LENTINI – “Sono vicino in particolare ai giovani che recentemente sono stati coinvolti nell’agguato a Carlentini. Invito tutti alla preghiera per ringraziare innanzitutto il Signore che ci dona la salvezza e ci guida con il suo Angelo Santo, la Vergine Maria per la sua protezione materna e la sua vicinanza, i Santi Fratelli Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino per la loro intercessione e per il loro sostegno nel cammino della nostra vita”. E’ il messaggio dell’arcivescovo di Siracusa Mons. Francesco Lomanto, che è stato pronunciato al termine della celebrazione Eucaristica di ringraziamento presieduta da don Maurizio Pizzo, parroco della chiesa di Sant’Alfio che si è svolta stasera, nell’ex cattedrale. L’iniziativa della parrocchia Santa Maria La Cava e Sant’Alfio come intenzione il ringraziamento al Signore per aver salvato la vita a tre giovani la cui autovettura è stata fatta, la scorsa settimana, bersaglio da parte di ignoti di ben dodici colpi di arma da fuoco. I fatti, oggetto di serrate indagini da parte delle forze dell’ordine, sono noti: alla base uno scambio di persona a cui i sicari volevano indirizzare le pistolettate. Le modalitĂ dell’agguato e l’esame balistico non lasciano dubbi sulle finalitĂ di chi ha sparato: solo l’intervento dell’Onnipotente ha impedito che tre giovani ragazzi perbene -rei solo di trovarsi nella macchina, al posto e nell’ora sbagliati- finissero crivellati dalle pallottole senza un perchè! Alla Messa di ringraziamento, oltre ai giovani scampati all’agguato, i genitori, amici e associazioni, tra i quali in prima linea i soci dell’associazione Devoti spingitori della vara di Sant’ALfio che si sono stretti attorno a Enzo Cottone, primo spingitore emerito, papĂ di uno dei giovani rimasti illesi, il sindaco di Lentini Rosario Lo Faro, con la fascia tricolore, l’assessore Sebastiano Nardo, in rappresentanza del sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, il comandante della stazione carabinieri di Lentini il luogotenente Silvio Puglisi, un agente della polizia di Stato in rappresentanza del commissariato di polizia, i rappresentanti delle associazioni di Lentini e dei club service e giornalisti presenti. Assenti le istituzioni provinciali. Nell’omelia don Maurizio Pizzo, parroco della chiesa di Sant’Alfio ha sottolineato il momento che la cittĂ sta attraversando. “Ho voluto far leggere oggi un brano del Vangelo – ha detto – perchè qualche giorno fa non solo ai familiari di alcuni giovani, ma anche ad una comunitĂ scossa, sotto shock è capitato di ritrovarsi nel ben mezzo di una tempesta, prima accaduta poi sedata tra sospiri, brividi di paura, singhiozzi, adrenalina a fior di pelle. Forse senza saperlo – mi metto io in prima persona – abbiamo un timoniere invisibile che a volte si addormenta, nei momenti bui sembra sparire, ma poi improvvisamente eccoci ritrovati sani e salvi a riva. Oggi siamo qui per ringraziarlo e perchè no, per svegliarlo, scuoterlo quando la vita sembra quasi fare naufragio. Questo brano del Vangelo ci insegna una cosa difficilissima da ricordare, forse anche da credere. Che nulla è lasciato al caso, che come dice padre Pio ad un giovane ragazzo che lo interrogava, il caso non esiste. Allo stesso tempo siamo poco avvezzi a ringraziare che tutto a volte sembra purtroppo scontato. Ringraziare qualcuno in altor o qualcuno accanto (perchè Dio ti ama attraverso le persone) allora può essere piĂą che un atto dovuto un vuoto interiore spontaneo che ci rende consapevoli di ciò che scontato non è. Un padre ed un madre lavorano tutto il giorno. Dopo fatiche, sacrifici e riunione vanno a dormire senza nemmeno staccare il telefono. Le loro preoccupazioni e il loro affetto per i figli non vanno a dormire, rimangono in dormiveglia. Un figlio una figlia terrorizzati in difficoltĂ li chiamano nel cuore della notte e loro si precipitano. Ringraziano. Un amici porta e lascia a casa un altro amici sano e salvo, ma che un fuoco di proiettili travolge un’auto che non è blindata, non è corazzata. Ringraziano. Domani svegliandoci apriremo gli occhi e un raggio di sole si poggierĂ ancora sul nostro volto e ci darĂ il suo buongiorno. Ringraziamo. Stasera a tavola una seduta non rimarrĂ vuota per sempre a cena. Ringraziamo. Domani mattina alzandoci vedremo il letto di nostro figlio/figlia come sempre in disordine al solito loro! Ringraziamo. Domani a pranzo e cena il telefono squillerĂ ne noi sentendo la solita voce che dice: papĂ – mamma oggi non vengo a pranzo, continueremo a dire: questa casa non è un albergo! Ringraziamo. Saper ringraziare è un inno di lode e un atto di profonda umana maturitĂ . E certi episodi possono si stravolgerti la vita in pochi attimi, ma posso anche darti una lezione di vita, possono lasciarti nel cuore un dono da prendere in consegna: la consapevolezza. Che la vita esiste, che tu ci sei, che è un miracolo che accade e continua ad accadere lo stesso. Che è un tesoro da custodire in vasi di cristalli. Da spendere, da triplicare per gli altri, per lasciare il mondo piĂą bello, piĂą ricco, migliore di come