Lentini, morte delle due donne, segni di aggressione sui corpi. L’indagato si difende: “Io non c’entro nulla”

Lentini, morte delle due donne, segni di aggressione sui corpi. L’indagato si difende: “Io non c’entro nulla”

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LENTINI –  Avrebbe rigettato le accuse mosse dai magistrati della Procura della Repubblica di Siracusa Adriano Rossitto, 38 anni, titolare dell’agenzia delle pompe funebri di Lentini, l’unico indagato per la morte di  Lucia Marino, 56 anni, e Francesca Oliva, 80 anni, madre e figlia, trovate senza vita, rispettivamente nell’abitazione di via Gorizia, 123 e nel garage di via Murganzio, utilizzato dal titolare come deposito.  Il trentottenne, difeso dall’avvocato Giuseppe Cristiano  è stato fermato  per omicidio ed occultamento di cadavere.  Adriano Rossitto, nel corso dell’interrogatorio di convalida davanti al gip del Tribunale di Siracusa, Carmen Scapellato, ha rigettato la ricostruzione dei carabinieri e della Procura di Siracusa, che, però, dall’esito dell’autopsia  sulle salme, eseguita dal medico legale, hanno appreso della presenza sui corpi delle vittime di elementi riconducibili ad un’aggressione. La ricostruzione dell’uomo, che ha sempre negato ogni accusa, non ha mai convinto gli inquirenti. Due, in particolari, gli elementi che contraddicono  il titolare dell’agenzia delle pompe funebri: le immagini delle telecamere nella zona del delitto, che hanno ripreso l’uomo e l’anziana e il deposito di via Murganzio utilizzato come deposito delle bare. Nelle prossime ore è attesa la decisione del gip sulla convalida della misura cautelare nei confronti del 38enne, che, ieri mattina, è stato accompagnato in cella, nel carcere di Cavadonna, a Siracusa. Intanto continuano le indagini dei carabinieri della stazione di Lentini e del nucleo operativo della compagnia di Augusta, guidati dal maggiore Stefano Santuccio e dei militari del Ris di Messina che hanno passato a setaccio l’abitazione delle due donne, il garage – deposito e le due abitazioni private dell’indagato. Sono state anche sottoposte a sequestro le automobili del titolare dell’agenzia pompe funebri.  Sul risultato delle indagini, vige il massimo riserbo sulle indagini coordinate dal Procuratore capo Sabrina Gambino.  Le due salme rimarranno a disposizione della magistratura per ulteriori accertamenti.

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