Giovane attore italiano Alessandro Alicata, nasce a Milano, poco dopo la sua nascita, la famiglia si trasferisce a Palermo.
Sarà proprio la città di Palermo ad iniziarlo allo studio della recitazione e alla sua presenza sul palco del teatro.
Incontrare Alessandro Alicata, è stato un momento di crescita e apertura.
Alessandro è già un professionista, nonostante la sua giovane età. Si apprezzano la sua curiosità e la sua voglia di inventarsi e creare. La sua pura energia gli regalerà delle belle soddisfazioni e grandi emozioni. Alessandro coinvolge e attrae per il suo modo di comunicare semplice e diretto, spigliato e profondo, perché dettato da un gusto personale, da un’identità artistica strutturata, già a diciannove anni.
Nel 2019 si trasferisce a Roma con la famiglia e studia presso l’ Istituto Roberto Rossellini. Nel 2022 all’ età di sedici anni esordisce come regista della sua prima opera “ Era Ora”. A diciannove anni, vince con il suo cortometraggio “ La Magia della Terra”, dove si assiste ad una storia costruita attraverso i ricordi e i valori della sua terra, a cui è legato il giovane attore e regista.
Magia della Terra si sviluppa infatti su due piani narrativi paralleli, attraverso personaggi tra loro differenti, che tuttavia trovano un punto d’incontro. Da un lato c’è infatti il nonno, interpretato da Jonis Bascir, anziano agricoltore e uomo silenzioso e resiliente, che per tutta la vita ha accettato i sacrifici richiesti dalla terra ma che ora, senza più forze ed eredi, si vede costretto, come tanti lavoratori, a vendere il proprio terreno. Dall’altro lato, i nipoti Andrea, Matteo e Viola, cui danno volto il regista, Luca Del Prete e l’attrice Matilde Sofia Fazio. Tre giovani che, dopo un iniziale rifiuto, riscoprono il valore di quel mondo, decidendo di prendere le redini dell’attività e trovando nella terra una fonte di soddisfazione autentica. Una scelta che comporta sacrifici, ma il peso e la bellezza del lavoro nei campi, unita ai ricordi di un’infanzia felice trascorsa in campagna, regalerà loro la gioia di veder crescere qualcosa di sano e genuino, rimanendo saldamente ancorati alle proprie origini. Tornare alla terra, in tempi di eccesso tecnologico, è fondamentale.
Leggendo un’ intervista rilasciata dall’ attore Italiano Jonis Bascir, quest’ ultimo rimarca l’importanza dello scambio artistico e umano tra attori d’esperienza e registi emergenti. “È sempre bello collaborare con giovani registi perché c’è bisogno di energie nuove e di freschezza – ha sottolineato – Ho figli dell’età di Alessandro e loro sono il mio aggiornamento professionale. Noi abbiamo un bagaglio importante, ma non possiamo tenere gli occhi su tutto e loro in qualche maniera con nuove idee e proposte ci aiutano a non rimanere indietro rispetto al mondo che cambia”.
“Dopo Gli spari di mezzanotte, ho voluto concepire un nuovo lavoro che mi muovesse qualcosa dentro”, ha proseguito il regista. “ Sarebbe bello vivere la nostra vita senza telefoni. Quanto abbiamo effettivamente bisogno di questa nuova tecnologia? Non sappiamo per quanto tempo rimarrà, ma nel film abbiamo cercato di utilizzarla in maniera diversa e più significativa”.
Quì, si affronta l’ atavico problema “amletico”: “ Tecnologia si/ Technologia no”, evidenziando il
pericolo di far arrivare nelle mani sbagliate, la scoperta e l’ innovazione tecnologia.
Vincitore del Premio Sorriso per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica di Fondazione Univerde e Asvis, il film, prodotto da Cinematica Company e scritto da Francesca Giuliani, utilizza la profondità sentimentale dell’elemento biografico.
Ne risulta una narrazione dal tratto verista, che porta sullo schermo un universo di fatica, eredità e speranza rappresentato dal nonno e quello delle future generazioni.
Alessandro ci regalerà tanti bei prodotti, e ci regalerà anche la speranza di pensare che, per fortuna, ci sono ancora i giovani che credono nei loro sogni, studiano e lavorano sodo per realizzarli. Il giovane Alessandro rappresenta un’ottima speranza per un futuro migliore.
