CATANIA – Si è tenuta oggi, giovedì 30 ottobre, con inizio alle ore 9.30 presso il Salone dei Vescovi (via Vittorio Emanuele 159, Catania), la Giornata di Studi intitolata “Restituire bellezza, custodire memoria. Restauri del patrimonio dell’Arcidiocesi di Catania 2024-2025”. L’evento, organizzato dall’Arcidiocesi di Catania in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania (Dipartimenti di Scienze Umanistiche – DISUM – e di Ingegneria Civile e Architettura – DICAR), è ormai un appuntamento annuale. La giornata è stata concepita specificamente per rivolgersi ai giovani che si affacciano al mondo dello studio e del lavoro nel campo della tutela monumentale, con l’obiettivo di strutturare un seminario che affiancasse il sapere “teorico” alla dimensione “pratica”. I lavori, moderati dalla Prof.ssa Arianna Rotondo (Disum), sono stati aperti dopo i saluti delle autorità.
L’Impegno per la Memoria e la Sinergia Istituzionale
Monsignor Renna ha sottolineato come la giornata sia un percorso che testimonia l’impegno della diocesi nel curare il proprio patrimonio per tramandarlo alle nuove generazioni, affermando con forza che “Restituire bellezza e costruire memoria è un percorso che non possiamo fare da soli, dobbiamo farlo con tutte le realtà”. La Soprintendente Ida Buttitta, prossima alla conclusione del suo mandato, ha espresso la sua soddisfazione per il fatto che negli ultimi mesi “tutti i beni abbiano uguale rilevanza, fare una distinzione danneggia il territorio”. L’importanza della collaborazione tra gli enti è stata un tema centrale. Il Direttore del Dicar, Matteo Ignaccolo, ha evidenziato il ruolo dell’università e la “terza missione” dei dipartimenti, auspicando di “ancora di più accrescere le nostre collaborazioni perché è solo un vantaggio per tutti”. Sulla stessa linea, la Prof.ssa Rimini (Disum) ha parlato di “sinergia attiva tra territorio, istituzioni culturali e università”, incoraggiando gli studenti a “entrare nel pratico nella conservazione del nostro patrimonio”.
I Tre Esempi di Restauro Presentati
La Giornata di Studi si è concentrata sulla presentazione di tre significativi interventi di recupero:
Il Crocifisso della Cappella della Cattedrale di Catania: L’intervento di restauro sul Crocifisso è stato finanziato dalla Fondazione Intesa San Paolo, che ogni due anni restituisce al pubblico più di cento opere. La croce, invece, è stata restaurata grazie a fondi recuperati dal Parroco della Cattedrale. Il restauratore Valerio Iaccarino, esaminando l’opera (adesso esposta a Roma), ha osservato che fortunatamente essa non aveva subito manomissioni nel corso dei secoli. La problematica principale era legata al deterioramento temporale: “Soltanto un’immagine annerita dal deterioramento temporale. La vernice si era ingiallita”. Mons. Renna ha ricordato il profondo significato teologico e devozionale del Crocifisso, collocato in una cappella propria, vicino all’altare maggiore e all’interno di una lipsoteca (reliquiario), poiché “è dal crocifisso che si irradia ciò che è importante per un cristiano”. La Chiesa di Sant’Agata al Borgo: Il recupero di questa chiesa – considerata la prima chiesa “metropolitana” dedicata alla Patrona e situata in un quartiere nato dopo il terremoto del 1693 – è stato finanziato grazie ai fondi 8xMille. L’Architetto Manfredi Cannata ha specificato che gli interventi sulla facciata e sul campanile sono stati “mirati a riportare alla luce e migliorare, con rispetto, le condizioni della chiesa”. La struttura si distingue per le sue “Forme gentili e dai tenui colori che invitano a varcare la soglia della chiesa”. Mons. Renna ha quindi richiamato le parole di Romano Guardini sull’importanza del campanile: “È ciò che si drizza, per conto di Dio, sull’atmosfera. Le campane percorrono la vastità immensa e annunciano il messaggio del Santuario. Chiamano l’uomo dell’anelito, colui il cui cuore è aperto alla vastità”. Il Salone Sant’Agata del Palazzo Arcivescovile (Salone dei Vescovi): Il recupero del Salone di rappresentanza, sede della giornata, non era nato da una restaurazione programmata, ma dalla necessità di riparare un’infiltrazione d’acqua. Questo intervento ha permesso di scoprire degli affreschi. Il Salone, definito “casa della Chiesa di Catania”, accoglieva storicamente anche rappresentanze civili. La visita guidata curata dal Prof. Tancredi Bella ha concluso l’evento, offrendo agli studenti una chiave di lettura del ruolo svolto dalla diocesi negli eventi storici della città, in particolare nel XIX secolo. La giornata ha inoltre permesso di rendere pubblico l’esito di numerosi altri lavori di restauro condotti in diverse chiese dell’Arcidiocesi.
