SCUOLA PER TUTTI e…. PER CIASCUNO

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“Più scuola per tutti” in ogni area territoriale; “più scuola per tutti” in ogni famiglia; “più scuola per tutti” per l’intero anno solare”. Sono questi gli obiettivi e i traguardi verso cui tende la nuova compagine ministeriale del Governo Draghi, con la guida di Patrizio Bianchi: mettere al primo posto del programma la “centralità della scuola” per scommettere su un futuro basato sulle competenze necessarie per affrontare le sfide globali del XXI secolo.
Lo slogan che segue l’immagine del “Tutti a scuola”, che, in questi anni, ha fatto da sfondo alle cerimonie d’inaugurazioni dell’anno scolastico, stampata sulle magliette bianche degli studenti, viene riproposta per mettere in luce i principi cardine:
• Del diritto allo studio, sancito dall’art. 34 della Costituzione nel rispetto dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani e della Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
• Della regolare continuità del servizio scolastico senza interruzioni o alternanze, così da consentire di valorizzare il “tempo scuola” come “tempo di apprendimento”.
• Della collaborazione con la famiglia per una linea di continuità e di convergenza educativa cercando il miglior bene dei “figli”, a scuola “studenti”.
• Dell’ampliamento dell’obbligo scolastico e formativo dai 3 ai 18 anni inglobando la scuola dell’Infanzia che si apre ad una rinnovata didattica nel processo di costruzione dell’identità del bambino, “Il sé e l’altro; Il corpo in movimento; Linguaggi, creatività espressioni; I discorsi e le parole; La conoscenza del mondo”.
• Della necessità di indirizzare l’intero percorso didattico verso le competenze da acquisire e certificare, integrando la scuola del “ sapere” con il “saper fare” e quindi “saper essere” donne/uomini, persone e cittadini.
• Dell’impegno di limitare e abbattere la dispersione scolastica che in questi due anni di pandemia è aumentata notevolmente anche a causa della diseguaglianza e discontinuità della didattica a distanza, spesso anche molto nociva, perché privava gli studenti dell’apporto del sostegno dei docenti per un proficuo processo formativo e socializzante.
Nel cammino evolutivo dei linguaggi, quello della “pedagogia scolastica” ha formulato una ben definita preposizione: “Scuola di tutti, scuola per ciascuno”. Con questa formula il “di tutti” ha specificato i destinatari del servizio e dell’obbligo scolastico che oggi s’intende potenziare e ampliare, mentre il “per ciascuno” ha focalizzato l’attenzione verso il successo formativo che coinvolge i singoli alunni, nella specifica soggettività e individualizzazione.
Il nuovo Ministro, di specifica formazione economica, ha evidenziato che la scuola non è un mero “capitolo di spesa” dello Stato Italiano, ma che è necessario ”ripristinare l’idea che la scuola è il perno dello sviluppo dell’Italia e della formazione di buoni cittadini” e costituisce un’opportunità d’investimento e di progettazione per una società più equa e proiettata al futuro.

VALORIZZARE IL RUOLO E LA CARRIERA DEI DOCENTI

A tale scopo è indispensabile assicurare un’effettiva valorizzazione degli insegnanti, professionisti impegnati nella costruzione culturale e professionale delle future generazioni, e pertanto si ritiene necessario superare le barriere del precariato e la difformità tra “organico di diritto” e “organico, di fatto”, eliminando i vuoti che determinano, di fatto, un’azione didattica frammentata e parziale.
A questo scopo saranno meglio organizzate la macchina della mobilità del Personale, le graduatorie.
e le complesse procedure dei concorsi.
Regolamentando il numero degli alunni per classi si potrà assicurare la presenza costante di tutti gli studenti a scuola e per l’intero anno scolastico, evitando interruzioni e moduli alternati di gruppi classe, garantendo anche agli alunni disabili non un servizio di semplice assistenza, bensì efficaci occasioni di crescita, sviluppando abilità e competenze nel rispetto delle potenzialità di ciascuno.
Si potrà meglio valorizzare la competenza acquisita nel corso della “didattica a distanza” completando e integrando alcuni interventi con l’utilizzo degli strumenti tecnologici della galassia d’internet.
Nella gestione della complessità organizzativa della scuola, – oggi affidata unicamente al Dirigente scolastico – come ha scritto l’ANCoDiS (Associazione che sostiene il riconoscimento giuridico e contrattuale dei Collaboratori dei DS e delle Figure di sistema che lavorano nelle autonome Istituzioni scolastiche) “non è più possibile disconoscere la necessità del distaccamento dall’attività d’insegnamento di un docente Collaboratore del DS (ex vicepreside) ” del quale sono indiscusse l’imprescindibilità della presenza e la sostanzialità del servizio svolto, pur senza alcun riconoscimento giuridico e contrattuale.
“La scuola autonoma e moderna ha bisogno di questa figura istituzionalizzata che copra un vulnus nella governance scolastica”.
Il raggiungimento del traguardo di qualità dell’istituzione scolastica necessita, appunto, di figure professionali esperte e competenti a garanzia di un lavoro che dia positivi frutti a beneficio “di tutti gli studenti” e a garanzia del “fare più scuola” e produrre sempre più efficaci apprendimenti per lo sviluppo di qualificate competenze.
Incentivare la carriera del docente anche attraverso “la formalizzazione giuridica e contrattuale, aperta e trasparente a quanti vogliono investire nella loro professionalità oltre la sfera didattica” è una “sfida” che s’intende lanciare al nuovo Ministro, che si è dichiarato pronto e disponibile per un dialogo costruttivo e proiettato al futuro.

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