Palazzolo Acreide, La Rotta dei Fenici e l’intervista al Dr. Barone

Palazzolo Acreide, La Rotta dei Fenici e l’intervista al Dr. Barone

PALAZZOLO ACREIDE – A gennaio  di quest’anno si è tenuta  nella suggestiva cornice di Palazzo Rizzarelli-Spadaro (zona Chiesa di San Paolo) a Palazzolo Acreide, il workshop di presentazione del progetto TRAMES/La Rotta dei Fenici. A coordinare i lavori, alla presenza del sindaco di Palazzolo Acreide Salvatore Gallo, il direttore de La Rotta dei Fenici dr. Antonio Barone. TRAMES è un progetto basato sulla Rotta dei Fenici, itinerario riconosciuto dal 2003 nel programma «Itinerari Culturali» del Consiglio d’Europa e dal 2016 dell’Organizzazione Mondiale del Turismo. Il progetto promuove il patrimonio culturale e archeologico delle civiltà mediterranee seguendo le antiche rotte marittime.
Ora abbiamo avuto modo di intervistare il Dr. Barone che ha risposto ad alcune nostre domande.

Che cos’è la Rotta dei Fenici?

“La Rotta dei Fenici è uno dei 40 itinerari culturali (cultural routes) internazionali facenti ad oggi  parte del  programma omonimo del Consiglio d’Europa (1987). Cosa è un Itinerario Culturale?  Possiamo dire in estrema sintesi si tratta di luoghi e di persone. Luoghi che hanno una storia  comune, un passato da raccontare. Ma anche persone che vivono in quei luoghi che possono a loro  volta raccontare le loro storie integrate con quei luoghi. Diventa così il racconto di una storia ma  anche di tante storie che hanno legami col passato, col presente e con il futuro che si intende  creare perché coloro i quali vogliono sentire belle storie possano farlo, capire cosa vuol dire vivere  oggi in quei luoghi e sentirsi parte di ciò. Dunque è come l’ordito di un immenso arazzo fatto di  tante persone e di tanti luoghi che si intrecciano fino a lasciare nel visitatore il senso dell’opera  finita, fino a renderlo parte di questa, fino a sentirla magicamente propria. Il network serve a  organizzare tutto ciò.” Il tema primario  dell’Itinerario è il Dialogo interculturale nel Mediterraneo, prendendo come riferimento le antiche civiltà mediterranee che dall’epoca dei Fenici fino all’età repubblicana dell’Impero romano contribuirono a creare una koiné «comunanza» culturale mediterranea e a porre le basi di quella che poi sarebbe diventata la civiltà euro-mediterranea contemporanea. Il percorso dunque è il mare, anzi la connessione delle grandi direttrici nautiche che, dal XII secolo a.C., furono utilizzate dai Fenici quali fondamentali vie di comunicazione commerciali e culturali nel Mediterraneo. Attraverso queste rotte, i Fenici, marinai e mercanti geniali, diedero origine a una grande civiltà, per certi versi ancora poco nota, che si affermò attraverso l’espansione ad Occidente, generando intensi scambi di manufatti, uomini e idee, e contribuendo nell’antichità alla creazione e alla circolarità di questa cultura. Ma anche altre grandi civiltà mediterranee utilizzarono queste rotte allo stesso scopo: Greci, Romani, Etruschi, Iberi, Messapi, Dauni e tanti altri. Così queste rotte sono divenute parte integrante e fondante della cultura del Mediterraneo. Oggi i Fenici e le altre antiche civiltà rappresentano il modello dell’Interculturalità che mira a promuovere la cultura mediterranea, a rafforzare i legami tra i paesi accomunati da una medesima storia. L’Itinerario si basa, infatti, sulle relazioni storiche, sociali e culturali che sono state stabilite lungo queste rotte marittime e negli approdi ed empori fondati nel bacino del Mediterraneo.”

Quali gli obiettivi che si intendono perseguire?

