“HOPPER”: L’INTERVISTA A BOUVET

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Lo avevamo lasciato, ad ottobre, con “Vedi me” in rotazione radiofonica (qui la recensione) e con tanti altri progetti in cantiere. Quest’oggi, Bouvet è tornato a trovarci per presentare, ai nostri microfoni, il suo nuovo singolo, “Hopper”, che si caratterizza per il contrasto tra una melodia leggera ed una tematica introspettiva.

«Edward Hopper diceva: “non dipingo quello che vedo, ma quello che provo. Se potessi dirlo a parole non ci sarebbe alcun motivo per dipingere”. Ecco, io con questo brano ho tentato di fare lo stesso; se avessi, però, saputo dipingere, molto probabilmente non ci sarebbe stata alcuna ragione per cantarlo. In una società come quella di oggi credo sia facile restare sopraffatti dalla vita, imprigionati in un’inquieta nostalgia mentre fuori dalla finestra il tempo scorre inevitabilmente. Io in “Hopper” non ho fatto altro che descrivere tutto questo, descrivendolo non solo attraverso i miei occhi, ma anche attraverso i miei sentimenti; non solo da spettatore, ma anche da figura integrante»

ASCOLTA L’INTERVISTA A BOUVET:

https://www.radiounavocevicina.it/main/wp-content/uploads/2021/02/Edit-intervista-a-Bouvet.mp3?_=2

HOPPER|TESTO

Ti ricordi quando per sapere se ti amava
Interrogavi margherite
Nel giardino di casa
Ricordi quei rumori
Come cantavano la vita
E tutto un cielo da guardare
Noi stesi a pancia in su
Ti ricordi quanto tua madre si incazzava
Chiamando dal balcone
Noi nascosti col pallone
Le ginocchia sbucciate
Ricordi le cadute?
Perché io no, onestamente io
Ricordo le risate
Ma poi di corsa il tempo
Ha messo via le bolle di sapone
Sostituto caramelle col carbone
Ha spento la musica
E noi è un po’ che non balliamo
E siamo tutto ciò che resta
Di ciò che eravamo e…

Siamo tutti dannati
Come i palazzi infestati
Puoi trovarci abbandonati
Fuori città
Soli e stropicciati
Coi sogni tutti ammaccati
Sconosciuti, seduti
Al bancone di un bar
Come in quadro di Hopper
Come in quadro di Hopper

TI ricordi quando per saltare la scuola
Inventavamo storie
Febbre da leone
E la libertà era il solo vero sintomo
E non si guariva mai dalla felicità
Poi lentamente il tempo
Ci ha strappato via dal petto il sole
Sostituito speranze col dolore
Ha acceso la musica
E noi è un po’ che non parliamo
E siamo tutto ciò che resta
Di ciò che eravamo e…

Siamo tutti dannati
Come i palazzi infestati
Puoi trovarci abbandonati
Fuori città
Soli e stropicciati
Coi sogni tutti ammaccati
Sconosciuti, seduti
Al bancone di un bar
Come in quadro di Hopper
Come in quadro di Hopper

E tutti quei colori
Mischiati con il mare
Volati via poi con il vento
Noi nuvole spazzate via
Arcobaleni spenti
Ci siamo sbiaditi crescendo

Siamo tutti dannati
Come i palazzi infestati
Puoi trovarci abbandonati
Fuori città
Soli e stropicciati
Coi sogni tutti ammaccati
Sconosciuti, seduti
Al bancone di un bar
Come in quadro di Hopper
Come in quadro di Hopper

HOPPER|VIDEOCLIP

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