Carlentini, “Il Caso Tandoy” di Michele Guardì.  E i suoi personaggi viventi

Carlentini, “Il Caso Tandoy” di Michele Guardì. E i suoi personaggi viventi

CARLENTINI –   La sera del 06 Novembre 2022, il Teatro Comunale di Carlentini “ Turi Ferro” con la direzione artistica di Alfio Breci, apre la stagione Teatrale. Gli spettatori curiosi e bramosi di iniziare un nuovo percorso artistico nella bellissima cornice del Teatro in questione, sottolineano con un caloroso applauso l’apertura del sipario su una delle commedie più significative dei nostri giorni.

La Stagione inizia con “ Il caso Tandoy” scritto e diretto da Michele Guardì.

Il protagonista dell’opera è interpretato dall’ attore Gianluca Guidi, accompagnato dall’ attore Giuseppe Manfredi.

Altri artisti ruotavano sul palcoscenico, fra cui Gaetano AronicaRoberto IannoneNoemi EspositoMarcella LattucaMarco LandolaAntonio Rampino e Caterina Milicchio nel ruolo di Leila Motta. In sottofondo, le belle musiche di Sergio Cammariere.

La scenografia, le luci, l’ambientazione e i costumi hanno accompagnato magnificamente, l’interpretazione degli attori e il messaggio dell’opera, in maniera eloquente e perfettamente in linea con la dimensione creativa del protagonista in qualità di scrittore.

Sarà trattato un caso di cronaca, l’assassinio del Commissario Tandoy, in una Agrigento perbenista degli anni 60’. Un fatto di sangue, macchiato ancor più dal colore rosso della passione, visto che inizialmente, si seguiva la pista passionale del tradimento e della gelosia. Il mandante dell’omicidio sarebbe stata la moglie del Commissario stesso, in quanto la donna si sarebbe liberata del marito, per vivere da libera la sua storia d’ amore con il Direttore del Manicomio di Agrigento. In realtà, tutto sfociò in un groviglio di intrighi processuali. L’errore giudiziario stava al centro di un complesso di vicende che per fortuna sfociarono nella giustizia che fece giustizia di sé stessa.

Tutto ciò, divenne punto di partenza per Michele Guardì che, in qualità di autore e regista, scelse il palcoscenico come mezzo per effettuare tale denuncia sociale. Questa però, così come ogni commedia, ha un pizzico di leggerezza e di farsa.

Inevitabile e costante, il richiamo alla Metateatralità Pirandelliana, secondo cui “ tutto il mondo è un palcoscenico”. Il Maestro Luigi Pirandello, con il suo sguardo vigile, immortalato dentro una cornice piacevolmente ingombrante dentro lo studio creativo e immaginario dello scrittore.

“Il Pubblico? Il Pubblico c’è…non si vede, non si sente…ma c’è…”come ribadisce lo scrittore ad uno dei suoi personaggi.

A questo proposito, nasce spontaneo il confronto con “ Sei personaggi in cerca d’ autore”, da cui l’ autore stesso è stato palesemente influenzato, nel momento in cui mette in scena una sfilata di personaggi che cercano un ruolo, e si confrontano ripetutamente con il loro autore.

Si tratta di una complessità di personaggi, con personalità e sfaccettature diverse e tormentate.  A Michele Guardì piace raccontare questa umanità con rispetto e ironia, senza scadere mai nella volgarità, soprattutto quando si affronta il tema del tradimento e della passione.

Spontaneamente, emerge una nota intima e introspettiva dello scrittore, nel  momento in cui sente l’ esigenza di riaprire il suo studio, far risvegliare i suoi personaggi, i quali erano lì dormienti fra i fogli ad aspettarlo. Ed è vero…lo scrittore, nel momento in cui crea i personaggi e da loro i nomi, li personifica e dà loro vita, fino a creare una relazione personale fra loro e sé stesso. Da qui, l’esigenza di dialogare con loro, forgiarli fino a renderli reali nel mondo della sua creatività e dotarli di sentimenti ed emozioni, fino a preoccuparsi che stiano bene. Sensazione meravigliosa…lo scrittore ha creato dei personaggi, delle persone che avranno una vita, una voce, un cuore, un ruolo, una storia, ma…a volte accade che quella storia inizia in un modo e finisce in maniera diversa rispetto a come era stata ideata inizialmente dallo scrittore stesso. Cosa è accaduto? Semplicemente, nel corso dell’evoluzione della storia, i personaggi crescono e si trasformano, quasi prendessero loro il sopravvento sullo scrittore. Quest’ ultimo sarà costretto a seguire il nuovo flusso dei personaggi e dei loro sentimenti.

E’ davvero tutto così magico e straordinario.

In un primo momento il pubblico sorride e rimane incredulo. Alla fine della pièce, il pubblico sorride soddisfatto e consapevole del fatto, che solo una penna geniale e profondamente creativa, riesce a rendere reale ciò che nasce da un puro momento di immateriale ispirazione.

 

 

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