il cane migliora la salute e il benessere: l’arrivo di Raya

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Il tuo arrivo e’ stato preceduto da settimane interminabili, anzi no, da ben 2 mesi e mezzo.
In pochi, pochissimi, sapevano del tuo arrivo. Era un qualcosa di talmente tanto intimo che era giusto così. Adesso che sei arrivata, ti hanno vista tutti. Ti sei presentata da sola, col tuo sguardo magnetico, col tuo manto lucido e con la tua stazza fiera. Diffidente quando serve. Giocherellona con chi ti pare, dolcissima con me e i miei vecchi. Ribelle e iperattiva per indole. Piccola Raya se non fossi un cucciolo di Amstaff di soli 75 giorni saresti il mio clone. Sai, temevo di non farcela; temevo non fosse trascorso abbastanza tempo da quando Mina ci ha lasciati. Avevo tante paure, seppur consapevole di aver maturato tanta pazienza, e soprattutto, desiderosa di donare amore incondizionato. Un amore capace di tutto. Di quelli che ti fanno tornare il sorriso quando sei triste. Di quelli che non conoscono ragione se non il battito del cuore. Sei arrivata dopo due giorni di viaggio. Ero in ansia per te, ho avuto paura e non ho dormito.
Lo scorso Lunedì è stato, senza dubbio, il giorno più bello degli ultimi mesi. Quando ti ho presa in braccio tremavi e il tuo sguardo era impaurito. Ho trattenuto le lacrime qualche secondo ma poi, un fiume in piena. Ho capito subito che da quel momento il nostro sarebbe stato un legame unico. Un legame di complicità che nessuno mai potrà sciogliere. Perché se è vero che l’amore è reciprocità io e te saremo indissolubili. “ Hai uno sguardo diverso, si vede che sei felice”. Sì, lo sono. Perché chi vive con un animale in casa, difficilmente riuscirà a vivere senza. E tu per me Raya sei qualcosa di unico. Tu che, adesso, stai leggendo hai un animale in casa? Se sì, sicuramente, capirai; diversamente, invece so che ti verrà più complicato capire in pieno il significato si queste righe. La vita con un cucciolo è l’inizio di un percorso insieme. Uno di quei percorsi dove la parola più importante, come ho già detto, è reciprocità. Scambievolezza: quella che negli ultimi mesi abbiamo, spesso e volutamente, lasciato nel dimenticatoio. Vuoi per l’emergenza COVID-19, vuoi per l’egoismo e la cattiveria che ne ha degenerato. Ah, forse anche per paura. Sí, perché per donare non devi avere l’aspettativa di ricevere. E noi, essere umani, abbiamo sempre (chi più, chi meno!), giustamente, un’ aspettativa. Recentemente ho capito che l’unica aspettativa che dobbiamo avere è su noi stessi. Soltanto così e’ possibile raggiungere quella sensazione di BenEssere col proprio io. E, poi, con gli altri.
La Veronica che stai leggendo, lo so bene, é una Veronica che, difficilmente, viene fuori ( con alcuni soggetti…mai!), proprio perché anch’io, per molti aspetti, sono scettica e tendo a non fidarmi. Punti di vista, ovvio. Intanto vi assicuro che, Raya per me è BenEssere.

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