E’ PRIMAVERA, NOT MORAL

E’ PRIMAVERA, NOT MORAL

Sudombellico iper reattivo. Very birbante. Ormoni mood on. And suinally too. Scodinzolamento, like e reazioni alle varie stories, anche. La primavera risveglia tutto e tutti.  Non prendiamoci in giro: Not Moral

L’aria più tiepida e le giornate più lunghe, ci spogliano da un po’ di negatività. E di qualche vestito di troppo (ovvio, io non faccio testo!).  I raggi del sole provano ad intiepidire i nostri cuori e, ad alleggerire i nostri pensieri.

Così da distaccarci, per qualche istante, dalle brutali, fredde e tristi immagini della guerra. Dalle sconcertanti news di cronaca nazionale e, persino, locale (tutto il mondo è Paese, dicevano!). Ci scordiamo, anche, del covid19, nonostante i contagi, a quanto pare, tornano a salire.

Una vista mare ci regala un sorriso, ci allontana da quella mania di perfezione e dalle mille noie quotidiane (economiche annesse. Ecco cosa dimenticavo!).

“Vero sei stanca? C’è qualcosa che non va. I tuoi occhi sono stanchi, a tratti spenti”. Sì, c’era qualcosa che non andava. Forse c’è ancora ma, adesso, va meglio. Molto meglio. La primavera aiuta anche me.

Mi ha sempre rigenerato e fatta rialzare, ogni volta, un  po’ più grintosa e forte. Cazzimma, sempre. Quella non manca mai. Così come quella sensazione di BenEssere che, comunque, mi rendo conto è sempre più difficile trovare.

Difficile perchè manca quel balance mente – corpo. Difficile perchè spesso non siamo sereni. Difficile perchè, spesso ci si sottovaluta, si hanno troppe aspettative e si danno per scontate, troppe, cose. Persone annesse.

Ed è, appunto, quando le cose (le persone) si danno per scontate che si perdono…

Io non mi abituerò mai ad alcune cose eppure, da alcune esperienze, dovrei.  Non mi abituerò mai alla cattiveria, alla maleducazione, all’ invidia, alla scortesia. Non mi abituerò mai alla mancanza di reciprocità.

Quant’è bella la reciprocità? Tanto. Troppo. Non c’è passione senza reciprocità. Non c’è rapporto senza reciprocità.  Neppure gli ormoni avranno la meglio se non c’è complicità. Qualsiasi sia il tipo di flirt.

Tante volte, invece, quella reciprocità manca. Così nel silenzio, un po’ per paura, un po’ per mancanza di coraggio, si lascia svanire tutto. Il silenzio è un’arma a doppio taglio. Può far bene così come, tanto, male.

Poi però a volte ci si ritrova. La testa non ha bisogno di grandi sforzi, il cuore neppure, si ricorda tutto. Si ricordano le parole, le telefonate, i messaggi, gli sguardi, gli attimi. Le emozioni. E si ricordano anche le notti insonne, le domande senza alcuna risposta. Si ricordano i va****lo. Si ricorda tutto.

Tanti parlano. Io pure, tantissimo. Ho però, anche, il dono del saper ascoltare. Tanto vera: a volte ingenua (in buonafede). A volte troppo sensibile. A volte dannatamente s***a. Ma ascolto. Ho capito che i deboli non ascoltano e non riescono ad andare oltre; chi ha una forte personalità ed un carattere, altrettanto, forte riesce persino a perdonare.

“Ti voglio bene”. “Anch’io, lo sai”.  – “Sì, lo so ma ogni tanto è bello dirselo”. 

E’ uno dei tanti messaggi che qualche giorno fa’ ho scambiato con un amico. Lo definisco tale anche se, probabilmente, io e lui non saremo mai amici. Non lo siamo mai stati. Ci conosciamo da tre anni. E per molto tempo non ci siamo sentiti. Il silenzio. Un silenzio capace di fare bene e male allo stesso tempo. Un silenzio per non ferire. Un silenzio per proteggere.

Due spiriti liberi. Due caratteri forti. Due super sensibili. Due buoni fondamentalmente. Penso a lui e sorrido, perchè ripenso a quando ci siamo visti. Sorrido perchè mi viene, anche, da pensare all’alchimia tra due spiriti liberi.

Alla passione di due anime con un piede in paradiso e l’altro all’inferno. Perchè è la tentazione che ci frega, sempre, un po’. E poi penso a due sguardi penetranti (per pochi!), e tanto dolci (per pochissimi!). Ed ancora penso alla grande voglia d’amore.

Sorrido ancora, vedo una sua stories su Instagram e ad alta voce dico: “ho proprio ragione a chiamarti fenomeno”.

Il mondo è un buco piccolo, ci si ritroverà…

E se le cose, le persone, sono destinate a te (noi) arrivano sempre. A volte occorre semplicemente sentirsi più piccoli di quel che si è. A volte, basta solo essere un po’ più umili. E un pizzico meno orgogliosi.

Un “per sempre”  lo sognano tutti,  anche io e il mio amico fenomeno (lo so per certo!) ma, fin quando diamo per scontate le cose…resterà soltanto un sogno.

Reciprocità. Stimoli. Condivisione. Oltre (le paure!).

La primavera ci  insegna l’unicità e la leggerezza di essere come una farfalla. Sì, senza un equilibrio costante ma, capace di percorrere le traiettorie di chi è capace di posarsi con dolcezza sopra ogni fiore. E sopra ogni angustia della vita.

A te, amico ti auguro delle linee astratte (non qualcuno capace di metterti in riga!) di felicità. Perché la felicità sta, anche, nell’accettare ciò che è stato, nel comprenderlo e nella voglia di rimediare. E, ancora, spero, tu possa “perderti” negli occhi che meriti.

 

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