Pachino: Sebastiano Lupo “Pachino, Incontro con la Storia” edito dall’Associazione Studi Storici A. Di Rudinì

Pachino: Sebastiano Lupo “Pachino, Incontro con la Storia” edito dall’Associazione Studi Storici A. Di Rudinì

di Emanuele Gentile
PACHINO – Continua, dunque, l’encomiabile e importante opera del Prof. Sebastiano Lupo tesa ad avere un quadro complessivo della storia di Pachino e di tutte le sue implicazioni nel corso delle varie epoche storiche che si sono succedute. I nostri lettori già conoscono il Prof. Lupo in quanto l’anni scorso ospitammo la recensione al suo libro “Pachino, tra familismo amorale e sub-culture” e la relativa intervista. Oggi, invece, ci occupiamo del suo nuovo libro ossia “Pachino, Incontro con la Storia”. E’ un libro molto corposo. Ben 485 pagine. Il motivo della corposità di tale volume è presto detto. Il Prof. Lupo ha voluto sistemare in maniera organica la sua riflessione su Pachino che sta portando avanti da anni. Una sistemazione posta in essere con rigorosi metodi storiografici e sociologici. In breve, qualsiasi lettore che avrà il piacere di leggere “Pachino, Incontro con la Storia” avrà a disposizione uno strumento più che utile per comprendere la storia di una cittadina collocata all’estremo sud della Sicilia. Il libro è diviso in due parti. Una prima afferisce alla storia antica di Pachino fin dai tempi preistorici interrogandosi – per prima cosa – sulla storia paleografica e geologica del c.d. Promontorium Pachyni su cui si innesta la duplicità naturale del territorio: quella montana e quella marittima. In seguito si approfondiscono le tematiche afferenti agli insediamenti del Paleolitico, del Mesolitico e dell’età dei metalli. In particolar modo l’Età del Bronzo. In questo contesto si inserisce la vicenda della città di Icana nel promontorio di Sichilli a sud dell’omonimo pantano, nell’attuale contrada di Cittadella. Particolare attenzione viene indirizzata altresì sulla viabilità a sud dei fiumi Tellaro ed Eloro nonché l’allocazione del Tempio di Apollo Libistino. Nel proseguo si presentano le tesi portate avanti dalla studiosa Lucia Arcifa riguardante un nuovo paradigma della storia dell’alto medioevo, fino agli inizi della colonizzazione normanna dell’isola. Inizia dopo la parte dedicata alla storia più recente di Pachino. Pertanto, si ricostruisce le vicende storiche di Pachino attraverso la storia degli Starabba che la fondarono nel settecento. Ciò permette all’autore di sviluppare un discorso che affronta varie stagioni in maniera precisa e molto dettagliata. Si ha quasi la sensazione di essere presente. Il che permette al lettore di comprendere appieno l’evolversi della situazione a Pachino dal settecento in poi. Vengono descritte le trasformazioni sociali ed economiche di Pachino dall’uscita dal regime feudale ad un assetto sociale più moderno. I quarant’anni di potere del Marchese di Rudinì vengono vagliati con perizia e forza. Non di meno ciò che accade dopo: il periodo fascista, il secondo dopoguerra, il ruolo della chiesa, l’affacciarsi di sub-culture politica e molto altro. Ogni aspetto è sottoposto a un rigoroso processo di analisi tale da renderci vicino quanto è successo in quel di Pachino. In questa seconda parte l’autore fotografa al meglio la situazione della cittadina retusa non omettendo alcunché Intendo ora riportare alcune parole del Prof. Lupo: “[…] Il libro, pur ribadendo il giudizio fortemente critico dell’azione socio-politica del marchese Antonio Di Rudinì nella sua ultra quarantennale pre-senza sul colle Scibini, cui imputa i ritardi, tuttavia ne riconosce anche i meriti. Le premesse dello sviluppo economico-sociale degli inizi degli anni ’70 del Novecento vanno ricercate proprio in quel fine Ottocento, quando il marchese, proprietario del feudo Scibini, seppe guidare gli agricoltori locali nella complessa opera di riconversione produttiva dell’agricoltura, da seminativa a monocoltura specializzata delle vite. Questo avvenne in un quadro di rapporti di proprietà anacronistici, che scoraggiavano gli investimenti, privilegiavano i contratti enfiteutici e la formazione di piccole proprietà polverizzate senza o con bassa utilità economica. E, tuttavia, il merito storico della riconversione va ascritto paritariamente al Marchese e alla moltitudine di uomini senza terra che, alla fine della seconda guerra, diventeranno il volano economico della società pachinese. […]”.“Pachino, Incontro con la Storia” è un libro da leggere in quanto ha il merito di non isolare la storia di Pachino rispetto a quella provinciale, regionale e nazionale. Insomma, Pachino come “mondo in piccolo” che riflette la storia che la circonda.
Precedenti articoli riguardanti lo stesso autore:

Recensione del libro “Pachino, tra familismo amorale e sub-culture” https://www.radiounavocevicina.it/main/pachino-recensione-del-libro-del-dott-sebastiano-lupo-pachino-fra-familismo-amorale-e-sub-culture-associazione-studi-storici-a-de-rudini/
Intervista all’autore

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