l’abbiamo trovato. La consapevolezza di sentirsi vivi e sentire ancora piĂą preziosa e piĂą vicina la persona che ci stanno accanto e che ogni giorno è un regalo nuovo che viene dato. La consapevolezza di sentirsi liberi e assaporare la libertĂ con l’aria che respiriamo. Ma allo stesso tempo abbiamo il dovere e il compito di sostenere quelle persone il cui telefono dopo una tragica notizia non squilla piĂą. Il cui letto della stanza del proprio figlio – figlia da quel giorno è rimasto sempre uguale, quella sedia a tavola in un’atmosfera di silenzio assordante è rimasta vuota per tutto il resto dei giorni. Cosa dire a queste persone? Cosa fare per loro? Esserci. Piangere con loro pensando che nessuna lacrima finisce nel nulla o va sprecata. A coloro che portano una croce ricordate per favore la frase del Vangelo: da Mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. E’ quello il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra. Dalle 12 alle 3 del pomeriggio. E dopo ci sarĂ la rimozione forzata di tutte le croci . Una permanenza piĂą lunga sarĂ considerata abusiva anche da Dio. Ai tutori dell’ordine pubblico, a coloro che rimangono, che hanno un compito da assolvere, che sentono di avere un angelo in cielo o a cui ne è rimasto qualcuno in terra: non tirate mai i remi in barca, non cedendo mai alla tentazione di dire: non ne vale la pena! Non rassegnatevi di fronte a certi clamori, non sottostate alla logia del “cosi vanno le cose”. Perchè la vita è un’opportunitĂ da cogliere, attimo per attimo che accade e un frangente di eternitĂ e non si ripete. Il tempo che si può perdere non torna piĂą. E’ un sogno/realtĂ . Una sfida da affrontare, non da schivare. Un dovere da compiere. Un mistero tutto da scoprire (Madre Teresa di Calcutta). Da oggi in poi forse piĂą di ieri.”. A conclusione della Messa tutti si stringono ai ragazzi presenti e alle famiglie per far sentire il calore e l’abbraccio di una comunitĂ viva che condanna tutti gli atti di violenza. L’arcivescovo di Siracusa Mons. Francesco Lomanto, nel suo messaggio inviato alla comunitĂ e alle famiglie colpite, ha affidato tutti i presenti all’intercessione dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino. Poi lancia un appello, senza se e senza ma, alle istituzioni provinciali – assenti alla Messa. “Chiedo alle istituzioni, alle societĂ , alle associazioni – ha scritto l’arcivescovo – e ai gruppi vari di fare rete per unire le nostre forze nel formare le coscienze agli alti ideali di vita, al rispetto di tutti, alla solidarietĂ e al bene comune. Tutti, ciascuno per la sua parte, siamo chiamati a costruire la civiltĂ dell’amore mirando ad un maggiore senso dell’identitĂ locale che esige amore, corresponsabilitĂ , rispetto e cultura. Per questo vi invito a invocare l’aiuto dei Santi Fratelli Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino con la preghiera che qualche anno fa ho consegnato a tutta la comunitĂ ecclesiale e cittadina”. I familiari ringraziano tutti i fedeli che hanno partecipato alla Messa di Ringraziamento. “Ho provato una forte delusione per l’assenza delle Istituzioni – ha detto Enzo Cottone, papĂ di uno dei giovani scampati all’agguato, molto provato in questi giorni per l’accaduto – . A parte delle AutoritĂ locali non vi erano quelli con incarichi Istituzionali, quali il Prefetto, con tanto di invito alla messa di ringraziamento celebrata in Chiesa Madre. Stasera ho avuto la sensazione che lo Stato sia distante, lento, assente difronte ai bisogni concreti, alle emergenze e alle richieste di tutela della comunitĂ tutta. Immensa gratitudine alla comunitĂ religiosa tutta, ad amici e parenti che si sono stretti in una profonda solidarietĂ con le famiglie dei ragazzi coinvolti nella sparatoria di mercoledì scorso. Un ringraziamento particolare al parroco, don Maurizio. Nella sua omelia ci ricorda di ringraziare ogni giorno il Signore per i figli che ci ha donato, aiutandoli giorno dopo giorno nella quotidianitĂ della vita. Il messaggio pervenuto dal nostro caro Arcivescovo Francesco Lo Manto è stato di grande aiuto per tutti noi ricordandoci di rimetterci sempre in preghiera, soprattutto nei momenti di difficoltĂ . La celebrazione eucaristica si è conclusa, prima delle benedizione finale, con la preghiera composta dall’arcivescovo Lomanto:
O gloriosi santi fratelli martiri
Alfio, Filadelfo e Cirino,
che con fede viva,
speranza certa e caritĂ perfetta,
avete donato la vita a Cristo
fino alla prova suprema del martirio,
convertendo i cuori dei soldati
e operando grandi prodigi,
guidateci sulla via della veritĂ ,
del bene e della giustizia,
illuminate le nostre scelte di vita
per corrispondere al dono della vocazione;
infondete in noi l’amore di Dio
per affrontare le alterne vicende di ogni giorno;
proteggete la nostra comunitĂ
e la Chiesa di Siracusa
nelle sfide dei tempi e nella ricerca di santitĂ ;
intercedete per la pace nei cuori,
nelle famiglie e nel mondo;
donateci il vostro coraggio creativo
e la grazia che il nostro cuore desidera;
aiutateci a camminare insieme
per costruire un futuro da fratelli. Amen!
