Il Piccolo Principe porta magia e stupore sul palco del Teatro Repower di Assago

Il Piccolo Principe porta magia e stupore sul palco del Teatro Repower di Assago

Giovedì 7 marzo è andata in scena la prima milanese dello spettacolo Il Piccolo Principe, le cui repliche proseguiranno fino al 24 marzo al Teatro Repower di Assago.

Il Piccolo Principe: Il cast

Il cast è composto da sette interpreti, che si alternano nei vari ruoli all’interno dello spettacolo.

Matteo Prosperi ha il compito di portare sul palco tre personaggi. Il Re solitario sostiene di comandare su chiunque, ma in realtà è l’unico abitante del suo pianeta. Inoltre, dice di essere al comando di tutto l’universo, ma in concreto aspetta che le cose accadano da sé (il tramonto richiestogli dal Piccolo Principe o il fatto che quest’ultimo decida di ripartire). Il Prim’attore è un uomo vanitoso che si bea dei complimenti della gente che lo osanna, sebbene anche lui sia da solo sul suo pianeta e dunque non abbia ammiratori. Il Geografo è uno studioso del pianeta su cui vive. Quando il Piccolo Principe gli chiede di descrivergli l’aspetto dei vari paesaggi, però, non gli sa rispondere. Egli li ha solo studiati, ma non li ha mai visti: non è un viaggiatore!

Vittorio Catelli interpreta il Lampionaio, che accende e spegne i lampioni sul suo pianeta. Questo, però, è così piccolo da costringerlo a fare accendi/spegni quasi ininterrottamente. La sua performance è una danza acrobatica sul palo, che lascia tutti a bocca aperta, soprattutto quando scende dal palo di testa, fermandosi a pochi centimetri dal suolo.

Giulio Lanfranco, invece, ha due ruoli. L’Uomo d’affari raccoglie le stelle e le conta, e lo fa in un modo particolare: stando in equilibrio su scale a pioli. Il numero è alquanto insolito e crea stupore tra il pubblico, che ha la possibilità di goderselo molto da vicino, poiché una parte dell’esibizione avviene in platea. L’Ubriacone è un individuo con otto braccia, sempre attaccato alla bottiglia. In questo caso, la scena rappresentata è un mix di danza e acrobatica tramite l’utilizzo di un tappeto elastico, che permette di rendere bene le cadute causate dall’andatura vacillante tipica dello stato di ebbrezza.

Il ballerino Ludovico Cinalli è la Volpe, che sceglie il Piccolo Principe come suo padrone (dopo aver annusato con attenzione gli spettatori!). Decide di farsi addomesticare ed è sempre presente per lui, anche quando il Piccolo Principe lo lascia per continuare il suo viaggio. Se ha bisogno di un amico, la Volpe corre subito in suo aiuto.

Il ruolo della Rosa è affidato a Claudia Portale, cantante e attrice. Abita sul pianeta del Piccolo Principe ed egli se n’è sempre preso cura… fino a quando non parte alla scoperta degli altri pianeti. Ed ecco allora il suo vestito rosso e verde “sfiorisce” e Rosa interpreta il brano The loneliest dei Måneskin, fino ad appassire del tutto.

Davide Paciolla è l’Aviatore, l’uomo che incontra il Piccolo Principe dopo aver tentato invano di far ripartire il suo aereo, cercando perfino l’aiuto del pubblico. All’inizio la presenza del Principe lo distrae, ma poi lo conosce e impara da lui e con lui. Scopre di essergli affine, come quando disegna un boa che ha mangiato un elefante e il Piccolo Principe è l’unico a vedere la stessa cosa, invece di un cappello come tutti gli altri.

Il compito di portare sul palco il personaggio principale, il Principe, tocca a Gabriele Tonti, che si dimostra sicuro di sé nonostante la giovanissima età. Con l’Aviatore, la Rosa e la Volpe, mette in scena una storia di affetto e amicizia, nati con spontaneità, malgrado la diversa natura dei quattro.

Le caratteristiche principali

Uno dei punti di forza è senza dubbio l’eterogeneità delle forme artistiche che si alternano durante lo spettacolo. Questo permette di avere un ampio ventaglio di ciò che rientra nella categoria “arte” per i bambini in primis – i destinatari principali dello show – ma anche per gli adulti. Equilibrismo, acrobatica, ballo, canto e recitazione si alternano e si fondono in modo ben definito.

A livello canoro, sarebbe stato bello sentire dei brani inediti, quantomeno quelli cantati. Invece, quelli che si susseguono sono grandi successi: L’amour est un oiseau rebelle – tratto dalla Carmen di Bizet -, A sky full of stars dei Coldplay, Nel blu, dipinto di blu di Modugno, La cura di Battiato e The sound of silence di Simon & Garfunkel, per citarne alcuni. Di sicuro, la scelta delle canzoni risulta azzeccata, poiché si inseriscono perfettamente nella trama e danno un valore aggiunto a ciascuna performance.

Ultima, ma di certo non meno importante, la scenografia: è davvero ben studiata e gli spettatori percepiscono la profondità del palco. I personaggi volano, spariscono sotto la scenografia e i pianeti compaiono e scompaiono a seconda della necessità. Alla fine dello spettacolo, per festeggiare con il pubblico, i pianeti vengono letteralmente lanciati sulla platea, che li fa rimbalzare tra i vari settori. La magia è compiuta!


Recensione a cura di Simona Zanoni

Foto a cura di ROAR Studio

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