La Leonzio torna davanti al proprio pubblico dopo un mese, ma al “Nobile” è festa soltanto per l’Avola, che si impone con un netto 0–3 al termine di una gara intensa, vibrante, ma segnata in modo decisivo dalle disattenzioni difensive dei bianconeri. La capolista dimostra cinismo ed esperienza, mentre la squadra di casa esce tra rimpianti e recriminazioni per un passivo forse troppo severo rispetto a quanto creato.
Avvio shock: Ramella gela il “Nobile”
Non passano nemmeno trenta secondi e l’Avola è già avanti. Dos Santos, imprendibile sulla sinistra, sfonda con potenza e mette in mezzo un tiro-cross velenoso che Caruso non trattiene: Ramella, appostato sul secondo palo, ribadisce in rete e fa esplodere il settore ospiti. I bianconeri accusano il colpo e rischiano addirittura la seconda capitolazione dopo pochi minuti, ancora con Dos Santos, che stavolta calcia alto.
La Leonzio fatica a trovare linee pulite di gioco, compressa tra nervosismo e imprecisioni, mentre l’Avola controlla la gara con ordine. Il primo sussulto dei padroni di casa arriva al 21’: Midolo pennella per Sangiorgio, ma il suo colpo di testa è troppo debole per impensierire Santillo.
Leonzio in crescita, ma Santillo è super
Al 25’ il pubblico bianconero protesta per un presunto tocco di mano in area di Ramella, ma il direttore di gara lascia correre. L’episodio scuote la Leonzio, che alza i ritmi: Picchi va vicino al pari su punizione, poi costruisce due ottime occasioni per Famà, che però non riesce mai a trovare il tempo giusto.

L’opportunità più ghiotta arriva al 40’: Brad fugge sulla destra e serve un pallone teso per Leonardi, che in tuffo impatta bene. Santillo, però, salva i suoi con una parata straordinaria. Poco prima dell’intervallo, un errore difensivo bianconero regala a Ramella la chance del raddoppio, ma l’attaccante spreca clamorosamente.
La ripresa illude, poi il crollo
La Leonzio rientra in campo con piglio diverso e sfiora il pari prima con Famà, su invito di Sangiorgio dopo un rinvio maldestro di Santillo, poi con una punizione di Leonardi. Nel momento migliore dei padroni di casa, però, arriva la doccia gelata: azione perfetta sulla destra, Gazzara taglia l’area con un diagonale velenoso e Dos Santos, ancora una volta il migliore, insacca con freddezza.
La partita prende una piega ancora più amara al 18’ della ripresa: Sangiorgio entra in ritardo e l’arbitro estrae il rosso diretto, tra le proteste dei bianconeri. In dieci, la Leonzio fatica a mantenere intensità e l’Avola, forte dell’uomo in più, controlla senza affanni.

Finale amaro: La Bruna chiude i conti
I bianconeri provano comunque a rimanere in partita, ma l’ultima fiammata è una punizione di Famà bloccata da Santillo. Nel recupero, con la Leonzio sbilanciata alla ricerca dell’impossibile, l’Avola affonda e chiude definitivamente la sfida: La Bruna si avventa su una palla vagante e firma lo 0–3 che fa calare il sipario.
Il giudizio
La Leonzio esce tra applausi moderati e tanto rammarico: cuore e volontà non sono mancati, ma errori individuali e mancanza di lucidità nei momenti chiave hanno pesato come macigni. L’Avola, da vera capolista, ha capitalizzato ogni indecisione e si porta a casa una vittoria pesante e meritata.
Per i bianconeri la strada per rialzarsi passa dalla solidità difensiva e dalla capacità di mantenere freddezza nei momenti caldi. La qualità c’è, la reazione anche: ora serve trasformarla in punti.
PH: Damiano Russo
