Sanremo: tra musica e sociale

Sanremo: tra musica e sociale

di Davide Sferrazzo, Maria Vittoria Consiglio, Desireè Russo, Giulia Tranisi, Ludovica Sampagnaro*
Il festival di Sanremo 2026 ha permesso di far emergere, oltre alle tematiche tradizionali, brani dal forte contenuto sociale, capaci di raccontare la crisi del presente con uno sguardo critico. L’artista emergente Sayf, con la sua canzone “Tu mi piaci tanto”, oltre ad aver conquistato il secondo posto è riuscito a mettere in luce le contraddizioni dell’Italia. Il giovane cantante denuncia apertamente la corruzione dei politici, allineati alla politica di riarmo europea. Ermal Meta, già vincitore di Sanremo nel 2018 insieme a Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente” porta di nuovo sul palco dell’Ariston una forte critica nei confronti della guerra, raccontando la storia di una bambina vittima del conflitto israelo-palestinese attraverso un brano che ricorda una ninna nanna. Dargen D’Amico, già noto per la condanna alla guerra presente nella sua canzone “Onda alta”, nella serata cover canta “Il disertore” di Boris Vian, pacifista degli anni 50, che rifiuta la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Dunque Sanremo, ora come in passato, conserva il ruolo di mezzo di denuncia sociale e politica

(Fonte: Foto Sanremonews.it)
Classe 5B Liceo Gorgia-Vittorini-Moncada)