“Con l’Itinerario si intende valorizzare il patrimonio culturale, naturale e paesaggistico di questi luoghi attraverso la collaborazione delle città, delle imprese e del volontariato, nonché delle istituzioni che vorranno apportare il loro contributo alla ricerca di un nuovo rapporto tra l’uomo e il patrimonio culturale e naturale che lo circonda, di nuovi modelli pedagogici e turistici per i bisogni di scambio culturale di oggi. Tali luoghi di antica origine diventano le tappe di un viaggio lungo il Mediterraneo, attraverso cui scambiare oggetti, conoscenze ed esperienze. Per raccontare tutto questo La Rotta dei Fenici propone una rete (Me.Mu.Net – Mediterranean Museums Network) di musei e siti archeologici, etno-antropologici, culturali, naturali e di scambi  culturali tra i popoli e i paesi del Mediterraneo, che mostrano ancora oggi le storie delle tante civiltà  che l’hanno abitato. Nel 2016 è stata costituita anche una Rete delle Scuole del Mediterraneo – Edu.Net per promuovere scambi pedagogici e viaggi dell’interculturalità con gemellaggi tra scuole del Mediterraneo, dello stesso Paese o di diversi Paesi. Dal 2014 è stata promossa la IUN –  International Universities Network – rete delle Università della Rotta dei Fenici.”

In che modo si struttura la Rotta dei Fenici?

“Dal 2011, la “Confederazione Internazionale La Rotta dei Fenici” è “réseau porteur” dell’Itinerario e prende questo nome perché composta da network di diversi Paesi (11 ad oggi) composti da enti  istituzionali, territoriali e tematici, e operatori privati di diversi settori. Dal 2016 l’Itinerario è oggetto di interesse da parte dell’Organizzazione Mondiale del Turismo attraverso l’istituzione di un Core Working Group dedicato, sul modello dell’Iniziativa Via della Seta.  Oltre alla Assemblea, che rappresenta gli oltre 100 associati,La Rotta dei Fenici ha un Comitato  Scientifico Internazionale, uno Steering Committee internazionale ed un Ufficio di  Presidenza internazionale.”

La Pedagogia del Patrimonio sembra svolgere un ruolo preponderante…

“Seguendo la metodologia della Pedagogia del Patrimonio, La Rotta dei Fenici promuove anche un
turismo culturale integrato identitario e responsabile in collaborazione con organizzazioni pubbliche e private, locali, nazionali ed internazionali, alla scoperta del vero Mediterraneo. A questo scopo sono sorte reti di operatori turistici che stanno sviluppando innovative offerte di turismo di scoperta  basato su un programma di qualità dei servizi alla fruizione.”

Quali le date importanti della Rotta dei Fenici?

“Proposta dal Ministero del Turismo italiano nel 1994 come tema per un Itinerario Culturale del  Consiglio d’Europa (ma nel 1994 il Ministero viene abrogato), su nuova proposta di una rete di  comuni italiani l’Itinerario Culturale “La Rotta dei Fenici” nel 2003 viene accettato dall’Istituto  Europeo degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa come progetto pilota di turismo culturale  europeo e viene ammessa dal Consiglio d’Europa tra le Cultural Routes del Programma omonimo.  Dunque ha circa 18 anni di attività. Nel 2004, nasce l’Associazione Internazionale Rotta dei Fenici  come ente gestore dell’Itinerario. Nel 2011, questa dà vita alla “Confederazione Internazionale La   Rotta dei Fenici”. Dal 2016 l’Itinerario è oggetto di interesse da parte dell’Organizzazione  Mondiale del Turismo attraverso l’istituzione di un Core Working Group dedicato, sul modello  dell’Iniziativa Via della Seta. Dal 2020 è anche iniziativa strategica dell’EUS AIR – Adriatic  Ionian Region – di cui fa parte anche la Sicilia ed è stata avviata una iniziativa con IOST –  Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale – America per creare una connessione
permanente tra Euromediterraneo ed Americhe tramite La Rotta dei Fenici sui temi della  cultura e della università, del turismo sostenibile e degli scambi commerciali.”

