Intervista a Luca Marino: “Racconto cronache di questi tempi particolari”

Intervista a Luca Marino: “Racconto cronache di questi tempi particolari”

Una Musica Più Umana” è il nuovo album del cantautore Luca Marino e contiene i tre inediti “Mondo Gira“, “Oddio” e “Scriverò Canzoni“, oltre a tutti i singoli pubblicati ‘come fossero post’ nel corso di questi ultimi due anni: da “Come Stai?“, uscito in piena pandemia, alla ‘trilogia estiva’, pubblicata nei mesi più caldi del 2021.

“Realizzare questo album mi è servito per non perdere la testa mentre ero senza lavoro. Darmi lo scopo di raccontare il presente è stato terapeutico. Vi presento, dunque, un album frammentario come la vita. È il risultato del mio tentativo di definire il presente pubblicando brani al ritmo dei social”

Una Musica Più Umana” è un invito all’autoanalisi e all’autocritica, attraverso brani dalle diverse influenze musicali. Paure, speranze e fatti sono raccontati attraverso l’esperienza umana che, mai come in questo album, il cantautore mette al centro della sua produzione.

Intervista a Luca Marino

Ciao Luca, bentrovato a Radio Una Voce Vicina InBlu. Come stai?

Sto bene e, vista la situazione generale, mi ritengo fortunato.

Ti sei più volte definito un “cantautore errante dalla carriera alla rovescia”. Di fatto, nel 2010 hai esordito al Festival di Sanremo per poi scegliere la vita da busker. Cosa ti ha spinto a tornare ad esibirti per le strade di Milano?

Innanzitutto la mancanza di luoghi dove suonare. Per quanto io cerchi sempre spazi, mi viene difficile trovarli. La strada è stata una scoperta e ringrazio di non avere avuto inizialmente credito dai locali, perché ciò mi ha permesso di scoprire questa realtà, al tempo a me ignota.

Anche sul fronte delle pubblicazioni la tua è una carriera abbastanza atipica. Hai infatti pubblicato un album con una major (Warner Music) e quattro dischi da indipendente. Qual è stata la molla che ti ha convinto a compiere questo passo così importante?

Sarò sincero… Warner mi scaricò sin da subito. Penso che non ci fosse nemmeno l’interesse di portarmi al Festival di Sanremo, ai tempi. Ma meglio così. Ho fatto un’esperienza inaspettata, che non dimenticherò, e soprattutto ho capito che avevo molte più cose da dire e poterle dire senza “limiti” è qualcosa che pochissimi si possono permettere di fare.

Una Musica Più Umana” è il titolo del tuo ultimo album e sembra celare una sottile critica nei confronti del mercato discografico dei nostri giorni. Qual è la tua percezione a questo riguardo?

In realtà quest’interpretazione non è che un colore tra i tanti significati che questo album ha per me. Sicuramente siamo dominati dagli algoritmi e da un certo tipo di musica, che ascoltiamo e viviamo solo per metà, complici questi due anni di pandemia senza musica dal vivo. Resta il fatto che la musica viene concepita sempre più come un insieme di cose, un mixed media rappresentato da artisti che sono anche influencer, personaggi, politici, etc… Insomma, tutto tranne che artisti o musicisti. E poi sono davvero lontani anni luce dalla realtà delle persone che li ascoltano o li seguono.

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Tu hai spiegato di aver creato quest’album insieme ai tuoi follower. Ci racconti la sua genesi?

Sì… molto semplice. In questo lungo periodo ho pubblicato un po’ di idee di canzoni su Instagram, le ho cantate anche per strada e, quando si è potuto, anche nei locali. Il feedback e il confronto mi è servito a capire il sentimento generale delle persone coinvolte in quel momento. Da qui Una Musica Più Umana: un insieme di momenti condivisi, un album fatto di cronache di questi tempi “particolari”.

In “Oddio” tratti un tema molto delicato: l’emigrazione. C’è un messaggio che vorresti consegnare alle nuove generazioni affinché rendano il mondo un po’ più umano?

Sì. Avere più rispetto di chi si ha di fronte, a prescindere da chiunque esso sia. Secondo me gran parte dei problemi del mondo dipende proprio da questo: dall’assenza di autocritica e dall’incapacità di mettersi nei panni di un’altra persona. Ma, in fondo, viviamo tutti sotto lo stesso sole.

Scriverò canzoni” sembra una dichiarazione di intenti tra te e il tuo pubblico. Oggi, secondo te, perché c’è ancora bisogno di qualcuno che scriva canzoni? Cosa ti spinge, ogni giorno, ad abbracciare la chitarra e a mettere insieme qualche note e qualche parola?

Non so se ci sia bisogno di qualcuno che scriva canzoni per il mercato discografico, ma ben venga che ci siano tantissimi autori che scrivono canzoni a prescindere da questo. Io, ad esempio, mi reputo uno di questi. Come quando ho iniziato, scrivo ancora canzoni per capirmi e capire quanto accade intorno a me. Lo faccio per far passare la paura, per esprimere un’emozione, per stare anche al centro dell’attenzione. Insomma, scrivo canzoni per aiutarmi a vivere.

Adesso cosa bolle in pentola? Hai in progetto delle date live?

A parte la pasta poche cose. Scherzi a parte, è difficile trovare spazi. Sicuramente, se la situazione internazionale non degenera, tornerò con piacere a suonare con la bella stagione, ma è tutto da vedere.

Luca, ti ringrazio per essere stato qui con noi. In bocca al lupo per tutto e buona musica!

Grazie mille e spero di essere nuovamente vostro ospite, magari in occasione di un tour… chissà!

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