Lentini, mercoledi prossimo convocato il consiglio comunale per discutere e votare la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Lo Faro

Lentini, mercoledi prossimo convocato il consiglio comunale per discutere e votare la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Lo Faro

di Luca Marino
LENTINI – E’ stato diramato ieri l’invito di partecipazione alla seduta del Consiglio comunale, convocato dal presidente del civico consesso, l’avvocato Alessandro Vinci, per le ore 19 di mercoledì prossimo, 18 febbraio, presso la sala udienze del Palazzo di giustizia di via Caltanissetta. All’ordine del giorno dei lavori, la discussione e la successiva votazione della mozione di sfiducia, che sette consiglieri comunali hanno protocollato lo scorso 23 gennaio, nei confronti del sindaco, avvocato Rosario Lo Faro. In consiglio comunale, dei sedici consiglieri eletti, ben tredici sono all’opposizione: sulla scorta dei numeri e delle dichiarazioni, il destino del primo cittadino lentinese sembrerebbe essere segnato. Ma i corsi e ricorsi della politica lentinese devono indurre a non dare, se non a votazione conclusa, nulla per scontato. Ad inizio della Quaresima, Lentini, dunque, saprà se inizierà il percorso “penitenziale” della gestione commissariale che traghetterà la città ad elezioni amministrative anticipate già nella sessione primaverile programmata, oppure se, riuscendo Lo Faro a schivare la mina della sfiducia, si andrà al voto a naturale scadenza della sindacatura, cioè l’anno prossimo. Non mancano, a dire il vero, nè le illazioni, nè gli aspiranti candidati a sindaco, già arrivati -a dar credito a chi fa politica ‘politicante’- a quattro, cinque, con un centrodestra -o tale presunto- che rischia di arrivare all’appuntamento elettorale anticipato con profonde divisioni al suo interno che, inevitabilmente, finirebbero per avvantaggiare il fronte avversario. In attesa di certezze, con un Comune assediato dai creditori e bloccato dai pignoramenti promossi, con il personale in stato di agitazione per il mancato pagamento degli emolumenti di gennaio ad oggi e gli operatori dell’impresa appaltatrice del servizio di nettezza urbana sul piede di guerra per lo stesso motivo, sfugge alla cittadinanza quale sia, ammesso che ci sia, il progetto politico-amministrativo seriamente e praticamente alternativo al cupio dissolvi che ha pervaso la politica ‘politicante’ cittadina, che appare priva -fatte salve poche eccezioni- di reale ed autonoma capacità di analisi e gestione. Vizio vecchio in questa città, considerata solo terra di conquista di voti da parte di quei politicanti per i quali la provincia di Siracusa, risalendola da Rosolini finisce al bivio di Augusta o di Melilli.