di Luca Marino
LENTINI – “Bis in idem”! Non pago l’ampio fronte avverso al sindaco, avvocato Rosario Lo Faro, della debacle subita il 18 febbraio quando alla resa dei conti in consiglio comunale la mozione non è stata approvata, eccone arrivare una seconda, regolarmente presentata e protocollata nella tarda mattinata di ieri. Porta le firme di nove consiglieri comunali: Vasta, Greco, Bosco Santocono, Reale, Cunsolo, Campisi, Landro, Consiglio e Perricone. Tre pagine per ribadire, in buona sostanza, quanto già scritto nella prima mozione ed aggiungere l’elencazione “di ulteriori fatti amministrativi molto gravi che stanno creando danni al Comune ed alla Città” avvenuti successivamente: il blocco (superato) della tesoreria comunale, il ritardato pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio dei dipendenti comunali, lo stato di agitazione dei netturbini, la pubblicazione di un avviso pubblico per la selezione di personale esterno a tempo determinato senza aver valutato eventuali professionalità interne all’ente. Da tutto ciò la necessità di presentare la nuova mozione che, addirittura, come scrivono i firmatari, sarebbe invocata dai cittadini al fine di arrivare alle urne già nella prossima primavera evitando così “che, protraendosi questo stato di cose, possano nascere forme di protesta pericolose per la serenità e la sicurezza della comunità”. Al di là ed al netto di enfasi e retorica allarmistica, si va davvero allo scontro finale con l’occhio necessariamente puntato al calendario in quanto, ove dovesse passare la nuova mozione di sfiducia, i tempi di campagna elettorale sarebbero quelli strettamente tecnici legati alla presentazione delle candidature e delle liste collegate a ciascun aspirante sindaco. I problemi sono sempre gli stessi: passerà, stavolta, la mozione di sfiducia? E se sì, gli schieramenti con quale autorevolezza politica si presenteranno al giudizio degli elettori lentinesi? In consiglio comunale, che giorno 5 si riunirà per eleggere il nuovo presidente dell’assise dopo le dimissioni dalla carica dell’avvocato Alessandro Vinci, servono dieci voti per poter deliberare la decadenza di Lo Faro e tutto può ancora succedere, anche per la dialettica e le dinamiche interne che negli schieramenti iniziano ad emergere. Insomma, pure in vista di questo secondo voto di sfiducia, dare tutto per scontato sembra un azzardo. “No comment”, per ora, da parte del sindaco: non parlare, però, non significa stare inermi a guardare. Anche perchè -è cronaca recente- i capitomboli consiliari possono essere sempre dietro l’angolo.
