Val di Noto, Immaginare il dopo Commissario Montalbano

Val di Noto, Immaginare il dopo Commissario Montalbano

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Con “Riccardino” termina la saga del più popolare commissario di Polizia d’Italia. Il nome non ci sarebbe nenache bisogno di dirlo, ma stiamo parlando di Salvatore Montalbano. Episodio dopo episodio – sia in libreria che alla televisione – questo commissario dai metodi bruschi, ma in possesso di una grande umanità, ha conquistato i cuori di milioni di spettatori e non solo in Italia. Ora si prospetta un problema di non facile soluzione. Il Commissario Montalbano ha inventato il Val di Noto come fenomeno culturale e turistico. Prima era un’area si conosciuta, ma per pochi e di nicchia. Grazie alla sapiente penna di Camilleri il Val di Noto, ossia la parte Sud-Orientale della Sicilia, è diventato un luogo in tutti i sensi. Un luogo geografico con precise caratteristiche fisiche. Un luogo culturale in quanto in quel luogo si sintetizzano culture millenarie e originali. Un luogo monumentale poiché ospita uno dei più esemplari declinazioni della parola Barocco. In breve il Val di Noto e il Commissario Montalbano costituivano oramai da anni un binomio inscindibile che ora con la pubblicazione dell’ultimo romanzo della serie Montalbano viene a finire. Come sarà, dunque, il Val di Noto dopo la fine dell’era Camilleri/Montalbano. La domanda non è di poco conto in quanto è necessario da parte di tutti gli attori coinvolti – istituzioni, operatori turistici, operatori culturali e altri ancora – di avere una nuova visione del Val di Noto in modo che possa continuare ad essere uno dei luoghi culturali per eccellenza di tutto il nostro paese. Come costruire il dopo Camilleri/Montalbano? La risoluzione del quesito non è facile e non lo sarà. Ci vorranno anni prima che il Val di Noto assuma una nuova configurazione visto che sono venuti a mancare sia Camilleri che Montalbano. Un primo suggerimento è sviluppare tutta una serie di progetti tendenti a far rendere eterni la memoria dei succitati due personaggi. Quindi, percorsi guidati, musei, manifestazioni culturali dedicate a Camilleri e Montalbano, premi di creatività territoriale e culturale, creazione di iniziative economiche legate alla memoria del duo più famoso d’Italia. Ma non sarà sufficiente perché non si vive solo delle magnificenze del passato e bisognerà creare una nuova visione per il Val di Noto. Qui sarà un’impresa di particolare complessità e difficoltà. Rinnovare un territorio che prima era conosciuto perché lì c’era l’ambiente dove agiva il personaggio Montalbano non è impresa facile. Tutt’altro. Eppure bisogna mettere in campo tutte le forze disponibili presentandole secondo nuove modalità capaci di essere in sintonia con questo mondo globalizzato e interconnesso. Qui si avverte la necessità di un enorme lavoro di recupero e tutela del territorio in ogni senso per trasformarlo tenendo fede alle specificità culturali del medesimo. Perché il problema è questo. Innovare non deve significare buttare a mare ciò che hanno rappresentato per il Val di Noto Camilleri e Montalbano puntualizzando il fatto che non si vive nel passato seppur magnifico e splendido. Qui tutti gli attori coinvolti – istituzionali e non – sono chiamati a uno scatto di qualità per valorizzare in maniera continuativa e forte un tesoro chiamato Val di Noto. Il Val di Noto è un qualcosa di unico e particolare che va amato e protetto come la cosa più preziosa al mondo. Non è un semplice luogo, ma è un posto dove la cultura ha plasmato i caratteri precipui del territorio e della gente che ivi vive. E’ un luogo dell’anima ed è da questa constatazione che bisognerù partire per ideare il Val di Noto dopo Camilleri-Montalbano. Non avere nessuna idea al riguardo sarebbe un errore madornale poiché il Val di Noto è un luogo che racchiude una delle più auliche e meravigliose storie dell’arte italiana di tutti i tempi. Lo spirito di Camilleri-Montalbano deve continuare a esistere, ma bisogna andare avanti e lavorare per far divenire il Val di Noto un luogo ancora più caratteristico e capace di dare sempre più emozioni. Il Val di Noto è la nostra casa, non dimentichiamocelo…

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