Marco Iacomelli: «Vedere rappresentato a teatro un ottimo testo fa bene»

Marco Iacomelli: «Vedere rappresentato a teatro un ottimo testo fa bene»

Il 14 e 15 gennaio al TAM -Teatro degli Arcimboldi di Milano andrà per la prima volta in scena la trasposizione teatrale de “L’Attimo Fuggente” (leggi qui), con la regia di Marco Iacomelli.

Ai nostri microfoni il regista ci ha raccontato com’è nata l’idea di portare in Italia una trasposizione teatrale dell’intramontabile film interpretato da Robin Williams e molto altro. Ecco la nostra intervista!

L’intervista a Marco Iacomelli

Oggi siamo in compagnia del regista Marco Iacomelli. Bentrovato, come sta?

È un bel periodo della mia vita personale, vi ringrazio.

Lei ha curato la regia e parte delle musiche della trasposizione teatrale de “L’Attimo Fuggente”. Com’è nata l’idea di portare in teatro il film cult magistralmente interpretato da Robin Williams?

L’idea non è nostra ma di Tom Schulman, che vinse l’Oscar per la sceneggiatura del film. Dopo trent’anni dall’uscita, lui stesso ha lavorato all’adattamento teatrale e, dopo averlo visto in scena a New York, insieme a Davide Ienco abbiamo pensato che sarebbe stato interessante lavorare a una nostra produzione da presentare al pubblico italiano. Dopo più di un anno di trattative siamo stati il primo paese a rappresentare lo spettacolo al di fuori degli Stati Uniti.

C’è un qualcosa che ogni volta che guarda il film la lascia sempre a bocca aperta?

Ci sono alcune sequenze della pellicola che mi danno una sensazione di grande pace e serenità. Al contrario rimango sempre colpito dalla scena con la madre di Neil Perry, il ragazzo che sogna di fare teatro, quando il padre lo riporta a casa dopo lo spettacolo: una donna molto provata, a cui sembra non sia concesso di esprimere i suoi sentimenti né con i gesti né con le parole.

Cosa ritroveremo in teatro del film e in cosa, invece, la trasposizione teatrale si distaccherà dall’originale?

L’adattamento teatrale è molto fedele al film: si ritrovano tutti gli elementi e le relazioni tra i personaggi che siamo abituati a riconoscere ogni volta che rivediamo la pellicola. Sicuramente la rappresentazione in teatro permette di concentrarsi maggiormente sui rapporti tra i protagonisti della storia, mettendo in secondo piano gli elementi di contorno.

Il 14 e 15 gennaio lo spettacolo farà tappa al teatro degli Arcimboldi di Milano. Perché i nostri ascoltatori non dovrebbero assolutamente mancare?

Vedere rappresentato a teatro un ottimo testo fa bene. Non si dovrebbe perdere l’occasione di condividere un tempo e uno spazio con bravi interpreti. In questo caso in scena c’è “L’Attimo Fuggente” ma questo vale per ogni bello spettacolo che la nostra comunità teatrale italiana porta in scena.

Per coloro che non potranno esserci, ricordiamo che lo spettacolo farà tappa anche in altre città, tra cui Torino, Rovigo, Como e Agrigento. Com’è stato tornare nei teatri di tutta Italia con una tournée dopo il lockdown?

Poter tornare a lavorare è una grande gioia. Ricordiamoci che stiamo parlando di attori che fanno questo di mestiere, ed è un mestiere che si pratica dopo anni di studio e di gavetta. Potersi riappropriare del proprio lavoro è un grande passo anche per il benessere di tanti professionisti.

Ha in programma altre trasposizioni teatrali? Cosa bolle in pentola?

Oltre che sul lato produttivo, ora siamo molto impegnati anche su quello della formazione, soprattutto da quando la nostra Scuola del Teatro Musicale è stata riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca e il nostro Corso Triennale, da cui arriva metà del cast dello spettacolo, è parificato a laurea. È importante formare adeguatamente le nuove generazioni di attori che affronteranno la prosa, come in questo caso, il cinema ma anche il musical, che rimane il nostro principale genere di espressione.

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