CUORE AZZURRO

CUORE AZZURRO

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Finalmente un po’ di tempo per me. Un po’ di tempo da dedicare ad una delle cose che più mi fa’ stare bene: scrivere

Scrivere sì rispettando il codice deontologico, ma senza particolari parametri, se non quelli della correttezza e della sincerità (nei confronti di chi mi legge!)

Mancano poche ore all’esordio della Nazionale italiana contro la Turchia. Finalmente si gioca, Euro2020. Lo stadio Olimpico di Roma tornerà a riempirsi, per quel che si può, ed il cielo della Capitale (lo so per certo!) questa sera è più azzurro. 

“Insieme finire. Spegnere per ripartire” canta così Biagio Antonacci, in sottofondo sulla mia radio preferita. Sì, finire. Uscire fuori da questi lunghi mesi di pandemia, difficili e destabilizzanti. E magari sì, insieme: così come la Nazionale, sicura della forza del gruppo e delle proprie capacità, farà per arrivare alla fine del torneo.

C’è una persona, per me speciale, che indossa la maglia azzurra della Nazionale con un carisma, un entusiasmo ed un pizzico d’ incredulità invidiabili. 

Lei è Roberta Aprile, portiere dell’ Inter Women. Siracusana, classe 2000 e con una grande esperienza, nonostante la giovanissima età, tra Serie B e A

Ebbene sì, è la figlia del noto ex portiere ed attuale preparatore dei portieri Luca Aprile. Ed è proprio grazie alla professione del papà Luca che Robertina, così come l’ho sempre chiamata, ha ereditato la passione per il calcio. 

E se oggi nella sua bio, si leggono campionati importanti, e altrettanti riconoscimenti, è anche grazie alla sua splendida famiglia che l’ha sempre sostenuta…

cosa che Siracusa, la sua città, sta iniziando a fare, soltanto adesso. Perchè si sa’, funziona sempre così. Vabbè, beata ignoranza…

Aprile, cuore azzurro (e nerazzurro!). Quel cuore che oggi, vedendo e ascoltando attentamente,  la sua intervista “Generazione Azzurra”,  sui canali social della Nazionale Femminile di Calcio, mi è letteralmente scoppiato di gioia. 

Avevo le lacrime agli occhi e se ci penso mi vengono, ancora, i brividi. Per chi vive di calcio, per chi vive il calcio, sa’ di cosa parlo. 

E se il fato ha voluto che l’esordio di Roberta Aprile in Azzurro, sia stato al Renzo Barbera di Palermo, ci sarà un perchè. O forse no. 

Per chi non lo sapesse, il Palermo per il papà Luca è stata una delle squadre più importanti in cui ha militato e che lo ha reso celebre.

Certo è che, coincidenze a parte, la Nazionale azzurra dovrebbe avere in ogni suo rappresentante (maschile e femminile) il sorriso, il cuore, l’umiltà e la tenacia di Robertina. 

Ed io, piccola formica, ti auguro ogni successo. Forza Roby, W l’Italia (della rinascita!).

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