Commissariamento dell’Istituto Nazionale Dramma Antico:un atto dovuto

Commissariamento dell’Istituto Nazionale Dramma Antico:un atto dovuto

Il commissariamento dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico è un atto dovuto, che blocca una deriva irreversibile se tutto fosse rimasto com’era. Con una stagione ormai alle porte e uno statuto che, giorno dopo giorno, si rivela inadeguato a garantire una governance solida e non litigiosa, non si sarebbe potuto fare diversamente. Bisogna accettare l’idea che lo statuto, nato nel 2004, alimenta volutamente, con lo spirito del divide et impera, la confusione dei ruoli, in particolare tra soprintendente e consigliere delegato, e le invasioni di campo. Nella riscrittura dello statuto si dovrà intervenire soprattutto su tre articoli che creano contiguità pericolose. Chi fa che cosa? Senza la chiarezza delle norme non si va da nessuna parte. Inutile quindi vagheggiare e rimpiangere i tempi perduti! Guardare al commissariamento non come ad un declassamento o ad un momento di “precarietà e gestione straordinaria” ma come ad un’opportunità per correggere gli errori passati e ripartire è la posizione che, come Democratici per la città, ci sembra più giusta per ritrovare la democrazia nelle regole e nel loro rispetto. Siamo consapevoli che i commissariamenti sono tanto più efficaci quanto brevi; auguriamo quindi un buon lavoro, breve però, al commissario Ing. Pier Francesco Pinelli, ricordando un suo commento da super commissario dell’opera italiana (La Stampa, 29 aprile 2014): “non sono il pubblico ministero nel processo alle fondazioni liriche ma il loro avvocato difensore”. Difenda la fondazione INDA dalle logiche che l’hanno logorata e ne hanno svilito il ruolo fondativo e la restituisca presto agli organi direttivi previsti dalla statuto.

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