Quali rapporti intercorrono fra la Rotta dei Fenici e la Convenzione Europea sul ruolo del Patrimonio Culturale per la Società (Faro 2005)?

““La Rotta dei Fenici” fa riferimento alla Convenzione Europea sul Paesaggio (Firenze, 2000) e,  soprattutto, alla Convenzione Europea sul ruolo del Patrimonio Culturale per la Società (Faro, 2005) che muove dal concetto che la conoscenza e l’uso dell’eredità culturale rientrano fra i diritti  dell’individuo, chiamando le popolazioni a svolgere un ruolo attivo nel riconoscimento dei valori  dell’eredità culturale, e invitando gli Stati a promuovere un processo di valorizzazione partecipativo, fondato sulla sinergia fra pubbliche istituzioni, cittadini privati, associazioni, soggetti che vengono definiti “comunità di eredità”, costituite da “insiemi di persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici dell’eredità culturale, che desiderano, nell’ambito di un’azione pubblica, sostenere e trasmettere alle generazioni future”.”

Uno degli aspetti peculiari della Rotta dei Fenici sono le c.d. “smart ways”…

“Dal 2016, per quanto concerne i progetti di sviluppo integrato, l’Itinerario promuove la creazione di “Smart Ways”, Itinerari di eccellenza. Una volta identificate le risorse interessanti in termini di  Turismo Sostenibile e Responsabile, Creativo ed Esperienziale nelle aree coinvolte, si procede con la valorizzazione dell’esistente attraverso attività di networking e creazione di filiere integrate  sostenibili in cui la “Via” prescelta funge da connettore di patrimoni, comunità e singoli servizi,  sviluppando un marchio di qualità territoriale, migliorando gli standard di servizio delle aziende e dei territori coinvolti, promuovendo attività di servizi per la fruizione non ancora realizzate al fine di offrire opportunità di formazione e lavoro, in particolare per i giovani (incubatori d’impresa).  Fondamento delle Smart Ways è la partecipazione delle comunità ai processi di valorizzazione del  patrimonio, seguendo i principi della Convenzione di Faro (2005) e degli approcci summenzionati al turismo responsabile, sociale, sostenibile, creativo. Lungo le Smart Ways vengono realizzati degli  hub di percorso denominati Centri di Interpretazione della Rotta dei Fenici, luoghi di contatto tra  comunità e visitatori, incubatori di impresa culturale creativa e turistica, indice delle attività  proposte dal territorio. Obiettivo è la migliore accoglienza dei visitatori e degli ospiti da parte della
cd “comunità ospitante”. Il messaggio che si intende veicolare attraverso l’Itinerario è che  analizzando e partendo dai valori culturali, dalle idee e dal know-how che le antiche civiltà  mediterranee ci hanno lasciato, possiamo migliorare la nostra civiltà euro-mediterranea  contemporanea.”

Chi fa parte della Confederazione Internazionale?

