo anniversario della morte del vice brigadiere delle guardie di Pubblica sicurezza Filadelfo Aparo.

LENTINI – “Per la Polizia e tutti Filadelfo Aparo resta un punto di riferimento per quanti, ogni giorno, con impegno e dedizione, sono al servizio delle istituzioni e della collettività per la difesa dei valori della legalità e della democrazia”. Lo ha detto il questore di Siracusa Benedetto Sanna, questa mattina, al termine della Messa nel ricordare il quarantaquattresimo anniversario dell’uccisione del vice brigadiere della Pubblica sicurezza Filadelfo Aparo, uccisi l’11 gennaio a Palermo. Alla celebrazione Eucaristica, presieduta da don Maurizio Pizzo, hanno partecipato, oltre alla moglie Maria Ciciulla, ai figli Vincenzo, Francesca e Maurizio, i nipoti, i sindaci di Lentini Rosario Lo Faro , Carlentini Giuseppe Stefio, la vice sindaco di Francofonte Giusi Tuzza , il dirigente del commissariato di Polizia di Lentini Alessandro Sciacca, il vice dirigente Sebastiano Gallo, il comandante della Polizia stradale del distaccamento di Lentini ebastiano Cassisi, il comandante della compagnia dei Carabinieri di Augusta Stefano Santucio, il comandante della stazione dei carabinieri di Lentini Silvio Puglisi, il comandante della tenenza della Guardia di Finanza di Lentini Gaetano La Ferlita , il vice comandante della Polizia municipale di Lentini Melania Incontro , il presidente dell’Anps della sezione di Lentini Vincenzo Laezza e i soci, il presidente dell’Anc, sezione di Lentini e Carlentini Sebastiano Leonardi e i rispettivi soci, delegazioni dell’Anps di Siracusa e il Presidente dell’Associazione Nastro Azzurro Ivan Grancagnolo. Il vice brigadiere della Pubblica sicurezza Filadelfo Aparo entrato a far parte del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza nel 1956, prestò servizio presso le sedi di Bari, Taranto, Nettuno e alla Questura di Palermo, dove operò inizialmente nella sezione antirapina e qualche anno dopo nella squadra “Catturandi”. Proprio per i valori in cui credeva e per la passione e tenacia che metteva nel compiere semplicemente il suo dovere, fu insignito di numerosi premi e riconoscimenti. Stretto collaboratore del commissario Boris Giuliano, fu assassinato all’età di 43 anni in un agguato di mafia la mattina dell’11 gennaio 1979 a Palermo, in piazza tenente Anelli nº 25, con numerosi colpi di lupara. Il suo assassinio si deve alla vendetta delle cosche che decisero di eliminare un “segugio”[4] particolarmente efficiente e pericoloso. Il sottufficiale era impegnato in delicate indagini mirate alla ricerca dei latitanti e all’individuazione degli organigrammi di cosche mafiose palermitane.
A distanza di quarantaquattro anni ricordiamo Filadelfio Aparo che con tenacia e spiccato senso del dovere ha contribuito al cammino di liberazione della città dal governo della mafia. Per questo dobbiamo coltivare la memoria e continuare a chiedere verità e giustizia per la sua famiglia e per i suoi colleghi che ne hanno raccolto l’eredità.

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