TEMPO (IL TUO) IN SOVRAPPREZZO

TEMPO (IL TUO) IN SOVRAPPREZZO

“Su pezzi di carta, trovati qua e là. Quanta vita c’è.

Tu che ami e tu che non lo rinfacci mai.

E non smetti mai di mostrarti come sei”.

Iris di Biagio Antonacci inconfondibile. La sento in playlist frattanto che stavo per pubblicare questo nuovo pezzo. “Alt. Vero fermati”.  Ed eccomi qui a reimpostare un nuovo inizio.

Mi sono soffermata su alcune frasi di Iris. Sono le stesse che più mi rappresentano. Talvolta ho sostituito un pezzo di carta alle note del mio iPhone. Ma i fogli di carta, meglio se volanti, rimangono i miei preferiti. Da piccolissima ho sempre scritto, scarabocchiato e poi raccolto quei fogli l’uno sull’altro. Tanti di quei pezzi di carta  sono, invece, finiti nella spazzatura. E a quei tempi, forse, non facevamo neppure caso alla differenziata.

iCloud, invece, mi fa’ riscoprire pensieri abbozzati, scritti di getto e mai pubblicati.  Un flusso esorbitante di emozioni trasformate in parole e catapultate  in quel pezzo di carta virtuale in grado di farmi rivivere esattamente quelle stesse sensazioni nel momento in cui mi capita di rileggerli.  E poi, invece, ci sono certe emozioni che, pur volendo, non riesci a trascrivere. E, credo, sia giusto così. Alcuni occhi, brividi, abbracci. Ed ancora, alcuni sorrisi, lacrime, mani, tramonti, albe…t’appartengono e basta.

A te è mai successo?  Carta, penna e musica hanno un potere smisurato per una mente che non smette di pensare. Per una mente che sogna e per un cuore che batte sempre. Ecco, perchè è impossibile fingere. Ecco “E non smetti mai di mostrarti come sei”.  

Diversamente, sarebbe tutto una perdita di tempo per e con noi stessi. Poi per chi ci vive. O magari, s’ approccia a farlo. Ah, il tempo

Credo che nessuno sia in grado di dettare il tempo. Il nostro tempo. Le lancette dell’orologio faranno sempre il loro, precise e impeccabili. Le App sui nostri cellulari, memorizzano e segnano (e ci notificano) qualsiasi tempo, qualsiasi movimento, qualsiasi azione sull’asse spazio temporale; analisi da moto a luogo; per luogo e sul luogo. Roba che neppure ai tempi delle lezioni di grammatica alle scuole medie.

E gli algoritmi? Il mio Professore di matematica oggi sarebbe fiero di me. Oggi, però.

Le notifiche arrivano imperterrite, e noi siamo sempre lì attenti. Talvolta rispondiamo, altre no. (Spesso dipende dal destinatario). 

Su’ che, quando ci fa comodo, siamo capaci di viverlo come ci pare il tempo…

Poi esso trascorre e, quindi, ci accorgiamo che, oltre ad averne vissuto tantissimo e bellissimo, ne abbiamo speso altrettanto (o di più) inutilmente.

Tempo dato, in saldo a metà prezzo, come se non ci appartenesse. Eppure era il nostro tempo e quel tempo non tornerà più indietro. Ci salverà, solo la memoria, e ci servirà da lezione.

Oggi, in questo preciso istante che stai leggendo (fidati che non stai sprecando tempo. Quando si legge non è mai tempo speso male), rifletti un attimo. Quanta importanza dai al tuo tempo? Potresti gestirlo diversamente? 

Permettimi di darti un piccolo suggerimento: vendi il tuo tempo, da oggi in poi, in sovrapprezzo, un po’ come il costo dell’ energia. E dona il tuo tempo a te stess* e, soltanto per chi riconosci ne valga la pena. 

Ti svelo una cosa, a me succede, puntualmente, di accorgermene sempre dopo…

Questo, però, non mi ha mai sconfortato. O forse sì, ma la voglia di Me e di vivere al meglio in relazione a ciò che potevo (posso!) e volevo (voglio!) hanno sempre preso il sopravvento. Non ho mai voluto recuperare il tempo perso, se non quello con le persone che oggi non sono più in vita, ho preferito impostare il mio tempo. E poi quello per gli altri. Per l’altro. Per l’altra. 

Così come quando quel giorno, di ormai tanti anni fa’,  in cui decisi di prendermi cura di me. Di amarmi un po’ di più.

Non mi è costato fatica, perché il cuore, per me, supera sempre la testa (e non è sempre un bene. Imparerò!). Nelle cose mi ci butto a capofitto. E se le voglio me le prendo. Così come delle persone, devo avere voglia. Le seleziono sì, scelgo con cura di chi circondarmi, proprio per quel concetto di pensieri, tempo, Io, di cui ho già scritto abbastanza.

Scelgo con molta attenzione a chi dare confidenza e se, in qualche modo, qualcosa mi infastidisce preferisco essere esplicita da subito. Questo si che l’ho imparato.

Avere un gran cuore, non vuol dire mancarsi di rispetto. Avere un gran cuore è di pochi. Per pochi.

Il mio è grande, ma pecco. Sono umana, tanto carnale, e istintiva. Così come lunatica, ma questo è risaputo. E’ risaputo così come i miei lunghi pensieri che condivido con te. 

Nessuna predica, solo parole e pensieri condivisi nella maniera più genuina possibile. Tra un pentagramma di ormoni che mi tengono iperattiva  e senza algoritmi da considerare. Anzi…

ricordati che, impegni lavorativi e/o di studio (e potrebbero essere anch’essi discutibili!) SEI TU a gestire il tuo tempo. Il tuo tempo non è quello degli influencer che segui sui social. I tuoi obiettivi sono i tuoi, idem i tuoi successi, le tue cadute e la forza con cui ti rialzi. Perchè c’è il tuo tempo ad accompagnarti. Ma non trovare attenuanti, quelle sono solo perdite di tempo e scuse. In quel caso fingi a te stesso* perchè fidati gli altri, fondamentalmente, non frega nulla di te.

Impariamo, realmente, a distinguere e riconoscere il tempo….

Tanto, se devono giudicarti lo fanno comunque. Credimi. Di me continuano a guardare solo le tette. Ah già, oltre è per pochi e un profilo Only Fans non mi interessa.

“…sei una professionista che non ha puntato tutto solo sull’immagine”.  Grazie ma passo…

“Ho puntato tutto sulla testa” perché altrimenti non avrei potuto dare vita a tutto ciò che ho fatto. Perchè voluto. 

Consentimelo!

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