Carlentini, Una città sotto lo scacco delle fiamme

Carlentini, Una città sotto lo scacco delle fiamme

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Sono passate due domeniche da quel maledetto giorno in cui la nostra città ha corso un pericolo mortale. le fiamme avevano preso d’assalto le abitazioni lungo le vie Da procida e Porta Siracusa. Il fumo aveva invaso fra parte del paese arrecando gravi difficoltà respiratorie a molte persone. Per poco non è scappato il morto. I soccoritori – Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia Forestale, Policia, Guardia di Finanza, Vigli Urbani e Protezione Civile – si sono prodigati fino allo stremo per arginare una situazione che stava diventando di ora in ora sempre più drammatica e pericolosa per l’intero abitato di Carlentini. Le fiamme sembravano ovunque e come un’idra abbracciare in un abbraccio di fuoco la nostra città. Insomma, un panorama dantesco. Di estremo pericolo per tutti e di graveissimo attentato all’ambiente circostante. Quando si vede la Valle Ruccia ridotta a un cumulo di macerie fumanti – e lo sono state per giorni – oppure la Zona Archeologica aggredità in maniera vile e proditoria, non si può rimanere con le mani in mano. Bisogna passare dalle giuste parole di indignazione e rabbia ad una maggiore consapevolezza di rispetto dell’ambiente e del territorio su sui insiste l’abitato di Carlentini. Ciò che colpisce è l’assoluta vulnerabilità della Zona Archeologica che dovrebbe essere il punto di svolta del nostro comprensorio, mentre è lasciata con difese ridotte a zero. Così non si può più continuare. E’ venuto un momento di riscatto complessivo dell’intera cittadinanza poiché dalla tutela dell’ambiente e del territorio passa una buona parte dell’avvenire della nostra Carlentini. Pertanto maggiore sorveglianza nelle aree critiche. Come si può tutlare le zone agricole attorno a Carlentini quando le forze a disposizioni sono poche. Mi riferisco a Vigili Urbani e Carabinieri. Non sarebbe utile fornire il comprensorio di una caserma stagionale della Guardia Forestale? Inoltre, è necessario dotarsi del c.d. “Catasto delle Aree percorse dal Fuoco”. La legge 21 novembre 2000, n. 353 “Legge quadro in materia di incendi boschivi”, ha previsto delle sanzioni di impossibilità di modifica della destinazione boschiva, ribadendo il concetto di bosco quale elemento integrativo del paesaggio oggetto di tutela. La legge del 2000, interpretando appunto i possibili moventi delle azioni dolose di incendio dei boschi, pone dei limiti in 15 anni per la modifica di destinazione, 10 anni per introdurre costruzioni, 5 anni per il divieto di azioni di rimboschimento con il finanziamento pubblico. Così facendo si bloccano quindi tre ipotesi di moventi delle azioni delittuose di incendio boschivo: il recupero di territori per interventi di edilizia speculativa, la possibilità di recupero di territori sottratti alla selvicoltura e restituiti al pascolo e il fare affidamento sulle utilità che derivano dai finanziamenti pubblici alle operazioni di rimboschimento. A tal proposito la Regione Siciliana aveva diffidato tutti i comunisiracusani, a parte il comune de La Ferla, di provvedersi del prezioso strumento di pianificazione e salvaguardia territoriale. Carlentini fu uno dei pochi comuni a rispondere che si sarebbe attivitato. A che punto siamo? Aggiungo, e la mafia dei pascoli che ruolo ha giocato nel drammatico incendio che ha scosso alle fondamenta Carlentini? Indagini sono in corso per risalire ad eventuali colpevoli perché un incendio come quello a cui abbiamo assistito non è opera di autocombustione. Speriamo che i colpevoli siano assicurati alla giustizia e ciò costituisca uno dei deterrenti alla recidivia di tali atti che definire terroristici è poco. Cittadini di Carlentini siete chiamati tutti ad essere custodi del nostro territorio. Solo così – oltre ad altre misure – si eviterà il ripetersi della tragedia che abbiamo testé vissuto con ansia e angoscia.

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