Presepe nella Casa don Puglisi con 1500 alunni delle scuole di Modica

 

 

La luce vince il buio … e gli angeli uniscono il cielo e la terra

 

 

Nel venticinquesimo della Casa don Puglisi si è avviata la costruzione di un presepe speciale che per quasi due mesi vede coinvolti circa 1500 bambini delle scuole dell’infanzia e primarie di Modica. Ogni giorno si rinnova un piccolo miracolo … I bambini, a gruppi di venti/venticinque, arrivano con le maestre e i genitori. All’inizio sembrano un po’ spaesati, poi vengono invitati a sedere a cerchio e inizia il racconto: «Benvenuti bambini, con le vostre maestre oggi siete venuti qua, in questa Casa, una casa speciale, grande grande in cui abitano tante famiglie, arrivata per i tanti bambini che la abitano come un regalo, uno di quei regali di Natale che non ti aspetti …». E così si condensa, con linguaggio adatto, la storia di una Casa che da venticinque anni accoglie, accompagna, inserisce, aiuta la relazione, suggerisce il volto vero di Dio, la sua misericordia. Inserendo quindi la storia della Casa in una storia più grande, la storia iniziata con la creazione … Che si inizia a narrare mostrando il libro della Bibbia da cui è tratta, una bella Bibbia illustrata,  mentre si invitano i bambini a chiudere gli occhi e tenersi per mano. Ed ecco gli inizi, il buio che avvolge la terra, la voce di Dio che dice – «Sia la luce!»-  e l’invito ad aprire gli occhi … Continuando a narrare della creazione, si mostrano quattro angioletti per questo speciale presepe: l’angelo bianco che unisce il cielo e la terra, l’angelo blu che invita al silenzio mentre si racconta della creazione delle piante, l’angelo viola che porta la musica mentre si racconta della creazione degli animali, l’angelo rosso che raccoglie desideri e sentimenti degli uomini … uomini che spesso litigano e distruggono i doni di Dio, che non si stanca e manda la luce che brilla per sempre: Gesù! I bambini seguono incantati … Delicatamente sono invitati a partecipare a quest’opera di Dio modellando tavolette d’argilla, che poi saranno lo sfondo del grande presepe, e a visitare la Casa: la sala da pranzo con il camino, la cucina dove le mamme stanno preparando da mangiare, il salone dove ci si riunisce, la biblioteca, la cappella … Qui ci si ferma per una preghiera che unisce tutti, anche bambini musulmani nell’adorazione e percezione del dono grande che è la presenza di Dio. E tutto si chiude e resta aperto con un dono piccolo, ma pensato con tanto affetto: il memor-amiamoci. Uno speciale gioco con carte in cui sono disegnati la mamma (che protegge, rimprovera, accarezza), il cerchio dell’amicizia, i loghi della Casa e del cantiere educativo Crisci ranni, don Pino Puglisi … e insieme un’immagine dell’icona della Madonna e il bambino, scritta dalle Clarisse di Paganica e custodita in cappella e una lettera – invito a ritornare a presepe finito (il presepe di 1500 bambini!) e a vivere l’affetto verso tutti e i più deboli in modo particolare, perché sia Natale, Natale vero.

 

 

Maurilio Assenza

Responsabile della Casa e direttore della Caritas diocesana di Noto

 

Nella foto

  • Uno degli operatori della Casa mostra ai bambini come lavorare l’argilla
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