NEL CUORE DI OGNI FIGLIO

NEL CUORE DI OGNI FIGLIO

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Il mio papà è un eroe. Il mio papà è il mio super eroe. Il mio papà è il migliore. Il mio papà è il mio uomo. Il mio papà è il migliore al mondo. 

Il mio papà mi capisce con uno sguardo. Il mio papà sa’ ascoltarmi. Il mio papà gioca con me. Il mio papà mi consiglia, mi supporta, mi spiega

Il mio papà mi ama più di ogni altra cosa. Lui è il migliore al mondo. 

Ma anche: avrei voluto avere un rapporto diverso con mio padre. Avrei voluto un dialogo con mio padre. Avrei desiderato trascorrere del tempo con mio padre. 

Avrei, persino, accettato una sberla dal mio babbo. Avrei voluto anche una sola carezza dal mio papà. Avrei voluto una pacca sulla spalla

Ed ancora: mi sarebbe piaciuto sentirmi dire “bravo figlio mio. Sono orgoglioso di te”, oppure “figlio mio fa’ come ti dice il tuo babbo”. 

E poi: “avrei voluto avere, anch’ io un papà”. Perchè spesso si dimentica di essere padre. Spesso si dimentica di essere madre. 

Ahimè, spesso, questo accade e non per morte.

Sono frasi fatte e di circostanza. Pensieri e pensierini che ci hanno imparato a scrivere fin dai tempi delle scuole elementari quando, puntualmente, ad ogni ricorrenza le maestre ci facevano preparare i lavoretti per la festa x.

Pensieri che, poi, col passare del tempo sono diventati i nostri. Pensieri che sono frutto del rapporto con il nostro papà. Pensieri che si rafforzano e diventano più insistenti, vuoi per la nostra memoria, vuoi per il grande business, il 19 marzo. Oggi: la festa del papà. 

Nei giorni antecedenti ho pensato molto a questo post. Ho riflettuto su moltissimi aspetti. E, indubbiamente, al rapporto tra me e il mio papà. 

Due caratteri forti, fortissimi. Due caratteri opposti (alcuni esempi? Io urlo, lui parla. Io impaziente, lui la pazienza in persona) che si incastrano alla perfezione…per volontà di entrambi. Due personalità genuine ma non ingenue; due cuori grandi. 

Quando parlo del mio grande e grosso papà potrei intingere la penna nel miele (o nella nutella, lui l’adora!) perchè vengono fuori parole dolci, amorevoli e pure, quasi da raggiungere un picco glicemico. 

Funziona così per un buon 90%, poi ci sono l’età, il suo rigore e la sua disciplina che rappresentano quel 10% con cui una figlia come me, vabbè. 

Scherzo papà, lo sai. Così come sai che ti voglio un gran bene; così come sai ogni cosa di me. 

C’è una cosa che però, probabilmente, non sai ma non perchè tu non te ne sia accorto. Non la sai perchè io non te l’ho mai detta.

Infatti preferisco scriverla, forse, mi riesce meglio.

Ti ho guardato e osservato da lontano quando eri chino sulla sedia in silenzio e con i pensieri chissà dove. Ti ho visto tante volte al buio o con la sola luce del pc a cercare soluzioni alle rogne di famiglia. Da quelle di noi figli, a quelle più serie. 

Ti ho sentito al telefono dispiaciuto e preoccupato perchè non mi sentivi tranquilla come avresti voluto. Ma hai sempre creduto in ciò che provavo e vivevo.

Ti ho visto compiere gesti assurdi, seppur pensati a lungo. Ti ho visto piangere. 

Non ti ho mai visto cercare qualcosa da acquistare per te. Non ti ho mai visto prenotare una visita o un viaggio per te. Sempre prima noi, la tua famiglia

Non mi capacito di molte cose. Tante, è vero. Ma sai papà, ringrazio il cielo ogni giorno per avermi donato un papà così. Un papà che mi ha sempre lasciato libera di scegliere e di sbagliare. Un papà che mi ha sempre protetta da lontano. Un papà che mi ha insegnato ad essere umile. Un papà che mi ha più volte, ripetuto e mi ripete tuttora, che il rispetto e l’educazione sono alla base di tutto. 

Perchè tu papà non ti sei mai esposto per la professione, se non col tuo nome e cognome. A te non sono mai importati nè i gradi nè gli encomi (e ne hai ricevuti moltissimi!) se non l’impegno, il sacrificio e i risultati.
Tu papà mi hai insegnato a camminare sempre a testa alta, schiena dritta e petto infuori. Mi hai insegnato, anche, ad accettare le critiche ma ad ascoltare sempre da chi arrivano. Mi hai insegnato a dire: prego, grazie e scusa. Perchè essere grati e riconoscere i propri errori fanno grande un’uomo. 

E poi, mi hai insegnato a sorridere. Sorridere sempre e affidarmi al buon Dio.

Sei un papà galantuomo che è molto più difficile che essere eroi. E se proprio vogliamo tu sarai sempre il mio eroe. Anche quando insisto di aver ragione io e non ti lascio finire di parlare. 

Auguri Papà.

Auguri a tutti i papà del mondo. A chi ha la fortuna di esserlo. A chi lo è dentro. A chi sta per diventarlo. 

E ai figli come me: fate gli auguri ai vostri papà. Sono i nostri papà (nonostante tutto!)

 

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