Siracusa, Nasce lo “Sportello lavoro” di Caritas e Ordine dei consulenti del lavoro. Il direttore della Caritas don Marco Tarascio: “”Vogliamo aiutare coloro i quali vogliono trovare un lavoro”

SIRACUSA – Aiutare giovani e meno giovani a formarsi, a valorizzare competenze ad orientarsi nel mondo del lavoro. Nasce lo “Sportello lavoro” per il contrasto al fenomeno della disoccupazione nella provincia di Siracusa. La Caritas Diocesana di Siracusa e l’Ordine provinciale dei Consulenti del lavoro hanno formalizzato un accordo di collaborazione per attivare processi strutturali di
accompagnamento al mondo del lavoro, nei confronti di soggetti che vivono in condizioni di disoccupazione, inoccupazione o Neet. Lo sportello nasce all’interno del Progetto “Labor Ergo Sum”, gestito dalla Caritas Diocesana di Siracusa e dall’associazione Padre Massimiliano Maria Kolbe Onlus, finanziato attraverso il Fondo CEI 8xmille Italia 2017. Orientamento e consulenza professionale nell’ambito della ricerca attiva del lavoro. “Vogliamo aiutare coloro i quali vogliono trovare un lavoro: con un ambiente formativo che sarà “aperto” e con una convenzione con i consulenti del lavoro. Il nostro obiettivo è far incontrare domanda e offerta. Vogliamo aiutare coloro i quali vogliono formarsi ed avremo un contatto con le aziende che potranno inserirli all’interno dell’ambiente lavorativo – ha detto don Marco Tarascio, direttore della Caritas Diocesana di Siracusa -. Un modo per aiutare le persone ad uscire fuori dalla crisi”.
Saranno avviate attività volte ad incentivare l’inserimento socio-lavorativo di disoccupati, inoccupati e neet, appartenenti a diverse fasce d’età, mediante l’identificazione di percorsi
formativi ed occupazionali, seguendo una strategia improntata sul recupero motivazionale, sull’orientamento e sulla costruzione di un progetto professionale soggettivo sulla base
delle attitudini e delle competenze possedute da ciascun beneficiario. “Sono previsti – ha spiegato Antonino Mudanò, coordinatore del Progetto “Labor Ergo Sum” – colloqui di orientamento; individuazione delle competenze personali; accompagnamento verso il mondo del lavoro; assistenza e sostegno nella redazione di documenti e nelle tecniche di ricerca attiva del lavoro, come la stesura del curriculum vitae, la definizione del bilancio delle competenze; organizzazione di giornate di formazione collettiva; identificazione dei tirocinanti e delle aziende dove collocare i soggetti per l’espletamento di tirocini formativi. Ed ancora creazione di un database online (work-bank) contenente: le posizioni lavorative aperte presenti sul territorio di riferimento progettuale; le opportunità di contributo e finanziamento; creazione biblioteca tecnica. I beneficiari potranno usufruire di testi, sia in formato cartaceo sia in formato digitale, della biblioteca tecnica appositamente istituita nell’ambito delle attività progettuali”. Lo Sportello Lavoro aprirà al pubblico lunedì 4 marzo presso la sede Caritas di Ronco Capobianco, 5 (traversa via della Maestranza). Sarà possibile usufruire dei servizi dello Sportello: lunedì, mercoledì, venerdì dalle 9.30 alle 12.30. “Siamo onorati di poter contribuire a questo importante progetto di solidarietà attiva, promosso dalla Caritas, per rendere concorrenziali e non fini a se stesse, come oggi spesso accade, le domande di lavoro dei giovani disoccupati, degli inoccupati e dei Neet, ma
anche e soprattutto degli esodati, cioè gli over 50 rimasti, senza impiego a pochi anni dal compimento dell’età pensionabile e con la necessità di qualificarsi per reinserirsi in nuovi
contesti lavorativi – ha detto Antonino Butera, presidente dell’Ordine provinciale dei Consulenti del lavoro di Siracusa -. I consulenti del Lavoro metteranno a disposizione
il loro know how, la loro esperienza sul campo e i contatti diretti con le aziende, gli imprenditori e i professionisti del territorio, per arginare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, indirizzando i disoccupati in percorsi di formazione mirata a coprire quei posti di lavoro che paradossalmente rimangono vuoti, perché non si reperiscono persone con le competenze ricercate. Inoltre inseriremo i curricula dei candidati nella banca dati della Fondazione Lavoro, che gestisce una rete tra 1500 province italiane”.

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