Lentini, intervista a Giuseppe Cardello in riferimento al progetto “Li Tri Santi”

Lentini, intervista a Giuseppe Cardello in riferimento al progetto “Li Tri Santi”

La nuova opera di Giuseppe Cardello e di Salvatore Amore ha mosso a commozione non soltanto chi ha scritto la recensione, ma tutti quelli che l’hanno ascoltata. Una grazie di Dio, oso chiosare. Da qui la necessità di intervistare Giuseppe per conoscere di più su questo meraviglioso e magnifico progetto.

Possiamo considerare “Li Tri Santi” come il CANTO DI LENTINI?

“La città di Lentini è da sempre intimamente legata al culto di sant’Alfio e dei suoi fratelli, una devozione che va certamente oltre la fede e i simboli religiosi, legame popolare che ogni anno si rinnova. “Li tri Santi” è tutto questo, è un atto di fede, è festa popolare, è l’espressione di un’intera città e del suo amore verso i suoi santi fratelli.”

Com’è sorta l’idea di redigere e progettare un’opera culturale così impegnativa?

“L’opera ci fu “commissionata” nel lontano 2003 da don Claudio Magro, allora parroco della Chiesa Madre, per ricordare i 1750 anni dal martirio dei tre Santi. In un primo momento la nostra idea era quello di un semplice spettacolo popolare da cantastorie; man mano che con Salvo Amore intrecciavamo versi e musiche, prendeva forma un’opera più complessa, corale. Decidemmo così di mettere in scena, con una buona dose di incoscienza, un musical, con la pubblicazione letteraria e musicale.”

La base di “Li Tri Santi” è il libro “Passio” di monaco Basilio. Ma come siete riuscti a modernizzare il culto dei Tre Santi?

“Siamo partiti dai testi tramandati per raccontare un percorso di umane vicende, intrecciando storia e leggenda con la festa più cara ai lentinesi, un copione che scorre a doppio binario e che riesce a rappresentare culto e fede senza tempo che nel tempo si rinnovano sempre. Ecco la modernità!”

Al progetto hanno lavorato molte persone. Come sono state coordinate e si sono coordinate?

“Sicuramente un lavoro complesso e molto impegnativo che ha coinvolto più di trenta persone.
Io e Salvo Amore abbiamo lavorato ai testi e alle musiche e alla struttura complessiva dell’opera. Alida e Isabella Balcone hanno preparato i cantanti che si sono inseriti ne La Compagnia d’Encelado Superbo, assieme al coro e al corpo di ballo. Possiamo dire una regia a più mani che nel marzo del 2003 riuscì a mettere in scena al teatro Odeon di Lentini un’opera grandiosa, esaltante per l’intera città. Successivamente ci siamo avvalsi anche del contributo artistico di Laura Odierna e di Salvo Romania”

Quale messaggio vuole trasparire dai testi. Testi molto aulici e diretti nello stesso tempo.

“Ho voluto raccontare, alla maniera del “cunto” poetico e popolare, una storia di umane vicende, tre giovani spaventati e sofferenti che andavano incontro alla morte sostenuti solo dalla fede; paradossalmente, i luoghi del martirio sono diventati le strade di Lentini illuminate a festa, al suono della banda e ai sapori di torrone e zucchero filato!”

Quali connessioni fra i testi e le figure incluse ne “Li Tri Santi”?

“Abbiamo chiesto al pittore Alfio Russo, collaborato da Filadelfo Emanuele e Filadelfo Innao, di rappresentare in un grande telone da cantastorie i quindici momenti del nostro progetto: è riuscito a regalarci un’opera straordinaria, emozionante, suggestiva, che utilizziamo nei nostri spettacoli e che è conservata nella sagrestia della Chiesa Madre di Lentini.”

In che modo la musica enfatizza il contenuto dei testi?

“Con Salvo Amore lavoriamo da più di venticinque anni intrecciando versi e musiche per i progetti de La Compagnia d’Encelado Superbo. Abbiamo rimesso assieme, noi prima di tanti altri in Italia, poesia e musica, per un viaggio comune che ha sfidato tempo e luoghi, per raccontare in maniera nuova la nostra terra, i nostri sogni, le nostre ansie, la nostra voglia di futuro.”

Possiamo definire “Li Tri Santi” come un’opera completa e globale?

“Sicuramente “Li tri Santi” è un’opera unica nel suo genere, moderna pur affondando le radici nella grande tradizione popolare, patrimonio dell’identità di un’intera città. In questo senso sì, è un’opera completa e globale.”

Come dicevo nella prima domanda “Li Tri Santi è il CANTO DI LENTINI, ma di quale Lentini…. La Lentini storica esiste ancora?

“Che Lentini stia vivendo una grave crisi economica e culturale è inutile nasconderlo. Però Lentini può rinascere proprio attingendo alla sua storia. E l’amore per i tre Santi e i luoghi ad essi legati può essere punto di partenza per una nuova luce.”

Quale il messaggio che si vuole veicolare mediante la pubblicazione di “Li Tri Santi”…che Lentini è ancora viva?

“Con la pubblicazione della nuova edizione a colori de “Li tri Santi” abbiamo voluto dimostrare che la città è viva, ancora c’è nelle cose che per lei contano. Il grande riscontro fin qui ricevuto è la conferma che avevamo ragione.”

Grazie di cuore Giuseppe per tutti i regali che stai dando alla tua e nostra Lentini. Sei un dono impagabile per la comunità leontina.

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