Al Teatro Nazionale Saranno famosi – Fame Il Musical è più attuale che mai

Al Teatro Nazionale Saranno famosi – Fame Il Musical è più attuale che mai

Dal 15 al 25 febbraio è in scena al Teatro Nazionale di Milano la nuova edizione del musical Saranno Famosi – Fame Il Musical, con la regia di Luciano Cannito.

Saranno famosi – Fame Il Musical: il cast

Raymond Ogbogbo è Tyron Jackson, il ragazzo di periferia che crede di potercela fare da solo. Accusa la preside di discriminarlo per il colore della pelle, ma in realtà ha delle serie difficoltà di apprendimento che non vuole ammettere. La negazione di una situazione complicata non aiuta. Accettare una mano tesa verso di te invece sì, e Tyron fortunatamente decide di afferrarla.

La simpatica Mabel Washington è interpretata da Michelle Perera, una veterana in questo ruolo. Mabel è una ragazza amante del cibo e ironica. Tramite il suo personaggio, viene affrontato in maniera leggera il tema del corpo dei ballerini. Nonostante cerchi di rinunciare al cibo e dimagrire, non c’è modo per lei di perdere peso, e allora… Farà l’attrice invece della ballerina? No. Non è necessario rientrare negli “standard” per diventare quello che si vuole, l’importante è essere appassionati e dare il massimo. Chi l’ha detto che una ballerina non possa pesare 70kg?

La sua controparte maschile comica è senza dubbio Joe Vegas, affidato ad Alfredo Simeone. È il ragazzo nella fase adolescenziale vittima dell’ormone, colui che fa sempre battute a sfondo sessuale. Eppure, in fondo, nonostante faccia la parte del buffone, anche lui, come gli altri, ci tiene a prendere in mano la sua vita e a diplomarsi come tutti gli altri.

Flavio Gismondi è Nick Piazza, un ragazzo fissato con lo studio, che si concentra solo su quello e non vuole altre distrazioni. Cederà alla fine all’amore di Serena Kats, portata in scena da Ginevra Da Soller. I due hanno lo stesso obiettivo: vogliono studiare per diventare attori famosi. Il loro carattere, però, è diverso: Nick è serio e introverso, mentre Serena è divertente, un po’ stravagante e con un entusiasmo contagioso. La coppia Gismondi-Da Soller funziona benissimo: le loro voci si combinano alla perfezione e i due sono complementari, fatti per stare insieme, per aiutarsi e migliorarsi a vicenda.

Alice Borghetti interpreta il personaggio caratterialmente più complesso della scuola: Carmen Diaz. Carmen è una ragazza grintosa, carismatica e indipendente, che sa cosa vuole e fa di tutto per raggiungere i suoi obiettivi. Anche fidarsi delle persone sbagliate. Ed ecco che questa sua forza alla fine del secondo atto diventa fragilità e bisogno di chiedere aiuto ai suoi amici veri. Alice Borghetti è chiamata ad affrontare forse il tema più importante di questo spettacolo: le cose non sono sempre ciò che sembrano. Se qualcuno si mostra rude, brusco e ribelle, magari lo fa per nascondere una debolezza e vulnerabilità. Se qualcuno avesse colto il campanello d’allarme, avrebbe potuto salvarla?

A chiudere il cast, quattro professori speciali. Stefano Bontempi è Mr. Sheinkopf, il professore di musica, severo ma molto alla mano. Lorenza Mario veste i panni di Miss Bell, la professoressa di danza che crede fermamente nel talento di Tyron e cerca in tutti i modi di aiutarlo a migliorare. Il ruolo del professore di recitazione Mr. Myers è affidato a Garrison Rochelle, che con il suo accento americano stimola gli allievi a tirare fuori la versione più sincera di sé stessi. La preside Miss Sherman è invece interpretata da Barbara Cola. Con gli alunni della sua scuola è ferma ed esigente; quando necessario, però, sa essere comprensiva e disponibile, con un affetto quasi materno nei loro confronti.

Le novità della produzione della stagione 2023/2024

Nel nuovo allestimento, la storia non è più ambientata negli anni Ottanta, bensì ai giorni nostri. L’obiettivo è quello di avvicinare e far identificare maggiormente il pubblico ai temi e agli argomenti toccati in questo spettacolo, quali le prime relazioni giovanili, l’apparenza che a volte nasconde la verità, la disciplina, la voglia di indipendenza, il sesso, le droghe. Moderni sono senza dubbio i costumi, ma anche lo sfondo è particolare e suggestivo. Un enorme finestrone, infatti, mostra il passare delle stagioni sullo sfondo dei grattacieli della Grande Mela.

Per quanto riguarda la resa in italiano, invece, non si può dire che la trasposizione sia avvenuta in maniera totalmente fluida. Nei dialoghi, qualche refuso del parlato degli anni Ottanta rimane e qua e là si avvertono goffi tentativi di inserire parole del gergo giovanile, che però già nel 2024 risultano desuete. Lo stesso vale per le canzoni, il cui adattamento non convince appieno soprattutto a livello metrico. Un esempio è sicuramente il testo che Carmen propone a Shlomo per la musica da lui composta: per far sì che risulti in rima, su quattro versi, tre finiscono con “qua”. Senza dubbio, si sarebbe potuto fare di meglio.


Recensione a cura di Simona Zanoni

Open chat
Ciao,
chiedici la tua canzone