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Carlentini,Conversazione con la scrittrice Costanza Di Quattro da “la mia Casa di Montalbano” a “Donnafugata”, ultimo romanzo. Venerdi 18 settembre 2020, alle 19,15 Villa Belvedere

Carlentini,Conversazione con la scrittrice Costanza Di Quattro da “la mia Casa di Montalbano” a “Donnafugata”, ultimo romanzo. Venerdi 18 settembre 2020, alle 19,15 Villa Belvedere

CARLENTINI – Alla villa Belvedere, parco verde di Carlentini, venerdì 18 settembre 2020, alle 19,15, la scrittrice Costanza Di Quattro sarà ospite di un tardo pomeriggio in una interessante riflessione culturale dal titolo: Da “la mia casa di Montalbano a Donnafugata”, che prende spunto dal libro “La mia casa di Montalbano – La storia da romanzo della villa di Puntasecca da Bufalino a Camilleri” all’ultimo romanzo “Donnafugata”, quest’ultimo in uscita il 10 settembre scorso, entrambi editi da Baldini & Castoldi. L’iniziativa è curata dal Circolo di Conversazione di Carlentini con il patrocinio del Comune di Carlentini e la collaborazione del Rotary club di Lentini, l’Eden Bar , la libreria “Amore” e Radio Una Voce Vicina InBlu. L’appuntamento culturale, il terzo dopo il lockdown a causa del Covid 19, dopo i saluti del presidente del Circolo di Conversazione Fely Inserra e del sindaco Giuseppe Stefio interverrà il vice questore aggiunto Andrea Monaco, dirigente del commissariato di Polizia di Lentini. A conversare con l’autrice sarà il giornalista Salvatore Di Salvo, componente della Giunta Nazionale Ucsi e presidente provinciale Ucsi. Il libro in un valzer di ricordi, tra ospiti illustri, le corse ai ricci di mare e il confine impaziente tra l’inverno e l’estate, il libro regala personaggi insieme unici e veri: a cominciare dal nonno, chino sul pianoforte o in un baciamano, e dalla nonna, con la sua grazia decisa e i prendisole fiorati. Il romanzo “Donnafugata”, invece, luogo, a due passi da Ragusa, tra carrubi secolari, muri a secco e campagna scoscesa. Donnafugata è un tempo, l’Ottocento, tra dominazione borbonica, moti di fierezza popolare e alba della dignità operaia. Donnafugata è un casato, tra i più antichi di Ibla, che di quella terra e quei giorni incarna gioie, patimenti e futuro. Alla sua testa c’è lui, il barone Corrado Arezzo De Spucches, di cui il libro è quasi un diario privato: da quando, ginocchia sbucciate e balia Annetta appresso, scappava bambino da don Gaudenzio e quella camurria del suo rosario; agli anni in cui, ragazzo, compie gli studi a Palermo e lì fa sua la voglia di rivoluzione; a quelli in cui, marito, padre e poi nonno, vive e invecchia «circondato dalle fimmini», amandole tutte teneramente e sopravvivendogli con il cuore spaccato.

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