Lentini – Ieri sera, Lentini si è trasformata in una capitale della danza contemporanea. Non sembrava più solo una città del Sud, ma un crocevia internazionale di emozioni, visioni coreografiche e ricerca artistica. Un’atmosfera densa, raffinata, che riportava alla mente luoghi simbolo della cultura performativa mondiale: New York, Berlino, Parigi.
Tutto questo è accaduto nel magnifico Palazzo Beneventano di Lentini, cornice storica che ha accolto la Rassegna Incontroscena, con la direzione artistica di Salvatore Romania e Laura Odierna, produzione Megakles Ballet, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Siciliana – Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo.
Tre spettacoli, tre poetiche diverse, tre modi di intendere il corpo come linguaggio. Sul palco: Compagnia Interno 5, Compagnia Naturalis Labor e Compagnia Petranuradanza, protagoniste di una serata che ha lasciato il pubblico senza parole.
Spotlessmind – Esenco – Compagnia Interno 5

A dare il via alla serata è stato Spotlessmind, della Compagnia Interno 5, con coreografie di Antonella Albanese e Cassandra Bianco. Ispirato al libro La fabbrica del ricordo di Felice Cimatti, lo spettacolo è un viaggio nella memoria: nel suo potere di costruire identità e nello sforzo – spesso doloroso – di lasciar andare ciò che è stato.
Sul palco, Elisabetta Aiello, Fabiana Mangialardi e Simona Dammicco danzano tra gioie, perdite, slanci e vuoti. I corpi diventano archivi emotivi, attraversati da ricordi che riaffiorano come frammenti di una vita interiore. Una produzione realizzata in collaborazione con ResExtensa – Porta d’Oriente – Centro Nazionale di Produzione della Danza, che ha aperto la rassegna con delicatezza, potenza e grazia.
Naufraghi – Compagnia Naturalis Labor

“Le più belle storie iniziano sempre con un naufragio.”
Così si apre Naufraghi, secondo spettacolo della serata, ideato da Luciano Padovani e interpretato da Alice Carrino e Giuseppe Morello. Un amore impossibile, un limite invalicabile, una caduta improvvisa: il naufragio come condizione umana ed emotiva.
Eppure, nella perdita c’è sempre un margine di rinascita. I danzatori attraversano il dolore con movimenti netti, intensi, a tratti struggenti. Una danza che diventa metafora del ricominciare, nonostante tutto.
Una produzione firmata Compagnia Naturalis Labor, con il sostegno di MiC, Regione Veneto e Comune di Vicenza, che ha incantato per precisione, intensità e poesia.
Respiro – Compagnia Petranuradanza

“Al di là di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, c’è un giardino. È lì che io ti aspetterò.”
Con questa frase di Rumi si apre Respiro, della Compagnia Petranuradanza, firmato da Salvatore Romania e Laura Odierna, con le interpretazioni profonde di Giulia Morandi e Konstyantyn HryHor’yev.
Lo spettacolo ci accompagna verso un giardino simbolico: un luogo oltre il giudizio, dove è possibile abbandonare pesi, paure, e scoprire una nuova leggerezza dell’essere. Le musiche di Philip Glass, le luci di Andrea Mazzullo e il suono disegnato da Antonio Amendolia creano un’atmosfera sospesa, quasi spirituale.
Un Respiro che ha chiuso la serata con un abbraccio al pubblico, tra coraggio, speranza e rinnovamento.
Il giardino fiorito della danza è a Lentini
Oltre la bellezza dei singoli spettacoli, ciò che ha davvero colpito è stata l’energia del luogo. Il Palazzo Beneventano, con la sua storia e la sua architettura, ha accolto la danza contemporanea con naturalezza, come se fosse sempre stato destinato a ospitare visioni artistiche di respiro internazionale.
La Rassegna Incontroscena si è rivelata un esempio virtuoso di come, anche in contesti periferici, sia possibile creare eventi culturali di altissimo livello, capaci di parlare a pubblici diversi e di lasciare un segno profondo.
Perché ormai è chiaro:
“Il futuro della danza e dell’arte è sbocciato da tempo a Lentini; ora, per coglierne l’essenza più pura e incondizionata, basta solo continuare a crederci.”
