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Palermo, Sicilia, Fondi UE. Corrao e Damante (M5S): “Scoperta del tesoretto è tardiva. Adesso concertazione col territorio per spenderli bene”

Palermo, Sicilia, Fondi UE. Corrao e Damante (M5S): “Scoperta del tesoretto è tardiva. Adesso concertazione col territorio per spenderli bene”

PALERMO – “Ci fa piacere che il presidente della Regione Musumeci si sia ritrovato nel cassetto questo tesoretto di cui incredibilmente solo oggi ‘scopre’ l’esistenza. Mi sembra francamente agghiacciante che il governo regionale abbia in questi anni dimenticato tra le maglie dei dipartimenti tali fondi perché non ha una gestione informatica adeguata, nonostante i milioni di fondi UE spesi proprio per rafforzare il sistema informativo gestionale”. A dichiararlo è il deputato europeo del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao a proposito del “tesoretto” di fondi europei non impegnati in Sicilia, scoperto dal presidente della Regione Nello Musumeci. “Questo tesoretto – spiega Corrao – altro non è che l’insieme di risorse non spese o pagate dall’UE come rimborso a fronte di progetti già realizzati o ancora vecchi Accordi di Programma Quadro in settori come ambiente, sanità, istruzione e turismo. Adesso che il governo regionale ha i dati, però, chiediamo la lista dei progetti che dovevano essere finanziati ma soprattutto chiediamo che la Regione spenda questi soldi attraverso una riprogrammazione in concertazione con i cittadini e i territori in base alle esigenze più urgenti”. Sulla questione chiede chiarezza la deputata Ars gelese Ketty Damante che rilancia: “Che una cifra così enorme sia rinvenuta all’improvviso – sottolinea la deputata M5S – lascia sospettare che il dato fosse comunque conosciuto sin dall’inizio del mandato, oppure che nessuno alla Regione sia in grado leggere un Bilancio, infatti, appena insediata all’Ars, ho scoperto che circa 3 milioni di euro di “risorse liberate POR 2000-2006” stavano per essere sottratte a Gela e al Museo del Mare. A Musumeci sarebbe bastato chiedere una verifica agli uffici regionali in tempo utile per non privare i comuni di soldi necessari, con buona pace di coloro a cui è stato promessa una quota di tale “tesoretto”.

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