CATANIA, NELLA SCUOLA TORNA LA PAROLA EDUCAZIONE

di Giuseppe Adernò
CATANIA – Nella ricorrenza storica dellaGiornata Internazionale dei diritti dell’Infanziapiù di cento docenti educatoridi Vittoria, Ragusa, Catania, S Venerina,Treviso e Zevio, in provincia di Verona hanno partecipato al Webinarpromosso dall’Istituto comprensivo “San Biagio” di Vittoria,sultema “L’insegnamento dell’Educazione Civica Passaporto per i diritti”con il coordinamento della prof.ssa Adriana Minardi.
Dopo il saluto istituzionale delladirigente dell’Istituto San Biagio, Giuseppina Spataro, è intervenuto il commissario straordinario di Vittoria, Prefetto Filippo Dispenza, il quale ha condiviso l’impegnodelle istituzioni nel dare priorità e attenzione alle problematiche riguardanti i minori e l’azione educativa della scuola che intreccia diritti e dover, come recita l’art.54 della Costituzione.
LeSoroptimisteRina Florulli, vice presidente nazionalee Valeria Sanzone, presidente di Vittoriainsieme al presidente del Rotary di Vittoria, Salvatore Cirignotta, hanno plaudito all’iniziativa e condiviso le finalità dell’evento formativo per i docenti e per un rilancio efficace dell’azione educativa in vista di un “nuovo e radicale modo di stare nel mondo”.
Con dettagliata precisione la dirigentedell’USP di Ragusa, Viviana Assenza, hapresentato“I nuovi scenari dell’Educazione Civica”, illustrando le Linee guida della Legge 92/2019, soffermandosi sulla cittadinanza digitale che impegna la scuola ad un nuovo percorso educativo nel corretto e responsabile uso d’internet e dei media.
“Educazione civica, proposta nuova del cuore antico” è stato il tema trattato dall’Ispettrice Giovanna Criscione, ed ha evidenziato come il valore educativo di tale insegnamento non può essere contenuto nella semplice proposta culturale e informativa, bensì è proiettato ad un “agire secondo…” e mettere in atto quei comportamenti civici di responsabilità e di impegno partecipativo alla vita della Comunità cittadina.
Particolare attenzione è stata riservata alla funzione educativa al senso civico che cominciasin dalla scuola dell’infanzia e primariaed ha evidenziato che tra gli ambiti d’intervento delle tematicheda analizzare e studiare, non compare l’educazioneal rispetto di genere, mentre appare indicato nella formula generica dell’educazione sentimentale che tende alla crescita culturale emotiva.
La parola “educazione” che un tempo accompagnava e caratterizzava tutte le discipline, oggi ritorna con l’Educazione civica,disciplina “dal cuore antico”che s’indirizza ad un sentiero di formazione integrale dello studente, futuro cittadino che a scuola comincia a fare esperienza di partecipazione attiva, come ha indicato il presideGiuseppe Adernò, coordinatore dei Consigli comunali dei Ragazzi, ideatore del progetto “Scuola, piccola città” per consentire ai ragazzi di “imparare facendo” e attraverso l’elezione del sindaco della scuola, le votazioni per scegliere i consiglieri, l’elaborazione del programma delle listela partecipazione democratica diventa attiva e responsabile.
Nel libro guida alle elezioni i docenti possono trovare un vademecum operativo che facilita la realizzazione del progetto.
La ricorrenza dei trent’anni della Carta di Treviso,documento deontologico ed etico a difesa dei diritti dei minori nei media, è stata ricordata dal giornalista Tiziano Virginio Toffolo, che è stato uno dei redattori del documento,redatto a Treviso nel 1990, diventato codice e norma per la comunicazione giornalistica ed anche per l’uso corretto del linguaggio e dei videogiochiper i ragazzi.
Sul tema sono intervenute anchel’avv. Francesca Corbino, la quale ha presentato una serie di casi di diritti violati nei media e Elisabetta Ludeschi, del Soroptimist di Treviso, ed ha ricordato anche la storica presidenteGemma Cordani Milani, la quale ha collaborato alla redazione della Carta deontologica.
La lunga carrellata d’interventi sono stati conclusi dalla presidente dell’Unicef di Ragusa, Elisa Mandarà e da Sandra Rizza,garante dei dirittidei minori del comune di Comiso.
Le molteplici iniziative messe in atto dalle diverse organizzazioni: “Il futuro che verrà me lo leggi in faccia”, “Scrivere dritto su righe storte”, occasioni per rendere gli studenti protagonisti attivi nella storia di oggi, segnata dalla pandemia, favoriscono una dinamica operosità che aiuta a crescere e a meglio comprendere le difficoltà del momento presente.

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