Fotografia,  gli scatti di Walter Lo Cascio sono “racconti di una storia”

Fotografia, gli scatti di Walter Lo Cascio sono “racconti di una storia”

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Osservare un’immagine, una foto o un quadro diventa sempre un’esperienza soggettiva e una lettura che va al di là del punto di vista dell’artista. Con l’esempio di questa foto scattata dal fotografo Walter Lo Cascio, possiamo capire come da uno scatto di vita gioiosa, si leggono tanti altri messaggi che stanno al di là delle apparenze, al di sopra della superficialità. La sensibilità dello spettatore può arrivare oltre le figure e percorre un’introspezione dei personaggi, unica ed estemporanea. Bisogna essere dotati del concetto del “ Carpe Diem” e di un forte senso d’ improvvisazione, per riuscire a cogliere pezzi di vita al volo, e rendere presenti e attuali le emozioni che si possono leggere dai volti dei protagonisti. Questa è la maestria e l’originalità di Walter Lo Cascio. I suoi scatti non sono semplicemente fotografie, sono racconti di una storia. Come in questa immagine incorniciata da un vicolo di grigia sicilianità,esplodono i sorrisi di cinque personaggi che , in un passo simile agli “ untouchables”, seguono tutti la stessa direzione, come a raggiungere una meta ambita, ma i loro sguardi cercano traiettorie differenti. La loro posizione, richiama una linea diagonale a partire dal personaggio in primo piano che, essendo più avanti nell’ età rispetto agli altri, esprime un sorriso mentre cerca di dire qualcosa alla donna che gli sta accanto. Il suo atteggiamento è disinvolto e informale, con la sua giacca aperta e i suoi occhiali sul capo, quasi stesse sfilando, consapevole del fatto che, alla fine di quel percorso, avrebbe consegnato il figlio al suo futuro. La donna è radiosa nel suo sorriso, nel suo abito lungo le cui movenze riprendono il dondolio dei grandi orecchini. Anche lei sembra disinvolta con le sue spalle scoperte, gli occhiali sul capo, quasi a voler imitare il marito. Il suo sguardo è più preciso, guarda dritto alla meta, è più deciso come è tipico di una donna forte, dalle idee chiare. Al centro, il punto focale di tutta la storia di quell’ evento, il giovane uomo che sorride, composto nel suo atteggiamento, il suo sguardo segue perfettamente la stessa traiettoria della madre: va dritto verso il suo dovere. Accanto al futuro sposo, un altro giovane uomo, che ripete il protocollo degli occhiali sul capo, come se fosse uno stile comune a questo gruppo. Dietro di lui, come se fosse nascosta in secondo piano, una giovane donna, semplice, espressione di un dolce volto, vestitino a fiori e ballerine. Cerca sostegno nel braccio di lui, il quale quasi con fierezza glielo concede. Entrambi sorridono e cercano lo sguardo del futuro sposo. C’è un confronto generazionale in questa immagine, dove le donne in minoranza con la saggezza e la forza della madre e la dolcezza e la tenerezza della giovane donna, compensano l’ ironia del volto del padre, la decisione del futuro marito e la forza dell’altro giovane che chiude la linea diagonale. Non è tutto. In questa immagine, l’ artista ritrae uno dei temi universali più antichi del mondo, i due opposti, le due realtà quasi appartenessero ad un tempo diverso. Il tempo è lo stesso, il luogo è lo stesso, ciò che cambia è la qualità del tempo che si vive. All’ estrema destra dell’ immagine, si ritrae una ragazza di colore, vestita di essenzialità, che porta nella sua mano destra un fardello. In quell’ angolo dell’ immagine, lei da sola porta tutti i problemi della sua terra: la fame, la sete, la tristezza espressa dal suo volto, il Covid, con la mascherina sotto il mento. Il suo volto si gira, guarda indietro. Walter coglie anche le sue parole : “ Cosa vuoi ? Perché anche io in questa foto? Sono un contrasto. Non sono elegante e non sorrido “. L’artista, con questo pezzo di storia, ci vuole dire che la Sicilia è questa: è  sorriso, è allegria, è disinvoltura, ironia, forza, fierezza, grigio, bianco, nero e colore, è accoglienza e speranza per tutti. I siciliani sono così… E sotto il bel numero civico 13, riportato sul muro, come punto di partenza delle due diagonali che ricongiunge il gruppo sorridente con il personaggio solitario di colore…non c’è nessun timore…Tutto andrà bene!!

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