“La Rotta dei Fenici, notando attraverso il patrimonio storico e culturale quanta importanza e forza
avessero in tutti i territori del Mediterraneo le antiche civiltà fenicio-punica, etrusca, greca e
romana, nonché altre autoctone, ha voluto promuovere nel 2011 la costituzione di una Confederazione Internazionale alla quale possono aderire le organizzazioni di carattere  nazionale o sovranazionale rappresentative di reti di soggetti pubblici territoriali, di soggetti privati,  Camere di Commercio, altre entità che riuniscono istanze territoriali che operano per la  valorizzazione del patrimonio culturale e naturale facente riferimento al Mediterraneo e alla civiltà  fenicio-punica, o aventi rapporti storico-culturali con essa, nonché con altre civiltà mediterranee.
L’adesione alla Confederazione Rotta dei Fenici implica in particolare i seguenti obblighi principali:
– promuovere i valori della democrazia e della cooperazione tra i popoli come fondamento per la
convivenza pacifica e civile; – garantire una partecipazione attiva alle attività della Confederazione Rotta dei Fenici (scientifiche,  educative, dialogo interculturale, turismo culturale) e il versamento della quota annuale stabilita
dalla Assemblea Generale dell’Itinerario; – garantire il rispetto dei criteri di ogni Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa (Res – 2010, 52  del Consiglio d’Europa) di seguito elencati:
* Cooperazione in termini di ricerca e sviluppo (attraverso la Rete Internazionale di
Università – IUN)
* Promozione della memoria, della storia e del patrimonio d’Europa e del Mediterraneo
(attraverso Rete dei Musei del Mediterraneo Me.Mu.Net)
* Scambi culturali ed educativi tra i Giovani basati sulla Pedagogia del Patrimonio
* Attualizzazione della Cultura e delle Arti
* Turismo Culturale e sviluppo di pratiche di Turismo Sostenibile e Responsabile.
Ad oggi compongono la Confederazioni Network nazionali di Italia, Spagna, Grecia, Malta, Cipro, Croazia, Albania, Francia,
Tunisia, Libano e Palestina, e Network trasversali come OTIE – Osservatorio Turistico delle Isole Europee, OITS –
Organizzazione Internazionale Turismo Sociale – Europa, GAI – Gruppi Archeologici d’Italia, FEISCT – Federazione Europea Itinerari Storici Culturali Turistici.

Quali i progetti in corso?

“Alcuni progetti europei sono in corso:
– Progetto Trames “smart Tourism Across the Mediterranean Sea” (2019-2021) finanziato  dal Programma COSME 2018 – bando “Sostegno allo sviluppo e alla promozione di prodotti  transnazionali tematici, sfruttando le sinergie tra turismo e industrie culturali e creative”
Partner di progetto:
Timesis srl (Italia)
PleinAir Edizioni (Italia)
La Rotta dei Fenici – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa (Italia)
Camera di Commercio di Xanthi (Grecia)
Top Kinisis T.O. (Cipro)
Città Autonoma di Melilla (Spagna)
Associazione Inizjamed (Malta)
EGA – Entertainment Game Apps Ltd (UK)
– Progetto “FabRoute: digital skills to promote EU Cultural Routes” (2020-2022) finanziato
dal Programma Erasmus+
Partner di progetto: Ass. Atrium, La Rotta dei Fenici, Ass. Eur. Per la Conservazione e
Valorizzazione del Patrimonio Ebraico (Lux), Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Fond.
Cultural Route of the Olive Tree (Gre), Argo snc, Network di Coop. degli Itinerari Europei
dell’Imperatore Carlo V (Spa), Netz-Medien Und Gesellschaft EV Via Regia (Ger). Il progetto ha
l’obiettivo di rafforzare la governance delle Cultural Routes tramite la promozione dei profili
professionali del manager di Itinerario Culturale.
Altri sono stati appena conclusi e di altri si attende l’esito. Inoltre in altri La Rotta dei Fenici è
coinvolta anche se non è partner.”

Come si evolverà la Rotta dei Fenici?

“La Rotta dei Fenici è in continua evoluzione proprio per le sue caratteristiche operative. Si  tratta di realtà dinamiche, vive e fatte del contributo di tutti quelli che vorranno sviluppare il  proprio progetto personale in un contesto che li rappresenta e li può aiutare. A livello di  adesioni internazionali altri Paesi sono in fase di adesione e l’iniziativa con le Americhe  aprono nuovi scenari operativi specie in previsione del dopo Covid19. A livello delle singole  realtà nel 2020 abbiamo verificato un incremento delle richieste di adesione di territori di  diversi Paesi, tra cui l’Italia. In Sicilia numerosi comuni e organizzazioni private stanno  collaborando attivamente e per ognuno di loro svilupperemo strategie territoriali compatibili  con le previsioni fatte con la Regione Siciliana. Dunque possiamo guardare con ottimismo al  futuro.”

Crediti fotografici:

Il nome dell’autore della fotografia di Selinunte è Flavio Leone. Per le altre si può scrivere “Archivio Rotta dei Fenici”.

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