di Luca Marino
LENTINI – Con una sobria cerimonia commemorativa, alla presenza delle massime autorità civili e militari cittadine e non, associazioni d’arma e combattentistiche, una delegazione del Consolato provinciale dei Maestri del lavoro, la città ha reso omaggio ai caduti di Nassiriya (Iran), ed in particolar modo al caporal maggiore Emanuele Ferraro, nel ventiduesimo anniversario della barbara strage in cui persero la vita ventotto persone, di cui diciannove italiane -dodici Carabinieri, cinque soldati, due civili-, firmata dall’estremismo di matrice islamica che colpì la base militare italiana “Maestrale”. In piazza del Popolo, ai piedi del monumento dedicato a Ferraro, è stata posta una corona d’alloro da parte del comune. A farlo il vicesindaco Giuseppe Vasta, unitamente al papà di Ferraro ed al Capo reparto attività territoriali di Catania dell’Esercito, tenente colonnello Marco Marziano, mentre il picchetto d’onore dell’Esercito rendeva, sugli attenti, gli onori ai caduti. Quindi la benedizione impartita dal cappellano militare don Salvatore Pavia a cui ha fatto seguito la lettura della preghiera per i caduti. Nel suo intervento, il vicesindaco Giuseppe Vasta, a nome dell’amministrazione comunale e della città tutta, ha sottolineato il sacrificio dei caduti, presenti in Iran come operatori di pace, barbaramente trucidati, la cui memoria dev’essere sempre tramandata. Al termine della cerimonia commemorativa, le autorità civili e militari si sono spostate al cimitero, dove Ferraro è seppellito, per la deposizione di un altro omaggio floreale sulla sua tomba. Nella strage di Nassiriya, la città ha pagato un altissimo tributo di sangue se si considera che tra le vittime deve contarsi anche il maresciallo dei Carabinieri Alfio Ragazzi il quale, benchè residente a Messina, era di origini lentinesi.
