#LEVANTECANTA VERTIGINE E FIRMA LA COLONNA SONORA DELLA STAGIONE FINALE DI “BABY”

#LEVANTECANTA VERTIGINE E FIRMA LA COLONNA SONORA DELLA STAGIONE FINALE DI “BABY”

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Dopo la voce di Tommaso Paradiso che ha firmato con la sua “Non avere paura” la colonna sonora portante della seconda stagione di “Baby”, sarà Levante con la sua “Vertigine” a raccontare in musica il terzo e ultimo capitolo della serie originale italiana Netflix che ha debuttato il 16 settembre in 190 Paesi.

«Vertigine è il salto nel vuoto dell’incoscienza adolescenziale; l’assenza di paura nonostante il dolore delle prime ferite; sapere di aver perso un pezzo ed essere pronti a perderne altri ancora».

Nella creazione del brano – disponibile da oggi su tutte le piattaforme streaming e negli store digitali – la cantautrice siciliana è stata affiancata dal duo di producer “elettronici” Altarboy, formato da Attilio Tucci e Sergio Picciaredda, che hanno già collaborato in precedenza per le musiche della serie Netflix e che hanno lavorato alla produzione di questo brano insieme ad Antonio Filippelli e Daniel Bestonzo.

«Questa si canta a squarciagola»

Una voce inconfondibile ed un sound che strizza l’occhio al dream pop internazionale dei Beach House, Cocteau Twins e Broadcast. Quello stesso dream pop riproposto in Italia, negli ultimi anni, da Tommaso Paradiso. Non mancano, poi, i riferimenti alla musica italiana degli anni ’80: prima fra tutti Nada con la sua “Amore disperato”. Forte è, infine, il richiamo alla Levante di “Alfonso”, “Memo” e “Sbadiglio” ma anche alla Levante un po’ più matura di “Non me ne frega niente” e “Gesù Cristo sono io”.

Il singolo arriva dopo “Sirene” e, al momento, non sembra anticipare un nuovo album.

«Io rimango qui
Io rimango qui
Che non ho ancora paura
Di dare via la pelle e vivere come stelle e vivere per me»

LEVANTE – “VERTIGINE” (TESTO)

Ho perso tutto, ho perso un po’ di me
su una strada irragionevole.
Andare in giro a cercarmi negli altri
e non trovare un cuore somigliarmi.

Poi ho dato tutto, ho dato tutto a te
senza gloria e senza remore.
Ci siamo stretti negli occhi, negli anni, le mani
perché non sei qui a tenermi.

Che io non so più ridere
e tu mi manchi più di me.

Ed io rimango qui, io rimango qui
che ho ancora il cuore in mano.
Prendetene e mangiatene tutti
sì, dai tutti, esageriamo.

Ho fatto un tuffo, che vertigine.
Mi hai spinto via dentro le lacrime.
Un vuoto al petto, la vetta, l’asfalto
mani in alto, le parole sono armi.

E mi scappa da ridere
che tu mi manchi più di me.

Ed io rimango qui, io rimango qui
che ho ancora il cuore in mano.
Prendetene e mangiatene tutti
sì, dai tutti, esageriamo.
Io rimango qui, io rimango qui
che non ho ancora paura
di dare via la pelle e vivere come stelle
e vivere per me.

Ed io rimango qui, io rimango qui
con questo cuore in mano.
Lasciatemene un grammo
e il resto è vostro, però non esageriamo.
Io rimango qui, io rimango qui
che non ho ancora paura
di dare via la pelle e vivere come stelle
e vivere per me.

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