“Scandalo non ci separi: autori vittime di oblio o indiretta censura, il libro di Ada Fichera presentato a Carlentini. l’Iniziativa a cura dell’associazione “Davvero & Sempre”

“Scandalo non ci separi: autori vittime di oblio o indiretta censura, il libro di Ada Fichera presentato a Carlentini. l’Iniziativa a cura dell’associazione “Davvero & Sempre”

CARLENTINI – “Scandalo!” Autori vittime di oblio o indiretta Censura. E’ il titolo del libro di Ada Fichera, edito da Minerva presentato sabato scorso nella bellissima location di Palazzo Matarazzo di via Marconi a Carlentini. La presentazione è stata organizzata dall’associazione Politico – Culturale “Davvero & Sempre” di Carlentini guidata dal presidente Giovanni Condorelli con il sostegno di quattro partner che hanno sostenuto l’iniziativa culturale, la prima dopo il lockdown. La serata è stata aperta dalla musica di Enzo Zacco, mentre l’apertura è stata fatta dal presidente Giovanni Condorelli che ha sottolineato l’impegno dell’associazione in ambito cittadino in questi anni. “Ripartiamo con l’incontro con gli autori – ha detto – che ci permettono di vedere alcuni aspetti della nostra storia. L’associazione in questi anni si è impegnata a portare avanti diverse iniziative con incontri e presentazione di libri in ambito locale, regionale e nazionale”. Ada Fichera, giornalista e prolifica saggista catanese che ha dedicato buona parte della sua produzione all’inquieto Novecento ha conversato con il giornalista Salvatore Di Salvo passando in rassegna il catalogo degli esclusi. Ovvero ha spulciato tra le storie di settanta scrittori, artisti, filosofi, politici che hanno incendiato il mondo che li ha accolti. Un viaggio oltre i tabù, contro l’omologazione del pensiero e a difesa di un mondo che non può, e non deve, essere dimenticato o occultato. Insomma, Ada Fichera fa il suo dovere di intellettuale riportando in superficie quegli ingredienti che definiscono gli statuti ontologici dell’intellettuale vero. Tra provocazioni, ribellione, lavoro, patema d’animo e la constante ricerca del senso. Ada riporta alla luce le storie di più di settanta scrittori, artisti, filosofi e politici, l’autrice ci conduce in un viaggio oltre i tabù che dominano la nostra società e prova a proporci un itinerario culturale che ci permetta di scansare l’omologazione e il pensiero unico. Un volume, insomma, che è un inno alla libertà di pensiero in aperta contrapposizione con le tante derive attuali del politicamente corretto. Parlando del sicilianissimo Manlio Sgalambro. “Di fronte a questa decadenza – ha detto l’autrice Ada Fichera – nemmeno provare a osservare Dio può fornire una via d’uscita o di consolazione. Che strazio! Ecco perché è lecito affidarsi a figure dell’oblio o a personaggi che ancora oggi – anzi, per una sciatteria diffusa, oggi più di prima – sarebbero da maneggiare con cura. La paura è il contagio. Nel volume della giornalista siciliana, che da quasi un ventennio vive e lavora a Roma ha riportato scrittori della fine dell’ottocento fino alla fine del secolo scorso. Da Dominique Venner, Yukio Mishima, Rodolfo Quadrelli a Angelo Oliviero Olivetti.

Ada, come è nato il suo libro?
“L’idea di questo libro nasce da lontano, ha cominciato a germogliare almeno una decina di anni fa. Nel mio lavoro di giornalista, infatti, ho avuto la fortuna di trovare dei ‘maestri’ – caporedattori, persone con più esperienza di me – che mi hanno fatto conoscere una serie di scrittori, artisti, pensatori oggi praticamente sconosciuti, soprattutto ai più giovani. Ho provato allora a farli uscire dall’oblio”.
Perché hai sentito questa esigenza?
“Come scrivo anche nel libro in un’epoca in cui la battaglia quotidiana più importante è, per chi fa cultura, resistere all’omologazione del pensiero e, di conseguenza, del mercato editoriale è importante ‘ripescare’ opere e personaggi caduti in semi-oblio, scivolati a margine del canone. L’unica vera alterità, in un presente uniforme, è quella di recuperare un ‘diverso’ passato. La responsabilità attuale è allora quella di leggerlo in ogni suo aspetto, liberandolo dal pregiudizio e dalle censure, dandogli il senso nuovo che possiede e merita”.
Ada, nel tuo libro è lo scandalo che hanno suscitato con i loro scritti, le loro parole, le loro opere. Ma di che tipo di scandalo stiamo parlando?
“Io ho inteso la parola scandalo in modi diversi. Vi sono stati scrittori, artisti e pensatori – indistintamente di destra o di sinistra – giudicati scandalosi per questioni ideologiche oppure legate alla politica. Altri considerati immorali, magari non adatti ai giovani o alle ragazze, come è accaduto negli anni Settanta del Novecento allo scrittore siciliano Ettore Patti, solo per fare un esempio. È stata poi esercitata una forte censura da parte delle Chiesa cattolica nei confronti di molti protagonisti della cultura e dell’arte. Infine, c’è chi è caduto nell’oblio per il destino avverso di nascere nell’epoca sbagliata”.
C’è qualcuno dei personaggi di cui parli nel libro che dovrebbe essere assolutamente riscoperto in tempi come i nostri?
“Tra coloro che sono caduti nell’oblio per motivi ideologici mi viene in mente Piero Buscaroli, grande giornalista e grande critico musicale che ha collaborato per molti anni al Giornale di Montanelli. Un suo libro del 1989, ‘Paesaggio con rovine’, è oggi più attuale che mai. Poi mi viene in mente Sergio Panunzio, che ha scritto pagine fondamentali in tema di diritto del lavoro. E ancora un filosofo e letterato come Carlo Michelstaedter oppure Manlio Sgalambro, conosciuto per i suoi testi per Franco Battiato, ma soprattutto un grande pensatore”.

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