Siracusa, gli Autonomi di Polizia: “Più uomini e pattuglie su strada”

Siracusa, gli Autonomi di Polizia: “Più uomini e pattuglie su strada”

SIRACUSA – In esito ai recenti fatti drammatici che hanno visto due giovani vittime cadere nel territorio di Avola in un arco temporale molto ristretto, valutate le dinamiche dei casi, pur sottolineando trattarsi di eventi scaturiti in circostanze maturate con modalità completamente diverse, stante comunque la breccia patita da tutta la cittadinanza locale e la conseguente sensazione di smarrimento e sconforto che i due episodi hanno in essa provocato, questa Organizzazione Sindacale si è fatta promotrice di una richiesta d’intervento, tanto urgente quanto fermo e deciso, al Questore di Siracusa. Nella circostanza, ben consci dei limiti oggettivi contingenti, ma fiduciosi nelle potenzialità dell’Autorità di Sicurezza interpellata, certi della comprensione che sicuramente non mancherà di voler dimostrare, abbiamo chiesto che si faccia portavoce, per tutti cittadini di Avola e per noi che siamo ben radicati in quella realtà, di questo accorato appello sottoponendolo, qualora lo ritenesse opportuno, anche all’attenzione di Sua Eccellenza il Prefetto di Siracusa in occasione del prossimo incontro del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica: più uomini, più pattuglie, più controlli, maggiore presenza delle Forze di Polizia sul territorio! Siamo perfettamente consapevoli del fatto che il periodo storico che stiamo attraversando è caratterizzato da quella carenza di personale, ormai acquisita come cronica, con la quale siamo costretti a fare i conti; non possiamo però per questo esimerci dal mostrare quanto riteniamo urgente l’intervento straordinario sollecitato, meglio ancora se organizzato con specificità di pianta stabile o quantomeno ricorrente per il periodo estivo. Pur correndo il rischio di trascendere nella retorica più scialba, ci sembra che questa gioventù moderna sia afflitta da un cancro: dedita al culto di falsi miti e futili ideali, sta risultando vittima illusa di un sistema che sta lasciando trapelare limiti oggettivi evidenti ai quali abbiamo l’obbligo di contrapporci con determinazione. Stato, scuola e famiglia, meglio se in sinergia tra di loro, possiedono senza dubbio i migliori farmaci per questo genere di casi e siamo convinti che non si possa aspettare oltre per mettere in campo, ciascuno per quanto di propria competenza, la relativa terapia d’urto necessaria per riportare i valori sugli standard che competono ad una società civile che possa realmente definirsi progredita.

Commenti Facebook

Redazione

WhatsApp chat