Francofonte, l’Avis posiziona tre bandiere davanti al monumento del donatore

FRANCOFONTE – In vista della chiusura dell’anno sociale, la sezione cittadina dell’Avis ha posizionato tre bandiere davanti al monumento del donatore, nel luogo simbolo  che è stato realizzato tre anni addietro innanzi la sede  dell’associazione di contrada Coco. Secondo i dirigenti del sodalizio  si tratta di un simbolo che indica anche in loro il punto di riferimento della solidarietà francofontese. La cerimonia d’inaugurazione è avvenuta nei giorni scorsi in presenza di un folto numero di persone e durante la quale il presidente Salvatore Ippolito, assieme a numerosi volontari e donatori,  hanno issato la bandiera col tricolore. La bandiera dell’Italia è stata posizionata a latere di quella della Sicilia e  dell’Avis. Tutto è stato programmato a  poche settimane del volgere al termine dell’anno sociale 2020. Un anno particolarmente intenso per le azioni che hanno svolto gli avisini nel comune agrumicolo, impegnandosi tra pandemia e donazioni di sangue da destinare ai vicini ospedali. “Con il posizionamento delle bandiere presso l’area monumentale simbolo del donatore – ha detto il presidente Ippolito-,  l’Avis Comunale di Francofonte ha completato i lavori previsti nella programmazione triennale e strutturale 2018/2020. Un programma fatto di volontariato, solidarietà e miglioramento dell’arredo urbano”.  Quello di cui parla Ippolito sono icosidetti “obiettivi a lungo termine”, che il circolo aveva deliberato per quest’ultimo triennio . “Le tre bandiere posizionate proprio in questi tempi di confusione- ha aggiunto-, assumono il significato dell’unità della comunità.  Mirano simbolicamente ad armonizzare e canalizzare tutti gli sforzi fatti in passato e quelli che servono in futuro per combattere la pandemia da sars covid-2.  Ma vogliono testimoniare anche  il costante lavoro e la doverosa presenza dei donatori francofontesi che sono sempre  accanto a chi soffre. E’ lo spirito  sul tutto che ci accomuna tutti nel territorio, partendo da Francofonte fino oltre confini del Paese”. Il riferimento del presidente è fatto al periodo del lockdown  in cui la città fu quasi chiusa e in quell’occasione fu organizzata dal sua associazione una raccolta straordinaria di sangue alla quale aderirono in tanti. Furono allora  raccolte 31 sacche di sangue intero  destinate, in un periodo di emergenza unico e imprevedibile, al SIMT  del dipartimento malattie infettive dell’Asp di Siracusa. “I nostri soci hanno risposto sempre al nostro appello e durante il lockdownhanno fatto sentire la loro presenza- ha ricordato- .                                          Nella prima fase di emergenza i volontari hanno  organizzato nelle giornate dei prelievi, gruppi  di sei donatori in quattro fasce orari. Lo abbiamo fatto garantendo sempre le indicazioni a salvaguardia del contagio Covid-19. In un momento così particolare in cui è stato difficile far fronte al fabbisogno quotidiano di sangue. La risposta di Francofonte ha rappresentato un contributo notevole per la sanità provinciale. I talassemici e i leucemici non conoscono “vacanze” e hanno avuto la nostra solidarietà”.Tutto ciò è stato ricordato dai dirigenti la scorsa mattina provocando tanta commozione e allo stesso tempo gioia tra i donatori. “I soci francofontesi dell’Avis   hanno superato  positivamente ancora una volta le aspettative  di tutti nel momento del bisogno- hanno commentato alcuni anziani presenti all’inaugurazione-. E questo non va dimenticato. Ogni volta che passo e guarderò queste bandiere mi sento orgoglioso di essere un cittadino di Francofonte”. L’associazione  Avis di Francofonte conta un cospicuo numero di soci che negli ultimi tempi sembrano essere in aumento. L’associazione, inoltre, da parecchio tempo è impegnata in campagne  di sensibilizzazione continua a tal punto da essere tra le più presso operative dell’area siracusana. “Auspico che quanto stiamo vivendo possa essere solo un passato ricordo, perché sono certo che ci rialzeremo più forti di prima- ha commentato il presidente- . In tempi di crisi, tutte le realtà associative sono un patrimonio inestimabile ed insostituibile per il nostro Paese e così è anche per la nostra città. Ci attenderanno tempi impegnativi e ai miei concittadini dico che nelle prove più dure sanno sempre dare il meglio di loro stessi”.

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