C COME CRISI O CORAGGIO?

C COME CRISI O CORAGGIO?

Una paio di settimane dopo. Un paio di settimane dopo aver rimesso a posto Veronica. Un paio di settimane dopo Gennaio e Febbraio. Un paio di settimane dopo un cielo scuro e, forse, con i satelliti opposti. Un paio di settimane dopo i sogni che facevo di notte e poi di giorno si congelavano. Eccomi.

Mi sono distratta un po’, forse, mi sono persa senza senso, o magari no. Chissà. E se il mio è stato solo un brutto tempo, offuscato da qualche pensiero di troppo, non posso dire stessa cosa sulla vicenda Russia – Ucraina.

Scrivere la parola guerra mi fa male. Non mi mi fido di ciò che sta accadendo. Non mi fido di chi predica coraggio senza temere niente. Così come non mi fido di chi non vive d’istinti e di istanti. Di chi ha paura di fare il primo passo. Non mi fido di chi pensa troppo e pensa di non farcela. Non mi fido di chi lascia le cose in sospeso. 

Piuttosto preferisco fidarmi di chi ha il coraggio di rischiare, il coraggio di sbagliare, di riprovarci e, semmai, di chiedere scusa.  

Frattanto che i miei polpastrelli scorrono veloci sulla tastiera del mio Mac, sul mio iphone arrivano infinite notizie da Kiev: nuovi attacchi, feriti e morti. Contemporaneamente in Italia arrivano centinaia di profughi: donne, bambini, ragazzi e anziani. Le immagini sono strazianti.

L’unica cosa che ripeto da giorni è il fallimento dell’umanità.  Lascio stare il resto, ritengo sia giusto così, non spetta a me commentare.

Prima una telefonata, poi, Raya con la sua irruenza, mi distraggono per qualche minuto da ciò che stavo per scrivere. Riprendo subito, fortunatamente la testa regge ancora. “Non lasciare che sia una stupida…” Canta e suona Vasco in radio. 

Esatto, era sostanzialmente ciò che avrei voluto scrivere. Mi rivolgo a Te che stai leggendo: perché molte volte le persone, le chance, le opportunità, gli obiettivi li si lasciano andare? Perché si preferisce lasciare tutto incompiuto? 

Personalmente un po’ per indole, un po’ per carattere difficilmente trovo una motivazione quando si lascia andare un qualcosa o una persona, piuttosto che…

Credo che nella vita: volere è potere. E’ piuttosto dove non c’è volontà che si cela una mancata sincerità. Possa essere essa una sincerità col proprio Io, possa essere essa un’autenticità nel rapporto con una persona.

Ed è nel secondo caso, che riescono a stupirmi le persone che utilizzano una quantità enorme di parole per non dire niente. Quando, invece, basterebbe immedesimarsi nell’altro, basterebbero parole semplici e vere, per esprimere il proprio pensiero e per manifestare le proprie scelte.

Mi rendo conto di parlare di qualcosa di veramente complesso in un 2022 in cui si fa’, ancora, la guerra, e si preferisce scrivere un messaggio in direct su instagram piuttosto che optare per una telefonata (figuriamoci un confronto fisico!)

C’è crisi. C’è crisi di gente interessante e autentica. Io, la mia generazione, e quelle a seguire in questa crisi ci siamo dentro. L’ avverto, la percepisco e, a tratti, mi sento vittima (e carnefice?).

Not Moral, è ciò che ripeto spesso. Perchè la morale non mi è mai piaciuta, perchè sono la prima a fare c***te, a vivere d’istinto e col cuore, sempre. 

Ecco perché detesto, più di ogni altra cosa la gente che fa’ tutto da se. A quale categoria mi riferisco? Ai fantastici  che oggi ti cercano e domani spariscono. A coloro che non chiedono mai come stai? A coloro che non conosco la parola rispetto, a coloro che si mettono al primo posto pensando che la vita ruoti solo ed esclusivamente intorno a loro ego. E per finire a coloro che pensano la gente sia a loro disposizione. 

Ho imparato a scegliere Chi mi fa stare bene e ciò che mi fa stare bene. Scegliere non è sinonimo di abitudine.

L’abitudine è una brutta bestia e la paura uccide. Forse si fa la guerra anche per questo.

 

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