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Noto, Intervista al Sindaco della capitale del Barocco Corrado Bonfanti

Amministrare una città importante come Noto non è impresa facile. Noto è oramai famosa in tutto il mondo per essere la capitale del Barocco in quanto ospita monumenti di incredibile bellezza. Inoltre, ha un impianto urbanistico che ha attratto l’interesse di parecchi studiosi a livello mondiale. Non bisogna, quindi, fare l’errore di indicare un monumento come il più significativo – anche se la Cattedrale rappresenta un unicum – in quanto la bellezza di Noto risiede nella sua unicità e globalità. Con il Sindaco Corrado Bonfanti abbiamo parlato di questo e di cosa sta facendo l’amministrazione da lui diretta per tutelare e promuovere Noto.

Noto è oramai un nome molto importante nello scenario culturale e turistico mondiale, quali secondo Lei le ragioni?

“Sono molteplici le ragioni che sono dietro a questo successo della città. Sicuramente nel corso dell’ultimo decennio c’è stato un impegno rivolto alla valorizzazione e alla promozione turistica, alla cui base, però, c’è stata sempre una visione ben definita dello sviluppo che si pensava e voleva per la città. Una politica di “brand city”, arricchita da eventi e appuntamenti, a cui non si possono non aggiungere anche gli impegni e gli investimenti portati avanti dai semplici privati, che hanno raccolto e condiviso quella che è stata la visione di una città che doveva guardare e pensare in grande. E’ aumentata
l’offerta ricettiva, si è alzata l’offerta enogastronomica. Siamo stati tutti bravi.”

La città che Lei amministra ha un’aurea di bellezza senza pari. E’ un gioiello…

“Su questo mi venga permesso di fare un salto all’indietro di quasi 300 anni. Sono stati i nostri avi a decidere di ricostruirla a valle dopo il terremoto del 1693, partendo da zero e con resilienza. Grazie anche all’impegno delle famiglie nobiliari di allora. A noi amministratori ed a noi cittadini, il compito di preservarne le bellezze: posso dire che in questi anni stiamo riconsegnando alla comunità dei luoghi che erano stati dimenticati. Penso al vecchio rifugio antiaereo di via Sofia, al Convento dei Padri Crociferi, abbiamo trasformato il Convitto Ragusa nel Convitto delle Arti, abbiamo riaperto il Museo Civico
e lo stesso succederà con il Museo Archeologico che racconterà Noto dalla preistoria ad oggi.”

Affascina di Noto persino la storia della sua ricostruzione con il referendum del 1698…

“Mi piace pensare che la nostra comunità fece una scelta coraggiosa, volendosi lasciare alle spalle la terribile tragedia del terremoto e ricominciare da zero senza perdere, però, quel ruolo di guida sul territorio che le era già stato riconosciuto. Fu l’inizio di una nuova vita, di una nuova era per Noto.”

Quando uno visita Noto si ha l’impressione di essere in una città pensata e progettata
per dare massimo risalto alle sue belezze…

“Da un punto di vista urbanistico Noto è finita più volte al centro di convegni, tesi di laurea e pubblicazioni di un certo spessore. Penso a Paul Hofer, docente del politecnico di Zurigo che la definita città ideale e spazio urbano del 18° secolo. A questo aggiungo anche il lavoro di Steve Tobriner, un’altra lucida analisi di una città costruita seguendo una logica e contrapponendo le magnificenze.”

Il Barocco netino è spesso considerato come l’ultima grande epoca del Barocco…

“Anche qui mi piace allargare il discorso, perché ormai l’idea che porto avanti da anni è quella di un territorio intero accomunato dal Barocco. Parlo del Val di Noto, del sito Unesco che comprende anche Caltagirone, Catania, Militello in Val di Catania, Palazzolo Acreide, Scicli, Modica e Ragusa. Sicuramente si tratta di un biglietto da visita importante.”

Certo che il genio di Labisi, Gagliardi e Sinatra non ha limiti…

“Senz’altro. Sono stati i fari della ricostruzione, le loro linee e le loro geometrie hanno reso immortali le loro opere.”

Quella pietra bianca che assume una colorazione rosea è uno spettacolo nello spettacolo…

“Sarei di parte se dicessi “ha proprio ragione?”. Scherzi a parte, è una pietra particolare, elegante e suggestiva, quella utilizzata per la costruzione di alcun monumenti. E questa cosa che sembra cambiare colore con l’inclinazione dei raggi solari rende il nostro centro storico molto particolare.”

Quando sarà aperto il Museo che sarà ospitato nel complesso del SS. Salvatore?

“Siamo alle fasi finali, abbiamo già catalogato i pezzi e indetto la gara per la sua gestione. Saranno sale dedicate alla storia di Noto che mi auguro di poter consegnare alla città entro la fine dell’estate.”

Cosa significa per lei essere Sindaco di una città così importante e carica di storia?

“E’ stata dura, difficile perché gli ostacoli non mancano mai, ma è stato un orgoglio poter guidare la mia città. Sempre un onore, mai un peso.”

Quali progetti sono in itinere per sviluppare ulteriormente Noto da punto di vista
turistico?

“E’ chiaro che c’è ancora tanto da fare: stiamo partendo con la riqualificazione a Lido e Calabernardo e punteremo sulle nostre contrade balneari.”

Come se l’immagina la Noto del futuro?

“Ma piacerebbe che cambiasse una certa mentalità: ognuno di noi deve avere la consapevolezza di essere protagonista dello sviluppo della città e non deve pensare che sia tutto solo ed esclusivamente compito dell’amministrazione. Mi piacerebbe venisse rispettata di più, anche dai netini stessi.”

Quattro o cinque parole per definire Noto?

“Resiliente, magnifica, avanguardia, affascinante e…Noto.”