La Bella e la Bestia: una lettura sociolinguistica nel volume di Rossana Rosa Di Grazia

La Bella e la Bestia: una lettura sociolinguistica nel volume di Rossana Rosa Di Grazia

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“Ho sempre amato la storia de La Bella e la Bestia, fin dal primo momento in cui ne fui a conoscenza. Era Natale 1991 quando la Disney la raccontò magistralmente al grande pubblico. È una storia antica come il tempo: l’idea di andare oltre le semplici apparenze, proprio come fa la protagonista Belle, è un argomento che vale sempre la pena riprendere”: a parlare è Rossana Rosa Di Grazia, autrice di “The Beauty and the Beast: a sociolinguistic analysis”.

Rossana Rosa Di Grazia è un’emergente scrittrice italiana, laureata e specializzata in Lingue per la Cooperazione Internazionale dell’Università di Catania. Insegna inglese e spagnolo privatamente e inoltre collabora con alcuni giornali. Da sempre appassionata di lingue straniere e traduzione, i suoi interessi principali sono l’insegnamento, che considera una missione, e i viaggi. La curiosità è ciò che le ha permesso di acquisire una buona conoscenza delle lingue e delle relazioni umane, al punto da iniziare a trascriverla.

“Quest’opera è tratta dalla mia tesi di laurea specialistica, che io volli fortemente scrivere per intero in lingua inglese. Di base, si trattava di una analisi linguistica; di fatto, il fine della tesi era mostrare l’evoluzione della lingua inglese in America e la standardizzazione della lingua americana negli Stati Uniti. Scelsi questo argomento perché il nuovo live-action La Bella e la Bestia del 2017, aveva un cast quasi interamente di origine britannica. Il film d’animazione (il cartone animato, per intenderci) che uscì nel 1991, invece, era stato doppiato da attori americani. È qui che la mia analisi diventa sociolinguistica: entro nel mondo Disney e, più genericamente, nel mondo della logica del doppiaggio e delle caratteristiche dei personaggi”.

Prosegue ancora: “Questo libro nasce con l’intento di fornire un’opera unitaria della storia La Bella e la Bestia. Un altro obiettivo è stato dimostrare che un prodotto già finito e confezionato da secoli può essere soggetto a innumerevoli interpretazioni. Non ci sono limiti all’interpretazione. Il mio obiettivo è che i lettori possano rivisitare e reinterpretare non solo un prodotto Disney, ma anche qualsiasi prodotto. È importante risvegliare lo spirito critico della società, cosicché si possano forgiare cittadini critici, ovvero persone che siano in grado di pensare in modo critico, con le loro menti”.

E poi aggiunge: “È auspicabile che, dopo aver letto questo libro, il lettore non potrà più vedere un film, leggere una poesia o ascoltare a una canzone senza ripensare alle parole qui scritte”. Ma chi sono le Belle di oggi? L’autrice, a tal riguardo, spiega:Le donne di oggi, le Belle della società, si sposano per amore, sono donne laureate e che spesso fanno carriera; amano leggere, viaggiare, scoprire il mondo. Hanno dunque raggiunto un livello di scolarizzazione e educazione che permette loro di riconoscere già da lontano i Gaston e di tenerli accuratamente alla larga. Le Belle odierne sono diventate brave (almeno così sembra) a scegliersi il proprio Principe e a non accontentarsi più di ciò che passa il convento”.

L’autrice Rossana Rosa Di Grazia

“Il Principe odierno – prosegue l’autrice- è un Principe non solo di bell’aspetto, ma è anche gentile, buono, abbastanza colto, pieno di interessi e coinvolge la propria partner in numerose attività. Per tutti questi motivi, la Belle di oggi si sente la ragazza più fortunata del pianeta perché ama un Principe paragonabile a quello delle fiabe; un Principe che la ricambia. Belle crede di aver trovato l’amore e il suo castello fatato e perfetto. Ma, improvvisamente, accade qualcosa che nessuno si aspettava. L’incantesimo viene spezzato e la fiaba perfetta viene brutalmente interrotta. Cosa succede? Il Principe, che è sempre stato perfetto, cambia radicalmente e si trasforma nella più feroce delle Bestie. Una Bestia narcisista, senza dubbio un esemplare di uomo che sta prendendo sempre più piede nella società contemporanea. Com’è potuto succedere? Perché Belle non se ne è accorta?”. 

“A questo punto Belle, disperata com’è, cade nel più profondo degli abissi e non vede più un futuro. Oggi, a Belle non resta altro che costruirsi il proprio castello nella sua propria favola. E se incontrerà altri Principi, questi dovranno unire il loro regno a quello di lei. Belle deve vivere la sua vita a prescindere da qualsiasi Gaston, Principe o Bestia. Non deve aspettare l’arrivo di un uomo che le salvi la vita. Nel mondo di oggi, ogni Belle finisce con il costruire il proprio lieto fine o, meglio, ogni Belle “è il proprio lieto fine””.

A proposito dell’opera, l’autrice racconta una curiosità: “La mia relatrice (di cui preferisco non fare il nome) non capì mai lo scopo della mia tesi, ma pensò bene di chiedermelo proprio in seduta di laurea, davanti a tutta la commissione, alla mia famiglia e ai miei amici. Non mi diede la lode, infatti io uscii con una votazione di 110/110. Ecco, questo libro rappresenta la mia lode!”. 

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