KILOMETRI”: L’ALTRA FACCIA DI BOUVET

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Scanzonato e diretto, fino a pochi giorni fa Bouvet ci aveva sempre mostrato il suo profilo destro: quello più ironico e, talvolta, più riflessivo. Con “Kilometri”, invece, ha rimosso il filtro della ragione, lasciando che sia il cuore a dettare il ritmo e l’anima a mostrarsi nella sua essenza. È questo il profilo sinistro: quello che tutti noi nascondiamo non perché brutto ma in quanto fragile. Lo nascondiamo per proteggerlo, per non farci troppo male, ma la verità è che se metti un filtro sull’anima schivi qualche botta ma perdi tanti abbracci.

Kilometri” è semplicemente una canzone d’amore ma, poi, chi l’ha detto che l’amore è una cosa semplice? Sì, lo so, lo canta Tiziano Ferro ma è stato proprio lui, successivamente, a negarlo parzialmente perché l’amore non è una cosa semplice. Bouvet, però, lo racconta con semplicità, senza girarci troppo intorno, come è solito fare. Le sue parole, incastrate tra le note, celebrano quel tipo di amore che ti porta a scrivere “rifarei tutto da capo se tutto mi portasse un’altra volta a te”. “Kilometri” è, dunque, una dolce e consapevole dichiarazione d’amore in cui Bouvet, per l’ennesima volta, si dimostra molto abile nel rendere in musica le proprie emozioni, senza mai risultare banale o scontato. Il cantautore toscano gioca, infatti, con le parole, catturando l’attenzione dell’ascoltatore grazie ad una scrittura semplice ma d’impatto, personale e innovativa.

Bouvet si conferma, così, una delle voci e delle penne più interessanti del panorama indie italiano e sono certa che sentiremo ancora, a lungo, parlare di lui e della sua musica.

KILOMETRI|TESTO

Ma guarda che occhi grandi hai
ci casca dentro un po’ di tutto
alla lunga ci scivolo anch’io
anzi no, io non ci casco, io mi ci butto
perché prima dei tuoi occhi, sai
mi sentivo fuori luogo ovunque
con l’anima chiusa in un bunker
e la testa piena zeppa di guai.
Ah, quanti passi hanno fatto queste scarpe prima di arrivare a te
e quante strade ho sbagliato nemmeno io lo so,
ma ora so che

I kilometri, i treni e gli autobus
i libri, i dischi,
Bukowski e Battisti,
tutto mi ha portato a te.
I kilometri, i treni e gli autobus,
rifarei tutto da capo se tutto mi portasse
un’altra volta a te.

Ma poi che sorriso hai?
Ci resta intrappolato un po’ chiunque
vedi cosa è successo a me
che fino a ieri a malapena stavo in piedi.
Prima di quel sorriso, sai
mi trascinavo senza una meta
col cuore fisso a dieta
e il malumore che un kilo non lo perde mai.
Ah, quante scarpe ho consumato prima di arrivare a te
e in quante braccia ho vissuto prima di sentirmi a casa, ora lo so,
ora so che

I kilometri, i treni e gli autobus
i libri, i dischi,
Bukowski e Battisti,
tutto mi ha portato a te.
I kilometri, i treni e gli autobus,
rifarei tutto da capo se tutto mi portasse
un’altra volta a te.

E alcuni posti dove sono stato non te li suggerisco
quello che ho fatto
quello che ho visto
e dove sono diretto è di gran lunga molto meglio
trova il coraggio,
vieni con me.

I kilometri, i treni e gli autobus
i libri, i dischi,
Bukowski e Battisti,
tutto mi ha portato a te.
I kilometri, i treni e gli autobus,
rifarei tutto da capo se tutto mi portasse
un’altra volta a te.

Un’altra volta a te.
Un’altra volta a te.

 

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