GUSTO ESTATE!

GUSTO ESTATE!

15C. Ma in realtà occupo anche il 15B e il 15A.  Sono seduta lato corridoio e le gambe allungate negli altri due sedili. Non mi capitava di viaggiare seduta da sola da tantissimo tempo…più di quello in cui non ho scritto più nulla.

Quando sei da solæ è tutto diverso. E anche questa volta Milano mi è sembrata diversa. Differente, persino nel suo caldo. I 30º gradi di quel mercoledì 29 giugno li ho vissuti tutti. Dal mattino al tardo pomeriggio. Avrò bevuto circa 4l d’acqua, pochi rispetto alla mia media. Chi mi conosce sa.

L’estate è una di quelle stagioni in cui tutto può accadere. Una di quelle stagioni capace di innescare desideri. Di sciogliere malinconie e di fare, addirittura, intravedere qualcosa di nuovo all’orizzonte.

L’estate si ripete ogni anno ma non so perché, seppur io con questa stagione ho un rapporto di amore e odio, ci regala l’illusione che nulla sarà come prima. Un’illusione che tra un drink (o meglio acqua e bolero?) sorseggiato, in silenzio, in riva al mare al tramonto ci rigenera e libera dai pensieri malinconici.

Intanto manca circa un’ora al mio atterraggio a Catania. L’ aereo è tutto pieno tranne la mia fila dove ci sono solo io. C’è gente che dorme, gente che guarda un film. C’è pure chi mangia e chi galvanizzato dalle vacanze continua a rivedere il proprio itinerario. Già, l’estate travolge tutti…

Ed io ho in sospeso un appuntamento in gelateria. Nato così per scherzo, in leggerezza e con la spontaneità rara di chi lo percepisci essere genuino. Attenzione quando dico questo, non intendo gente “scema”, ma tutt’altro. Ed è quello che a me fa impazzire. Quello che mi piace da morire.

Sono quei dettagli così speciali che si fa fatica. Tanta, a tratti troppa. Perché noi siamo capaci di complicare tutto, sempre. Di rendere tutto esagerato. Spesso succede anche a me. Mea culpa.

Se in estate tutto è possibile perché non facciano si che lo siano anche le altre stagioni? Gli altri giorni dell’anno? Abbiamo forse necessità del mare e del sole? Chissà. Chi può, economicamente parlando, al mare può andarci quando vuole.

Quindi, cos’è? Sono sempre più convinta sia la leggerezza.

La stessa con la quale affoghi il cucchiaino di plastica direttamente nella vaschetta di gelato. Lo fai e basta. Zero sensi di colpa neppure per chi, come me, rispetta e segue un’alimentazione precisa tutti i giorni.

Lo fai con tutta la soddisfazione possibile come quando da bambin*, almeno una volta, ti sei sei disegnat* i baffi mangiando un gelato al cioccolato. Quanta nostalgia di quel coraggio spensierato e sfrontato.

Sono le 19:50 mi sposto lato finestrino e rimango incantata dalle nuvole e dal cielo azzurro. Mi brillano gli occhi, lo sento. Lo sento dal cuore che mi sorride perché, finalmente dopo parecchio tempo, per un attimo, percepisco una leggerezza interiore bellissima. Ho anche sonno, potrebbe esser per quello ma è bello comunque.

Manca poco all’atterraggio, qualcuno si risveglia. L’aereo inizia a “scendere”…
Sorrido pensando alla giornata a Milano. Alla mia Brera della quale scopro sempre qualcosa di nuovo. C’e sempre un dettaglio in più che la la rende fantastica.

Ecco un dettaglio, così come mi piace immaginarmi. E non essenziale. Sai perchè? Perché non c’è nulla (e nessuno) di cui, in realtà, non si possa fare a meno o non possa venire sostituito.

Un po’ come la panna sul gelato…per stomaci forti. Per uomini e donne forti!

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