La relazione-reazione alla Natura e la scrittura puramente oggettiva

La relazione-reazione alla Natura e la scrittura puramente oggettiva

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-“La fretta. Quella eccitatissima perversione di vita: la necessità di compiere qualcosa in un tempo minore di quanto in realtà ne occorrerebbe”

( E. Hemingway )

  • “ La prima e l’ ultima cosa che devi fare in questo mondo è andare avanti senza che ti schiacci “ ( “ The first and final thing you have to do in this world  is to last it and not be smashed by it” )
  • ( E. Hemingway )

 

Giornalista americano del Kansas City Star, nel 1917 inizia la sua carriera da scrittore.

Nel 1954 riceve il Premio Nobel per la Letteratura ma, nel 1961 decide di porre fine alla sua vita, in quanto a causa della sua depressione non riesce a far fronte al suo malessere fisico, nonostante i suoi concetti di forza e coraggio da lui tanto esaltati.

 

Il suo stile di “Scrittura puramente oggettiva”, cioè libera da giri di parole inutili, gli permette di mostrare nella maniera più pulita possibile, il suo amore per l’ambientazione esotica e per le situazioni estreme, dove le azioni violente rivelano le virtù più importanti: il coraggio, il cameratismo e la resistenza.

Per Hemingway, scrivere era un modo per capire la propria identità, poiché riversava la sue esperienze di vita nella sua prosa. Proprio per questo, egli crea uno stile essenziale caratterizzato da una semplice sintassi, da un linguaggio colloquiale, da dialoghi concisi e brevi descrizioni di paesaggi.

Anche i suoi personaggi sono stati rivelati da lui, ma attraverso dialoghi che evocano solo stati d’animo, evitando la profonda introspezione o l’analisi dei sentimenti personali e delle sensazioni dei personaggi, così come piaceva fare al suo amico James Joyce.

 

Diversa interpretazione del rapporto fra Natura e Uomo

 

La sua esperienza con la Natura durante la sua infanzia, nasce dalla sua passione per la caccia e la pesca. Ma questi sport sono visti da Hemingway , come un momento di lotta e scontro con la Natura, in cui l’uomo è ricompensato per le lotte che sostiene con abilità e coraggio.

In questa lotta, la vita e la morte sono rappresentate come forze misteriose trainanti dell’esistenza.

In questo contesto di Natura e realtà, l’uomo avrebbe il controllo degli eventi, attraverso una serie di azioni da lui scelte.

Al di là di queste azioni, non ci sarebbe che il nulla.

Un’ interpretazione piuttosto singolare del rapporto Natura-Uomo che riconduce all’eterno dilemma leopardiano “Natura Benigna o Natura Matrigna”.

Oggigiorno, l’uomo moderno, per quanto ambizioso e combattivo si mostri nella sua realtà, manifesta sempre l’esigenza di porsi i quesiti, fermarsi sulle riflessioni e imparare dalla vita.

Tutto ciò che rappresenta la bellezza della Natura e la bellezza della Terra, magari vissuto come “confort zone”, vale la pena difenderle e proteggerle.

Hemingway ha piena consapevolezza di ciò, vede la Natura come setting per dimostrare la forza e il coraggio di difendere qualcosa di talmente grande e prezioso, per cui vale la pena lottare con spirito di sopravvivenza, con onore e dignità.

Certamente, la vita dell’uomo è sottoposta a delle prove, la vita vissuta come una lotta contro il tempo e lo spazio ma…all’ interno di tutto questo vortice, probabilmente, l’uomo moderno non ha acquisito la totale consapevolezza che ci potrebbe essere ancora un’ altra possibilità, un’ altra occasione per  riscattare ciò che più di prezioso abbia mai ricevuto come regalo: la Vita.

 

All’ interno del suo concetto di vita combattiva, Hemingway crea un “eroe”, simile a sé stesso, un “ Outdoorman”. Non è un primitivo ed è particolarmente sensibile al dolore inflitto dal mondo caotico in cui  vive.

In contrasto a questa figura, inserisce il cosiddetto “ Code hero”, così chiamato perché  capace di vivere al di sopra degli standard dell’ essere umano comune.

Egli è particolarmente coraggioso, poiché affronta anche le situazioni più difficili in maniera rispettabile e dignitosa.

Allora, l’uomo moderno è di nuovo tirato in ballo, poiché dovrebbe vivere la vita, creando un equilibrio fra l’essere consapevoli della necessità di creare uno spazio vitale adeguatamente protetto e  la possibilità di affrontare la vita  con coraggio e dignità .

Un quesito sorge spontaneo: Esiste davvero questo prototipo perfetto di “ Human hero”?

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– “Haste. That very excited perversion of life: the need to accomplish something in less time than it actually takes ”

(E. Hemingway)

– “The first and final thing you have to do in this world is to last it and not be smashed by it”

– (E. Hemingway)

 

American journalist of the Kansas City Star, in 1917 he began his career as a writer. In 1954 he received the Nobel Prize for Literature but, in 1961 he decided to put an end to his life, as due to his depression he was unable to cope with his physical discomfort, despite his concepts of strength and courage so much exalted by him. .

His style of “purely objective writing”, that is free from unnecessary turns of words, allows him to show in the cleanest way possible, his love for the exotic setting and for extreme situations, where violent actions reveal the most important values: courage, camaraderie and endurance.

 

For Hemingway, writing was a way to understand his own identity, as he poured his life experiences into his prose. Precisely for this reason, he creates an essential style characterized by a simple syntax, by a colloquial language, by concise dialogues and short descriptions of landscapes.

His characters were also revealed by him, but through dialogues that evoke only moods, avoiding deep introspection or analysis of the personal feelings and sensations of the characters, as his friend James Joyce liked to do.

 

Different interpretation of the relationship between Nature and Man

 

His experience with nature during his childhood stemmed from his passion for hunting and fishing.But these sports are seen by Hemingway as a moment of struggle and confrontation with Nature, in which man is rewarded for the struggles he sustains with skill and courage.

In this struggle, life and death are represented as mysterious driving forces of existence.

In this context of Nature and reality, man would be in control of events, through a series of actions chosen by him.

Beyond these actions, there would be nothing but nothing.

A rather unique interpretation of the Nature-Man relationship that leads back to the eternal Leopardian dilemma “Benign Nature or Stepmother Nature”.

 

 

 

Certainly, the life of man is subjected to tests, life lived as a struggle against time and space but … inside all this vortex, probably, modern man has not acquired the total awareness that there could be yet another possibility, another opportunity to redeem what most precious has ever received as a gift: Life.

 

Within his concept of a combative life, Hemingway creates a “hero”, similar to himself, an “Outdoorman”. He is not a primitive and is particularly sensitive to the pain inflicted by the chaotic world he lives in.

In contrast to this figure, he inserts the so-called “Code hero”, so called because he is able to live above the standards of the common human being.

He is particularly courageous, as he faces even the most difficult situations in a respectable and dignified manner.

So, modern man is once again brought up, because he should live life, creating a balance between being aware of the need to create an adequately protected living space and the ability to face life with courage and dignity.

A question arises spontaneously: Does this perfect prototype of “Human hero” really exist?

 

 

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