Palermo, Ciancio (M5S): “Campagne senza acqua e dall’assessore Bandiera solo chiacchiere”

Palermo, Ciancio (M5S): “Campagne senza acqua e dall’assessore Bandiera solo chiacchiere”

PALERMO – “Ci sono ben 7.600 ettari senza una sola goccia di acqua sulle colture della Piana di Catania, da contrada Poggio Monaco, tra Belpasso e Paternò, fin quasi all’entrata di Catenanuova. Gli agricoltori sono ormai allo stremo e non è più possibile aspettare il Consorzio di bonifica, responsabile degli interventi irrigui sui territori agricoli. L’emergenza richiama alle sue piene responsabilità il Governo regionale, che non sa come affrontare la situazione, se non attraverso le chiacchiere dell’assessore Bandiera sulla riforma dei consorzi”. Lo afferma, a proposito della crisi irrigua, la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Gianina Ciancio, che ritiene “inconcepibile attendere gli interventi di manutenzione in piena estate, quando ormai è troppo tardi per sostenere il raccolto dei vari prodotti agricoli”. “Un primo problema – spiega Ciancio, che ha raccolto segnalazioni precise da parte degli agricoltori – riguarda il sollevamento della portata idrica da quota 100 metri, attraverso il Canale Cavazzini, verso quota 150 metri in zona Tanazzi, nel territorio di Paternò. L’altro problema è la ricaduta da quota 150 metri nella conduttura di collegamento verso le centinaia di utenze che sono presenti in una porzione del territorio di circa 76 kmq. Un’altra questione riguarda, poi, il fatto che il collegamento con le proprietà pare si sviluppi attraverso una rete di condutture realizzate in gran parte in eternit”. “Qualcuno poi – aggiunge Ciancio – ha messo in circolo la voce che la Regione sarebbe orientata ad affidare a ditte private, e non più agli operai del Consorzio, la manutenzione delle tubazioni. Non sappiamo se ciò corrisponda o meno a verità, ma rimane il fatto che la situazione è insostenibile e non può più essere affrontata con rimedi estemporanei. Occorre intervenire in maniera seria con degli investimenti di sistema, per rimettere in sesto tutte le infrastrutture idriche e poi abbattere il costo delle bollette, che non possono essere addossate interamente ai produttori agricoli”, conclude la deputata M5S.

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