di Luca Marino
LENTINI – La benedizione del parroco della chiesa madre don Maurizio Pizzo, il taglio del nastro da parte del sindaco avvocato Rosario Lo Faro, il concerto di Mario Incudine e Pippo Cardello hanno sugellato, ieri mattina, l’inaugurazione dell’anfiteatro di via Roma che, a breve, diventerà “Cortile Giovanni Falcone”. Una storia -bella!- di rigenerazione urbana di un angolo malmesso del centro storico cittadino che merita d’essere raccontata e sottolineata, anche perchè parte da lontano, in quanto l’alto muro di cinta del cortile interno del plesso comunale che ospita diversi uffici comunali -l’ex convento dei padri Carmelitani- è stato abbattuto, con il contemporaneo risanamento della piccola via Italia che unisce, pedonalmente, via Roma a via Conte Alaimo.
Il dislivello tra la sede stradale ed il cortile è stato ‘reinterpretato’ con la creazione di una sorta di anfiteatro che di fatto collega i due diversi spazi, valorizzando anche il plesso che ospita gli uffici comunali, sulla parte di uno dei quali è stato realizzato dall’artista Giulio Grock con la cooperativa “Badia last & found”, grazie alla Fondazione “Federico II”, un grande murale che effigia il giudice Giovanni Falcone che a Lentini, nel 1965, iniziò la sua carriera in magistratura. “Sono orgoglioso -ha detto il sindaco, prima di tagliare il nastro inaugurale- di consegnare quest’opera alla città che, intervento dopo intervento, vogliamo sempre più rivitalizzare: il prossimo passo, la riapertura, sperò già la prossima settimana, di villa ‘Gorgia'”. L’intervento realizzato parte da un bando a cui la precedente amministrazione comunale aveva partecipato e che l’attuale ha portato a termine, grazie ai fondi messi a disposizione dal Pnrr. L’open space -il progetto è dell’ingegnere Francesco Vacante- ed il murales realizzati, sono anche una scommessa a che il bello possa riuscire a vincere tutto ciò che teppismo ed ignoranza sono in grado di deturpare quasi subitaneamente. Alla cerimonia di ieri mattina hanno presenziato molti cittadini, gli assessori e diversi consiglieri comunali, in una giornata dove -a dispetto delle previsioni metereologiche- un caldo sole ha fatto il mattatore. Sul marciapiede di via Roma, un collage fotografico, curato dalla famiglia Caruso che di fronte al ‘muro caduto’ ha un’attività commerciale, per ricordare non solo “il prima” ma anche la genesi dell’idea che poi ha fatto da filo conduttore all’intervento. Occorrono i lustri, servono i soldi, ma le idee buone, alla fine, la loro valenza riescono a farla “pesare”. Se sempre si riuscisse a poterlo farlo, senza dover necessariamente aspettare un secondo Pnrr, il volto di Lentini tornerebbe a sfavillare!
