LENTINI – I genitori degli alunni che frequentano l’Istituto Comprensivo “G. Marconi” hanno inviato una lettera di diffida nei confronti del sindaco Rosario Lo Faro. La lettera a firma del presidente del comitato dei Genitori arriva dopo il crollo dell’intonaco dal soffitto di un’aula al primo piano, che ha reso inagibile l’ala dell’edificio. Al centro della protesta c’è la decisione di trasferire gli studenti della scuola media presso i locali del Liceo Classico “Gorgia”, con turni pomeridiani (dalle 15:00 alle 19:45) a partire da domani. I genitori sottolineano come il trasferimento forzato non sia una soluzione accettabile a lungo termine. I turni pomeridiani, infatti, stravolgono la vita delle famiglie e il diritto allo studio dei ragazzi, impedendo lo svolgimento di attività extra-scolastiche, sport e compiti a casa in orari consoni.”Tale soluzione provvisoria arreca gravi e oggettivi disagi sotto il profilo organizzativo e logistico,” si legge nel documento. Intervento immediato: Esecuzione dei lavori di controsoffittatura e messa in sicurezza del primo piano (aule e corridoi).Tale soluzione provvisoria arreca gravi e oggettivi disagi a tutte le famiglie degli alunni coinvolti, sia sotto il profilo organizzativo che logistico, stante la fascia oraria pomeridiana imposta e la distanza dalla sede naturale di frequenza; la proprietà e la manutenzione straordinaria dell’edificio scolastico sono di competenza dell’Amministrazione Comunale, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e di studio”. I genitori hanno chiesto il ripristino delle lezioni in orario antimeridiano presso la sede naturale della Marconi”. La diffida è stata inviata, alla prefettura di Siracusa, al dirigente scolastico e all’ufficio scolastico provinciale. Intanto la dirigente scolastica Mariella Cristiano ha informato i genitori sottolineando l’impegno del consiglio d’istituto. “Desidero ringraziare il Consiglio d’Istituto per l’alto senso di responsabilità e la fiducia posta nelle soluzioni proposte – ha scritto-. Sono consapevole dei sacrifici che saranno costretti a fare le ragazze e i ragazzi, le famiglie e i docenti. Come ho avuto modo di dire, fare lezione il pomeriggio e in un altro istituto non è certo piacevole ma è stata l’unica soluzione possibile in grado di garantire il diritto allo studio in sicurezza”.
