SOGGETTO – OGGETTO.  INDISSOLUBILE O DIVISIBILE?

SOGGETTO – OGGETTO. INDISSOLUBILE O DIVISIBILE?

Un pomeriggio in Duomo a Milano sole a picco e aria primaverile (l’opposto di ciò che avevo lasciato in Sicilia); un signore di mezza età, presumibilmente un clochard con una dialettica sì scorrevole, ma confusa da pensieri ammucchiati per via dell’alcol (…o magari no!) e poi, la solita frenesia di una città che è tornata a vivere appieno, turisti annessi.

E, quindi, io: un concentrato di adrenalina e di sonno, in un angolo d’ ombra col telefono in mano (novità, eh?) leggevo un messaggio. Tutto normal, fin quando l’uomo di cui sopra, mi si avvicina e inizia a parlare. Educatamente domanda prima come sto e accenna un sorriso, e lo fa senza neppure accorgersene.

Subito dopo la sua attenzione si sposta su un argomento di cui, ad ascoltarlo, pare abbia pure una buona conoscenza.

Questione di qualche minuto, seppur di fretta, lo lascio parlare il suo interesse è rivolto ad un concetto: OGGETTO – SOGGETTO. Frattanto che parla indica una parte della thirt e, poi, del volto. Termina, saluta e va via.

Tornando a me, mi godo appieno la giornata, in tutto e per tutto, così come desideravo ma come non riuscivo a fare da tempo quando tornavo a Milano. In aereo, prego affinché il viaggio vada bene e rivivo in frame la giornata vissuta. Le emozioni sono ancora tante e, ancora, vive.

La teoria Oggetto – Soggetto mi rimbomba in testa, ma c’è qualcosa di più: ho imparato che nella vita bisogna sapere aspettare sì, ma occorre anche insistere.

Le cose, gli incontri, bisogna alimentarli e desiderarli… piuttosto che pensarli.

Invece, spesso, accade che tendiamo a complicarci la vita. Eppure per alcune cose è talmente semplice.

Quante volte abbiamo domande e non chiediamo; ci piace qualcosa e non lo condividiamo; vogliamo qualcosa e non lo chiediamo; amiamo qualcuno e non glielo diciamo? 

Le intenzioni hanno fatto, fanno e faranno sempre la differenza. Poi entrano in gioco: oggetto – soggetto.

Eh si, io che custodisco, anche, una parte innocente tendo a vedere sempre il buono e il l’aspetto positivo (negli ultimi anni un po’ meno!) in ogni circostanza e/o soggetto. Tutto questo, finche non viene contestualizzato, spesso con l’oggetto.

Questo il mio lato innocente, perchè quello esuberante, irrazionale e istintivo non vede l’ora di uscire e godersi appieno ogni emozione. Senza preoccuparsi troppo del dopo, sai perchè?

Perchè è la reciprocità del momento a rendere un tutt’uno e unico quel soggetto – oggetto che i più rinomati filosofi tra cui Hegel, Kant e Schopenhauer hanno per anni sostenuto. Chi con la scissione dei due elementi, chi col ritenere inseparabile ciascuna delle due metà perchè altrimenti l’altra non avrebbe senso.

Io sono per l’inscindibile per la fusione, quella che rende vivi e accende. Io sono per il Carpe Diem,  ma è anche vero che, per esperienza, “Mai dire mai, mai dire sempre…”  è da considerare.

Sopratutto, parlando di relazioni interpersonali, perché penso che non occorre ne’ sprecarci, ne’ rincorrere chi non sa apprezzarci. Stesso discorso per chi non ci rispetti e prova a cambiarci privandoci di essere liberi in quell’indissolubile che…inevitabilmente, poi, diventa divisibile.

Che poi, qualsiasi cosa tu decida di fare nella tua vita, assicurati solo che ti renda felice. La felicità viene data da come vivi e con chi vivi (come me quel giorno a Milano…e non solo!).

Purché generi in te, BenEssere. 

 

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